liliana segre

“NON SONO UNA CHE SI ARRENDE FACILMENTE” – LILIANA SEGRE SI DICE PRONTA A GUIDARE LA COMMISSIONE: “SONO ESAUSTA. SE A QUASI 90 ANNI FINISCI BERSAGLIATA DA INSULTI, SOTTO SCORTA, CREDO SIA NORMALE CHIEDERSI "MA CHI ME L'HA FATTO FARE?". PERO’ DURA POCO… SE SMETTESSI AVREI UNA VITA PIÙ SERENA, MA NON SAREI IN PACE. LA DAREI VINTA PROPRIO AGLI ODIATORI” – POI RIVELA IL CONTENUTO DEI MESSAGGI D’ODIO CHE LE SONO STATI RIVOLTI. E SULL’INCONTRO CON SALVINI…

Alessia Rastrelli per il “Corriere della sera”

 

liliana segre a braccetto con un agente della scorta

«La tentazione di abbandonare il campo ogni tanto si affaccia. Se a quasi 90 anni finisci bersagliata da insulti, sotto scorta, senza più la vita semplice e riservata di prima, credo sia normale chiedersi "ma chi me l' ha fatto fare?". Però dura poco, non sono una che si arrende facilmente».

 

Quindi, senatrice Segre, sarà presidente della Commissione contro l' odio, nata su sua iniziativa?

«Se me la propongono, sono dell' idea di dire sì. Sono stata in dubbio e certo il calendario degli anni non va indietro. Ma io credo in questa Commissione, dunque spero di reggere».

 

L' astensione del centrodestra proprio sulla «sua» Commissione lo scorso 30 ottobre. E poi lo striscione di Forza Nuova apparso a Milano vicino al teatro in cui stava parlando, l' assegnazione della scorta, i messaggi d' odio e le polemiche di chi li mette in dubbio, l' incontro con Matteo Salvini trapelato anche se sarebbe dovuto restare riservato. Sono state settimane faticose per Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz-Birkenau, dove fu deportata a 13 anni, senatrice a vita nominata da Mattarella il 19 gennaio 2018. Al Corriere rilascia la prima intervista dopo quasi un mese di silenzio.

 

Come si sente dopo quello che è successo?

«Sono esausta. Troppa esposizione, troppo odio, troppe polemiche, troppa popolarità, troppo tutto. Alla mia età mi trovo a condurre un' esistenza che non avrei mai immaginato».

 

La sua vita è cambiata con la scorta?

INSULTI A LILIANA SEGRE RACCOLTI DALL OSSERVATORIO SULL ANTISEMITISMO

«Né io né i miei familiari abbiamo chiesto nulla. Il Comitato per la sicurezza e l' ordine pubblico della Prefettura di Milano ha ritenuto di garantirmi una tutela, che è una forma di protezione più blanda della scorta.

 

Naturalmente sono rimasta di stucco: a quasi 90 anni e per la sola colpa di essere una sopravvissuta alla Shoah e di esporre pacatamente i miei convincimenti, c' è bisogno che sia tutelata la mia sicurezza. È certo un condizionamento nella vita privata e mi disturba l' idea di essere un peso per lo Stato, però i carabinieri che mi accompagnano sono ragazzi meravigliosi che mi hanno adottata come una nonna, non solo con professionalità, ma anche con affetto».

 

Lei ha raccontato più volte nelle sue testimonianze la forza di continuare a vivere, ridotti a scheletri, nel gelido inverno del lager. Nasce da lì la forza di oggi?

«Ho passato quarantacinque anni, dopo la guerra, a macerarmi nel rimorso di non riuscire a parlare. Poi a 60 anni ho trovato le parole per fare il mio dovere. Per decenni ho rivissuto gli incubi del passato pur di testimoniare nelle scuole, nella speranza che anche un solo studente accogliesse il mio doloroso dono.

l articolo di pietro colaprico su liliana segre

 

Oggi, grazie alla scelta stupefacente del presidente Mattarella di nominarmi senatrice a vita, posso raggiungere milioni di persone. Se smettessi avrei una vita più serena, ma non sarei in pace. E poi la darei vinta proprio agli odiatori».

 

Cosa risponde a chi critica la «Commissione Segre»? C' è chi parla di «bavaglio».

