massimo cacciari paolo flores d'arcais

“IL GREEN PASS È LIBERTÀ, ALTRO CHE DISPOTISMO” - PAOLO FLORES D’ARCAIS STRIGLIA CACCIARI: “PERCHÉ NON HAI SPESO UNA SOLA PAROLA DI INDIGNAZIONE PER LA ‘PRATICA DI DISCRIMINAZIONE’ CHE NON CONSENTE DI GUIDARE LIBERAMENTE UN’AUTOMOBILE , E IMPONE DI PASSARE PER LE FORCHE CAUDINE DI ESAMI ORALI E SCRITTI, SOLO AL TERMINE DEI QUALI IL CITTADINO (MA NON È ORMAI COSÌ RIDOTTO A SUDDITO?) RICEVE UN ‘GREEN PASS’ DEFINITO ‘PATENTE DI GUIDA’?” - “EVOCARE IL PASSAPORTO INTERNO DI STALINIANA MEMORIA O LE MISURE DI CONTROLLO DEL MAOTURBOCAPITALISMO DI XI JINPING È INDECENTE”

 

Marco Benedetto per www.blitzquotidiano.it

 

paolo flores d arcais

“Green pass è libertà, altro che dispotismo”. Paolo Flores d’Arcais, fondatore e rifondatore di Micromega dà una nuova prova di indipendenza mentale e morale con una lettera aperta a Massimo Cacciari sul tema.

 

Cacciari ha firmato, antico vizietto della sinistra intellettuale (la fu classe operaia lavora e non ha tempo) un duro attacco al green pass, definendolo strumento “da regime dispotico”.

 

massimo cacciari a otto e mezzo 2

La replica di Paolo Flores è dura e senza appello:

 

“Tenere a distanza chi non vuole vaccinarsi non ha nulla di discriminatorio, è una misura elementare minima di difesa della libertà (e vita) degli altri”.

 

La replica di Flores D’Arcais a Cacciari sul Green Pass

Penso che meriti leggere il testo di Flores per intero. Dovrebbe essere adottato da tutti quanti, a sinistra come a destra, rifiutano di portare il cervello all’ammasso. E vogliono invece darsi una linea di pensiero indipendente quanto coerente in questi tempi difficili.

Giorgio Agamben

 

(Anche se devo dire che in 76 anni che ho finora vissuto non ne ricordo di facili più di dieci).

 

Perché mai, scrive Paolo Flores a Cacciari, nel testo firmato in coppia con Agamben, “non hai speso una sola parola di indignazione, vituperio, condanna, per la “pratica di discriminazione” che non consente di guidare liberamente un’automobile (ma eventualmente anche un Tir, se aggrada). E impone di passare per le forche caudine di esami orali e scritti, solo al termine dei quali il cittadino (ma non è ormai così ridotto a suddito?) riceve un “green pass” definito “patente di guida”?

 

paolo flores d arcais

“Ancora: perché mai non hai stigmatizzato l’insopportabile “regime dispotico” con cui in Italia si pretende un “green pass”, chiamato burocraticamente “porto d’armi”, per il libero cittadino (ridotto con ciò a suddito) che voglia girare con una P38 in tasca, mentre liberamente e gioiosamente un cittadino statunitense può acquistare al negozio d’angolo anche una Beretta pmx, una Skorpion Vz 61, una Thompson, e altri gingilli di libera autodifesa?

 

 E perché non hai ricordato che queste nefaste pratiche discriminatorie hanno il loro antefatto nell’odiosa volontà (Legge 11 novembre 1975, n. 584, poi Legge 16 gennaio 2003, n 3, rafforzata dieci anni dopo con la “legge Sirchia”) di “purgare” i fumatori, discriminandoli col divieto d’ingresso nei cinema, teatri, ristoranti, caffè, treni, aeroporti, uffici, ghettizzandoli sui marciapiedi e in molti paesi cacciandoli infine anche dai luoghi aperti?

 

no green pass roma

 A me queste leggi antifumo sono sempre sembrate invece civilissime, e anzi libertarie. Perché mai dovrei essere costretto a inalare nicotina e catrame se voglio frequentare un luogo pubblico chiuso? O devo lavorare in uno spazio comune? Ma in un luogo pubblico chiuso il fiato di un contagiato Covid è molto ma molto più dannoso degli sbuffi delle più micidiali Marlboro rosse o Gitanes papier mais.

