papa francesco a piedi in via del corso

PASTORE SENZA GREGGE – PERCHÉ IL PAPA VA CONTROCORRENTE E VUOLE FAR TENERE APERTE LE CHIESE? SEMPLICE, HA PAURA PER LA TENUTA DELLA COMUNITÀ ECCLESIALE. LA PREOCCUPAZIONE DI BERGOGLIO È CHE SE LE PARROCCHIE SERRANO I PORTONI MOLTI FEDELI SCOPRANO LA POSSIBILITÀ DI SOSTITUIRLE E NON CONSIDERARLE PIÙ GLI UNICI LUOGHI LEGITTIMI DELLA RELIGIOSITÀ – MA TANTO IN CHIESA NON CI VA PIÙ NESSUNO PER PAURA DEL CONTAGIO – VIDEO

 

 

 

Marco Marzano per “il Fatto quotidiano”

 

PAPA FRANCESCO A SAN MARCELLO AL CORSO

Qualche giorno fa aveva raccomandato ai preti di star vicino ai malati, di visitare le loro case e di portar loro la comunione. Tre giorni fa ha detto ai vescovi, in riferimento alla decisione che molti di loro avevano preso, seguendo un suggerimento della Cei, di serrare le porte delle proprie chiese, che "le misure drastiche non sempre sono buone" e contemporaneamente aveva deciso di riaprire quella della diocesi della capitale.

 

Il papa pare insomma desideroso di evitare che il clero smobiliti in una situazione di emergenza come questa. La destra ha subito esultato e anche un cattolico influente come Enzo Bianchi (intervistato ieri l' altro dal nostro giornale) ha applaudito immediatamente e con entusiasmo le parole del pontefice.

 

papa francesco a S. Maria Maggiore

enzo bianchi

Quali sono le ragioni di un comportamento che spinge la Chiesa Cattolica a remare in direzione oggettivamente contraria rispetto all' Italia, al Paese da una settimana obbediente alle indicazioni che provengono dalle autorità pubbliche e barricato in casa?

Io ne vedo almeno due. La prima riguarda i rapporti con lo Stato italiano. Lasciando da parte gli aspetti giuridici, la Chiesa richiede che in questo frangente le venga anche simbolicamente riconosciuto il diritto di non essere equiparata a quelle istituzioni, economiche, educative o di altro genere, che si attengono da settimane con disciplina alle disposizioni decise dalle autorità.

 

PAPA FRANCESCO A PIEDI IN VIA DEL CORSO

Tenendo aperte le porte delle sue parrocchie e invitando i preti a recarsi nelle case, la Chiesa richiede che i suoi servigi siano trattati come "essenziali" e imprescindibili, al pari di quelli alimentari e sanitari. Qualcuno, nelle file cattoliche, ha anche evocato la formula del "libera Chiesa in libero Stato". È una strada coraggiosa, che però implicherebbe, se la chiesa volesse andare fino in fondo, la rinuncia ai privilegi politici, finanziari e di altra natura che oggi le vengono accordati. La libertà e l' autonomia hanno un prezzo e non solo un vantaggio. È disposta la Chiesa a pagarlo?

 

papa francesco a S. Maria Maggiore

La seconda ragione riguarda la tenuta della comunità ecclesiale. La preoccupazione di Bergoglio è che la distanza dal prete produca la dispersione del gregge o, peggio, che le pecorelle, prive per un tempo lungo del contatto fisico con il pastore e della messa domenicale, sviluppino delle forme di vita spirituale individualizzate e più spontanee o comunque maggiormente autonome e meno bisognose della direzione del clero. Lo stesso sentimento suggerisce al pontefice di guardare con timore lo spettro della chiusura delle chiese. Se le parrocchie serrano i portoni c' è il rischio che molti fedeli non le considerino più gli unici luoghi legittimi della religiosità, che si scopra la possibilità di sostituirle con le camere delle nostre case, con gli schermi dei nostri computer o dei nostri telefoni. La chiesa di Bergoglio, lo ha confermato Querida Amazonia, è ancora quella tridentina, guidata dal prete celibe e centrata sull' istituzione parrocchiale e sui sacramenti.

papa francesco alla messa del mercoledi' delle ceneri 1

 

Senza questi elementi, per il papa, il cattolicesimo si dissolve. Per questo i preti dovrebbero, secondo lui, "non fare i don Abbondio" e proseguire, a costo di rischiare la vita, l' attività pastorale e di assistenza spirituale dei fedeli. Forse qualcuno ai vertici della Chiesa è persino convinto che questa possa essere anche una strada per riscattare l' immagine di un ceto clericale fortemente compromesso dagli scandali sessuali e finanziari: l' abnegazione e il sacrificio personale di qualche presbitero potrebbero rappresentare uno strumento piuttosto efficace per far dimenticare abusi e malversazioni.

 

persone con la mascherina in piazza san pietro

Guardandomi in giro, osservando il modo in cui i cattolici stanno reagendo alla crisi, mi sembra che si possa dire che, come spesso succede, l' intelligenza delle masse supera quella dei capi. La stragrande maggioranza dei credenti mi sembra guardare in questo momento con sovrana indifferenza a quello che dice o decide il Papa. La gente se ne sta (per fortuna, vista la malaparata) rintanata in casa, guardando con ansia il bollettino quotidiano di morti e ricoverati e pensando a come sarà il mondo che troverà là fuori una volta finita la grande emergenza. Ad andare in chiesa e così a rischiare la pelle non ci pensa quasi nessuno.

papa francesco bacia una bambina

 

Da parte sua, una parte del clero ha capito che da questa situazione può ricavare un grosso vantaggio in termini di popolarità e di audience, trasformando la messa domenicale di un tempo in un "evento live" visibile da un pubblico molto più ampio ed egualmente adorante. La forma e la sostanza rimangono clericali così come la sottomissione dei fedeli trasformati in follower. Un' altra parte del clero, non saprei stimarne l' ampiezza, si comporta come tutti noi, accettando, con dolore e con angoscia, di sospendere la vita normale, di dedicare tempo alla lettura, alla meditazione, alle chiacchiere più intense che mai con amici, parenti e ovviamente parrocchiani. Cercando insomma di sfruttare la solitudine e il silenzio per diventare esseri umani migliori. O almeno per provarci.

papa francesco mercoledi' delle ceneri 7PAPA FRANCESCOpapa francesco mercoledi' delle ceneri 5papa francesco mercoledi' delle ceneri 9

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