«Mi sembra una barzelletta: "Qual è il colmo per un' ebrea sefardita? Diventare il capo dell' Inquisizione spagnola". Ma figuriamoci! Sono arrivati al paradosso di ribattezzarla con tono demonizzante "Commissione Segre-Boldrini" gli stessi partiti che nella passata legislatura, alla Camera, avevano approvato all' unanimità le conclusioni della Commissione Jo Cox, cioè la vera "Commissione Boldrini". Siamo seri.

 

La Commissione che ho proposto non può giudicare né censurare nessuno e non può cambiare le leggi. Si tratta di studiare un fenomeno, di avanzare proposte su un problema per cui tutti, anche gli esponenti dell' opposizione quando parlano a telecamere spente, si dichiarano allarmati. L' odio in rete dilaga. La convinzione di agire in una zona franca e nell' anonimato sta producendo un imbarbarimento, una sorta di bullismo su larga scala, che le leggi esistenti non riescono a contenere».

liliana segre con la scorta 1

 

Anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni dicono di essere bersagliati.

«Colgo l' occasione per esprimere loro solidarietà. Sarò un' illusa, ma continuo ad auspicare che tutti si uniscano in un impegno bipartisan per prevenire le epidemie dell' odio. Io ho sperimentato i danni che possono produrre».

 

Da più parti, dopo l' astensione sulla Commissione contro l' odio, il razzismo, l' antisemitismo che lei ha proposto, il centrodestra ha ribadito l'«amicizia per Israele». I due aspetti sono collegabili?

«Sono argomenti separati. Mi ha fatto piacere ricevere il messaggio affettuoso del presidente Reuven Rivlin, anche se non potrò andare in Israele perché i viaggi lunghi mi affaticano. Succede spesso che mi chiedano di prendere posizione sul conflitto israelo-palestinese, ma non lo accetto.

 

Non voglio mischiare temi diversi. Non sono un' esperta ed escludo di dover rispondere, in quanto ebrea, di quello che fa Israele. Il mio disagio fu espresso magistralmente da Clara Sereni in un articolo su l' Unità , La colpa di essere Ebrea , del 16 gennaio 2006. Raccontava di essere stata costretta a esprimersi sulla questione mediorientale e di avere dovuto quasi giustificarsi di essere ebrea. "Non dovrei più farlo", sottolineava. Fatta questa premessa, anche io ho le mie idee: ho un grande rimpianto per Yitzhak Rabin e ho molto sperato di vedere la pace basata sul principio "due popoli, due Stati". Ormai posso solo sperare che la vedano i miei figli».

 

Anche sui messaggi di odio contro di lei sono stati avanzati dubbi.

episodi antisemitismo 2018 osservatorio

«Sapevo poco di questi messaggi perché non sono iscritta ai social network e i miei figli avevano deciso di risparmiarmi tali miserie. Dopo il rapporto dell' Osservatorio antisemitismo del Centro di documentazione ebraica contemporanea, ho dovuto occuparmene ed è stato molto sgradevole. Per le oscenità che ho dovuto vedere. Ma anche perché, facendo leva sul numero dei messaggi, "200 al giorno", scaturito da un' inesattezza giornalistica, si è scatenata una campagna negazionista in cui non solo veniva contestato quel numero, ma l' esistenza stessa delle espressioni di odio. Scopo: far passare tutti per visionari o speculatori».

 

Come stanno davvero le cose?

«I messaggi non solo esistono, ma sono una valanga. Nessuno può dare numeri attendibili perché occorrerebbe monitorare milioni di pagine Facebook, Twitter, Instagram, siti, blog. Quello che emerge è un campione, la punta dell' iceberg. Sono stati registrati picchi in corrispondenza di una mia maggiore esposizione.

 

liliana segre a braccetto con un agente della scorta

Il meccanismo è questo: qualcuno inizia postando un attacco contro di me spesso veemente, non necessariamente di cattivo gusto, ma da lì parte la ridda dei commenti che si trasforma in una gara di esternazioni triviali, truci, immonde: decine, a volte centinaia, sotto ogni singolo post. Abbondano gli auguri di morte, gli insulti, il rammarico perché "i nazisti non hanno finito il lavoro", l' accusa di essere una vecchia rimbambita e manovrata "dai comunisti". Poi ci sono quelli più specifici».

 

Di cosa si tratta?

«Ho ricordato di essere stata clandestina e mi hanno scritto: "Parli così fino a quando non trovi un immigrato che ti stupra vecchiaccia".

