CHISTU A TIA, CHISTU A MIA - COSA NOSTRA E ‘NDRANGHETA SI SONO DIVISE IL RICCO PIATTO DEL BUSINESS IN LOMBARDIA

1 - PATTO MAFIA-‘NDRANGHETA CON FIGLIA E GENERO DI MANGANO
Paolo Colonnello per "La Stampa"

«Non abbiamo bisogno di presentazioni», diceva Cinzia Mangano viso d'angelo ai debitori delle sue società di facchinaggio, tanto per far capire che aria tirava a Milano se non si pagava il dovuto a una delle più blasonate famiglie mafiose della Penisola. E aveva ragione, perché a pensarci bene la figlia dello stalliere di Arcore, «l'eroe» di Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, quel Vittorio Mangano capo mandamento della famiglia palermitana di Porta Nuova, di tutto poteva aver bisogno tranne che di essere presentata. Bastava la parola.

E quella dei suoi picciotti e soci di scorribande imprenditoriali nel ricco e operoso Nord sempre più incline a scendere a patti con la criminalità organizzata, magari per recuperare crediti «perché a quelli bisogna fargli vedere i denti, come i vampiri...»

Cinzia Mangano, considerata degli inquirenti un boss affermato dell'avamposto di Cosa Nostra a Milano, è stata arrestata ieri insieme ai suoi complici, tutti pezzi da 90 della mafia palermitana, grazie alla tenacia investigativa di un'altra donna, il vicequestore Josè Maria Falcicchia, autrice ormai di quasi tutte le ultime indagini sulla mafia e la 'ndrangheta in Lombardia.

Insieme alla figlia di Mangano è finito in carcere anche il genero del boss mafioso, marito di un'altra figlia, Enrico Di Grusa, già arrestato nel '97, e l'imprenditore Giuseppe Porto, vera e propria «testa di legno» di Cosa Nostra al Nord, fotografato nel 2000 mentre portava a spalla la bara dello stalliere durante un solenne funerale e richiestissimo da altri imprenditori, a patto si presentasse «con il braccio destro e quello sinistro...». In manette anche altre quattro persone.

Tutti accusati di associazione mafiosa, minacce, frode fiscale, ingresso di lavoratori clandestini. Decine le perquisizioni nel milanese nel reticolo di società gestite dai presunti mafiosi e sequestro complessivo 3 milioni di euro.

L'altro aspetto notevole dell'inchiesta, coordinata dal pm Tatangelo, è la pericolosa «saldatura» filmata in diretta dall'indagine tra le cosche palermitane e quelle calabresi per spartirsi il ricco territorio milanese e perfino gli stessi commercialisti (come Domenico Cristodaro, perquisito ieri), rivelando come il lavoro sottotraccia svolto in questi anni da Cosa Nostra, apparentemente scomparsa dal nero delle cronache, abbia maturato i frutti più velenosi che si potessero immaginare: un'infiltrazione totale nel mondo del lavoro «legale» con scalate imprenditoriali e controllo di interi settori nel mercato dei cosiddetti servizi: facchinaggio, autonoleggio, bassa manovalanza.

Grazie allo sfruttamento intensivo degli extracomunitari, sottopagati (5-6 euro all'ora), e maltrattati («li sfruttano come bestie» si legge tout court in un'intercettazione) e all'uso più classico dello strumento delle false fatturazioni per frodare il fisco. Imprese concorrenziali sotto ogni punto di vista, in grado di reggersi ormai non soltanto sulla forza dell'intimidazione ma dei «piccioli» puri, scambiati allegramente in banca, dove si chiudono gli occhi e si accettano assegni a parecchi zeri in cambio di contanti puliti.

Non a caso l'inchiesta prende avvio da un'altra indagine che aveva sgominato la presenza della 'ndrangheta all'Ortomercato e chiude il cerchio su una serie di cooperative, come la C.G.S. (acronimo di consorzio gestione servizi) New Group, con sede anche a Palermo proprio presso l'abitazione di Mangano. Società in cui i veri proprietari si celano dietro modesti contratti di assunzione, risultano facchini ma girano in Ferrari, dichiarano redditi da sussistenza (15-20 mila euro) ma dispongono di yacht ormeggiati nei porti siciliani per dare rifugio alle latitanze dorate dei picciotti come il killer Giovanni Nicchi, della famiglia dei Pagliarelli.

E poi acquistano immobili, bar e pizzerie per portare assistenza ai boss e ai killer detenuti a Opera, oppure per aiutare qualche politico compiacente, come l'ex assessore regionale Zambetti, arrestato un anno fa per voto di scambio. Un mondo opaco che a quanto pare rappresenta oggi la vera «rete» di assistenza mafiosa che prospera sull'estorsione e l'assenza di «presentazioni» come nel caso di Cinzia Mangano che giunge a minacciare di morte perfino i figli piccoli di due imprenditori di Peschiera Borromeo, costretti a vendere la loro società per rifondere un debito di 800 mila euro.

Chiede un cliente a Pino Porto qual è il segreto del «sistema» e la risposta è precisa: «Devi arrivare al punto di andarlo a minacciare, per forza di cose gli devi far vedere i denti come i vampiri...». «Perché l'utilizzo del metodo mafioso - spiega il gip Donadeo - è praticato con estrema modernità, la struttura interviene per realizzare i suoi scopi senza la necessità di ricorrere ad azioni di pura violenza fisica, ma limitandosi all'uso della pressione e dell'implicita minaccia». Basta la parola.

2 - MESSINA DENARO, MAXI SEQUESTRO AL SUO PRESTANOME
Da "La Stampa"

La Dia di Palermo ha confiscato una delle presunte casseforti della mafia: 12 società, 220 fabbricati tra palazzine e ville e 133 appezzamenti di terreno per 60 ettari circa (per un totale di 700 milioni di euro), tutti riconducibili a Giuseppe Grigoli, considerato il «re dei supermercati» nella Sicilia orientale.

Secondo l'accusa Grigoli, 64 anni, detenuto per scontare una condanna a 12 anni per associazione mafiosa, sarebbe uomo e imprenditore di fiducia del «superlatitante» Matteo Messina Denaro, che gli avrebbe garantito l'espansione economica nel settore alimentare. Nello stesso processo Messina Denaro, ritenuto il nuovo capo di Cosa Nostra, è stato condannato a 20 anni di reclusione.

 

Vittorio Mangano in tribunale nel 2000condannne Ndrangheta in Lombardia GIRO D'AFFARI DELLA NDRANGHETAmatteo messina denaro CINZIA MANGANO CINZIA MANGANO ED ENRICO DI GRUSA

Ultimi Dagoreport

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’