il cantiere della torre brera sequestrato a milano inchiesta urbanistica

LA “PALAZZOPOLI” MILANESE? COSÌ FACEVAN TUTTI – L’ASSOLUZIONE DALL’ACCUSA DI ABUSO EDILIZIO E LOTTIZZAZIONE ABUSIVA PER GLI OTTO IMPUTATI NEL CASO DELLA “TORRE MILANO” DI VIA STRESA È ARRIVATA NON PERCHÉ “IL FATTO NON SUSSISTE” MA PERCHÉ “IL FATTO NON COSTITUISCE REATO”. TRADOTTO: LE IRREGOLARITÀ NELLA COSTRUZIONE DEL PALAZZO CI SONO STATE, MA SONO STATE COMPIUTE IN BUONA FEDE, PERCHÉ QUELLA ERA LA PRASSI CONSOLIDATA A MILANO – COSÌ È STATA TIRATO SU UN GRATTACIELO DI 24 PIANI, ALTO 82 METRI, CON UNA SEMPLICE “SCIA-SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ” A TITOLO DI “RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA”...

Estratto dell’articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”

 

TORRE MILANO VIA STRESA

[...] Col senno di poi – cioè oggi che lo stesso Comune di Milano emette ordini di demolizione di edifici prima autorizzati, si adegua a imporre ai costruttori i piani attuativi mai fatti, corre a farsi pagare assai maggiori oneri di urbanizzazione, e vede il Tar respingere i ricorsi dei costruttori – sarebbero state fuorilegge, e perciò integranti l’elemento oggettivo del reato di lottizzazione abusiva, le procedure autorizzative di «Torre Milano»:

 

cioè dei 24 piani alti 82 metri in via Stresa, edificati (su due demoliti ex edifici preesistenti di 2 piani) con una semplice «Scia-Segnalazione certificata di inizio attività» a titolo di «ristrutturazione edilizia», anziché di nuova costruzione bisognosa di apposito piano attuativo per adeguare i servizi per i cittadini ai maggiori carichi urbanistici.

 

GIOVANNI OGGIONI

Ma con il senno di allora – valuta ieri il Tribunale di Milano nell’assolvere gli 8 imputati di questo primo processo tra i molti istruiti dai pm negli ultimi tre anni – non si può non valutare la buona fede di chi nel 2018, e quantomeno sino al 2023, ha riposto il proprio legittimo affidamento nelle prassi indicate all’epoca proprio dal Comune e nella giurisprudenza amministrativa di Tar e Consiglio di Stato di quegli anni.

 

Lo fa capire, quando la giudice monocratica Paola Braggion legge la sentenza, già la formula che usa per assolvere: non è «il fatto non sussiste» (come sarebbe stato se le procedure fossero state riconosciute corrette), ma «il fatto non costituisce reato», segno appunto della mancanza negli imputati dell’elemento soggettivo del reato.

 

il cantiere della torre brera sequestrato a milano

E più tardi lo conferma una nota del Tribunale che, in attesa delle motivazioni fra 90 giorni, anticipa come «solo negli ultimi anni la giurisprudenza penale, quella amministrativa e finanche le pronunce della Corte Costituzionale più recenti» abbiano «offerto diverse interpretazioni» sul «concetto di ristrutturazione» contenuto nel dpr del 2001 in vigore nel 2018 [...]

 

«Inoltre — prosegue il Tribunale — la prassi consolidata del Comune di Milano, discendente dall’applicazione della legge regionale, del Pgt e del Regolamento edilizio, avallata dall’Avvocatura comunale fino dal 2002, ratificata fino al 2023 con la circolare n.1 del Comune, e sostenuta dalla pacifica giurisprudenza amministrativa dei Tar e del Consiglio di Stato, consentiva l’intervento Torre Milano con il titolo effettivamente rilasciato» al costruttore.

 

beppe sala foto lapresse

È, al contempo, uno smacco e un salvagente per la Procura. È smacco perché la pm Marina Petruzzella, con i colleghi Paolo Filippini e Mauro Clerici, e l’ex procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano oggi in pensione e candidatasi a vicesindaco nella lista dell’imprenditore Massimiliano Lisa, molto aveva propugnato la tesi opposta per cui «non può esistere, come pure si vorrebbe, un diritto locale milanese, ma solo il diritto della Repubblica italiana», di fronte a una giurisprudenza amministrativa e penale che a suo avviso «aveva costantemente affermato ciò che soltanto con interpretazioni di comodo, illogiche e irrazionali l’amministrazione comunale e gli operatori hanno invece oscurato».

 

il cantiere della torre brera sequestrato a milano

Tuttavia il tipo di assoluzione è a suo modo anche un salvagente per i pm, perché, additando il cambio di orientamento sia dei Tar sia delle prassi del Comune, il Tribunale indirettamente legittima la matrice delle inchieste della Procura, e l’effetto che dal 2023 hanno avuto nel rispostare, dagli sviluppatori immobiliari al Comune, il baricentro della pianificazione urbanistica.

 

«Volevano colpirne uno per educarne cento», sbotta invece il costruttore Carlo Rusconi assolto col figlio Stefano, mentre l’ex responsabile della Direzione urbanistica comunale Franco Zinna grida che la giudice «ha letto le carte, non come voi giornalisti», e più serafico l’ex direttore del comunale Sportello Unico Edilizia e membro della Commissione per il Paesaggio, Giovanni Oggioni, ripete di essere «sempre rimasto sereno» nonostante le sue tante inchieste.

 

TORRE MILANO VIA STRESA

Assolti anche il progettista Gianni Maria Ermanno Beretta, e i dipendenti comunali Francesco Mario Carrillo, Maria Chiara Femminis e Pietro Ghelfi. [...]

giovanni oggioniPROGETTO TORRE CALVINO A MILANO

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”