 

Ho ricordato lo sterminio dei rom e mi hanno augurato di avere la casa svaligiata dagli zingari. Poi ci sono i qualunquisti indignati per "un' altra da mantenere", gli antisionisti fanatici che mi ritengono complice della "Shoah dei palestinesi", perfino frange animaliste che postano la mia foto di vent' anni fa in pelliccia e dicono che sono come i nazisti perché approverei le torture sui visoni».

 

Si moltiplicano i Comuni che vogliono darle la cittadinanza onoraria. Ma ci sono anche amministrazioni che si rifiutano.

«Tra le innumerevoli manifestazioni di affetto, ci sono le decine e decine di Comuni, retti da maggioranze di diverso orientamento, che mi vogliono conferire la cittadinanza. Mi dicono che alcune iniziative hanno risvolti strumentali. Io non me ne curo, presumo la buona fede. Così fin qui le ho accolte onorata, preoccupandomi solo - per non apparire maleducata - di avvisare che, alla mia età, non posso andare a ricevere gli attestati. Però anche questo sta diventando un nuovo terreno di battaglia di cui farei a meno».

 

liliana segre con la scorta 2

A Sesto San Giovanni il sindaco ha detto che lei «non ha a che fare con la storia della città». A Biella Ezio Greggio ha rinunciato alla cittadinanza onoraria dopo che era stata negata a lei.

«Avere creato imbarazzo a quelle giunte mi dispiace. Il caso di Biella è stato però l' occasione di ricevere un fiore raro come il gesto di Greggio, che è molto più di una cittadinanza».

A Napoli lei stessa ha fatto un passo indietro...

«In quel caso non c' è stata una proposta dell' amministrazione comunale, ma la strumentalizzazione di un' assessora. Per rispondere alle critiche sulle sue dichiarazioni di odio verso Israele, ha detto: "Allora facciamo la Segre cittadina onoraria". Io amo moltissimo Napoli, la prima città italiana insorta contro i nazisti, ma non mi presto come scudo umano per levare dall' imbarazzo l' assessora».

 

Ieri ha accolto Giuseppe Conte al Memoriale della Shoah di Milano. Cosa vi siete detti?

«Il premier ha voluto vedere tutto e ha sforato di almeno mezz' ora sui suoi programmi perché si è fatto spiegare ogni dettaglio».

 

L' avere votato la fiducia al governo giallo-rosso può aver pesato sulle critiche delle settimane scorse?

liliana segre a braccetto con un agente della scorta 1

«Non faccio parte della maggioranza, sono indipendente e decido volta per volta. Avrei preferito confermare l' astensione come per il primo governo Conte, ma ho sentito dentro di me un campanello d' allarme e ho deciso in coscienza per l' interesse del Paese».

 

Qual era l' allarme?

«Si era creato un clima parossistico di continue forzature, con le emergenze artefatte a ogni arrivo di poche decine di disgraziati - questioni che oggi la ministra Lamorgese risolve con una telefonata -, con l' invocazione dei pieni poteri, con la preparazione di una specie di crociata. Credo che anche chi ha creato quel clima si sia poi reso conto di avere esagerato. Nella nuova ondata di odio che si è abbattuta su di me, mi hanno anche scritto: "Rispetta la nostra religione!", quando sono l' Osservatore Romano e l' Avvenire a denunciare che è proprio l' abuso politico dei simboli religiosi a costituire una mancanza di rispetto».

 

Salvini è venuto a casa sua. Come è andato l' incontro?

«Non voglio dire nulla perché ci siamo impegnati entrambi alla riservatezza per evitare strumentalizzazioni politiche. In ogni caso incontrarsi e parlarsi, a maggior ragione tra due colleghi senatori e concittadini milanesi, più che un gesto di civiltà dovrebbe essere considerato un fatto normale».

liliana segre con la scorta

 

È stata proposta la sua candidatura a presidente della Repubblica. Lei ha declinato.

«Ho grande stima per Lucia Annunziata e sono certa che abbia fatto quella proposta per manifestarmi apprezzamento e solidarietà. Tuttavia mi sono trovata, mio malgrado, ad essere già una figura sulla quale si concentrano fin troppi significati simbolici. Non è il caso di aggiungerne altri e di coinvolgermi in ambiti impropri.

 

Alla presidenza della Repubblica deve stare un arbitro che abbia le energie per correre in mezzo al campo e che soprattutto abbia una sopraffina sapienza politica ed istituzionale, come il presidente Mattarella. Non una novantenne arrivata come una marziana sulla scena politica».

LILIANA SEGREsegre rodellililiana segre by spinoza

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