 

Che senso ha trincerarsi dietro un generico “il dibattito scientifico è del tutto aperto”? Va da sé: il dibattito scientifico è sempre aperto, per definizione.

 

Giorgio Agamben

Ma i dati delle ultime settimane sono costanti e inoppugnabili. Contagi, ricoveri (e morti) dei non vaccinati sono, in proporzione al loro numero, dieci volte superiori a quelle dei vaccinati. La “libertà” di impestare il prossimo non è ancora stata introdotta tra i diritti umani e civili inalienabili. Riforma costituzionale che il tuo testo solfeggia in filigrana, continua anzi a costituire una forma insopportabile non già di libertà ma di violenza, prepotenza, sopruso.

 

massimo cacciari (2)

Le democrazie nascono impegnandosi a garantire l’endiadi “vita e libertà” dei cittadini. Ma che vita e che libertà sono garantite a cittadini costretti a rischiare, in ogni luogo pubblico chiuso o all’aperto ma molto affollato, l’alito impestato. Di chi per privata prepotenza non vuole prendere l’unica misura che abbatte tale rischio: il vaccino?

 

In realtà vi è, come noto (da secoli) un’altra misura: il distanziamento. Tenere a distanza chi non vuole vaccinarsi non ha perciò nulla di discriminatorio, è una misura elementare minima di difesa della libertà (e vita) degli altri. Ai governi (il nostro compreso) si può e deve imputare – semmai – di non averla difesa e non difenderla abbastanza, questa comune libertà.

manifestazioni contro green pass

 

Menzogna sul green pass

Che il “green pass” costringa a essere controllati e “tracciati” è infine pura menzogna. Vieni “tracciato” se lo usi sul telefonino con localizzatore. Ma se te lo stampi (ci vuole un “clic”, appena più del teologico “fiat”), lo presenti dove è richiesto e nessuno ti “traccia”.

 

Infine, non è solo davvero fuori misura. Ha piuttosto qualcosa di indecente e ingiurioso, evocare il passaporto interno di staliniana e brezneviana memoria. O le misure di controllo del maoturbocapitalismo di Xi Jinping. Un’offesa sanguinosa ai milioni e milioni di vite umane che il totalitarismo comunista lo hanno subito davvero, carne e ossa, gulag e sangue.

 

PAOLO FLORES D'ARCAIS.

Spero che le righe in proposito siano uscite dalla penna del tuo sodale Agamben, che suona questo mostruoso refrain da anni, e tu le abbia accolte solo per momentanea debolezza”.

 

L’attacco di Paolo Flores d’Arcais a Cacciari è un testo da ssumere nelle scuole di ogni ordine e grado. Non è solo un siluro contro la sinistra da salotto di cui l’ex sindaco di Venezia è un maitre à penser.

 

no green pass roma 6

È una affermazione positiva e decisiva, del diritto di tutti noi di non essere sopraffatti dai capricci di pochi. Se volete capire cosa vuol dire sinistra democratica, in contrasto con sinistra caciarona, modaiola e prevaricatrice, leggete Flores e incorniciatelo. Ricorda le leggende su Togliatti indignato quando gli davano del tu o di Hobsbawn quando intimò, a un gruppo di gauchiste che gli avevano invaso l’ufficio, di mettersi la cravatta.

GREEN PASS STAZIONE

 

Cacciari il nemico del green pass

Due note su Cacciari. È stato operativo del Pci in Parlamento italiano e europeo. Lo chiamano anche filosofo, perché ha insegnato e insegna filosofia. Un po’ poco la sua attività originale per la massa di noi che siamo fermi a Socrate e consideriamo la maggior parte dei filosofi di questi 25 secoli dei rimescolatori. O al massimo, come Marx, soci e predecessori moderni, dei notai della mutata realtà sociale e politica.

 

green pass 1713

Pur non avendo lasciato il segno nelle attività politiche perseguite, Cacciari è considerato comunque una delle punte della sinistra intellettuale italiana. I cui esponenti di punta, nella pratica, sono D’Alema, Bersani, Letta: protagonisti del crollo dei voti, dal 40 al 20 per cento. E altre parole non ci appulcro.

no green passmassimo cacciari a otto e mezzomanifestazione contro il green pass a milano 2proteste contro il green passGREEN PASS STAZIONE GREEN PASS AEROPORTO massimo cacciari accordi e disaccordi

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO