giuseppe cipriani nicole minetti jeffrey epstein

“DALL’ITALIA HANNO GETTATO ADDOSSO A NICOLE UN MARE DI MERDA” – DALL’URUGUAY PARLA GIUSEPPE CIPRIANI, NIPOTE DEL FONDATORE DELL’HARRY’S BAR, COMPAGNO DI NICOLE MINETTI. SOSTIENE CHE L’ADOZIONE DEL BAMBINO MALATO, AL CENTRO DEL “GRAZIA-GATE”, SIA STATA REGOLARE: “L’URUGUAY NON È UN PAESE DELLE BANANE, È UN PAESE SOCIALISTA, CERTE COSE NON SI COMPRANO. ANZI, STIAMO PENSANDO D’ADOTTARE UN ALTRO BAMBINO” – DESCRIVE LA COMPAGNA COME UNA SORTE DI SANTA MARIA GORETTI: “LE HANNO DETTO DI TUTTO, POVERETTA. LEI È UNA MADRE FANTASTICA” – NEGA LEGAMI D’AFFARI CON JEFFREY EPSTEIN, NONOSTANTE IL “FATTO” ABBIA DOCUMENTATO CHE IL FINANZIERE PEDOFILO FINANZIÒ UN SUO CLUB A LONDRA: “ERA UNO DEI TANTI CLIENTI DEI NOSTRI RISTORANTI, MA NON È MAI STATO MIO SOCIO. TRA L’ALTRO, NON M’ERA NEANCHE MOLTO SIMPATICO” – SOSTIENE CHE NEL SUO RANCH “GIN TONIC” NON CI SIANO MAI STATI FESTINI CON ESCORT: “È UNA CASA NORMALISSIMA, CI SON PASSATI TUTTI: BAMBINI, ATTORI, AMICI. NORDIO NON È MAI STATO A CASA MIA…”

Estratto dell’articolo di Francesco Battistini per il “Corriere della Sera”

 

giuseppe cipriani

Giuseppe Cipriani, prevedendo tutto questo, oggi adotterebbe di nuovo?

«Certo, ci mancherebbe. Subito. Anzi, io e Nicole stiamo pensando d’adottare un altro bambino, sempre qui in Uruguay. Non abbiamo ancora fatto le carte. Speriamo che si calmino le acque».

 

Questa bufera non vi ha scoraggiato?

«Ha distrutto Nicole. Le han detto di tutto, poveretta, peggio di così... Lei è una madre fantastica, che sta facendo il suo dovere di mamma e crescendo questo figlio in maniera speciale. Ma dall’Italia, le è stato davvero gettato addosso un mare di merda. Notizie false».

 

giuseppe cipriani e nicole minetti

False?

«Tutte. A partire dall’adozione, che definiscono illegale. Ci abbiamo messo quasi quattro anni, per rispettare la procedura: giudici, assistenti sociali, psicologi...

 

L’Uruguay non è un Paese delle banane, è un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente. E i soldi non servono a niente, anzi: è un Paese socialista, certe cose non si comprano».

 

[…]

 

Le inchieste giornalistiche però sono approfondite. Tanto che è intervenuto il Quirinale...

NICOLE MINETTI E GIUSEPPE CIPRIANI

«Ma bastava guardare le carte presentate in Uruguay, al ministero della Giustizia e alla presidenza della Repubblica, per capire che è stato solo un atto d’amore! Da un atto d’amore, è venuta fuori una cosa che non ha proprio senso. Senza precedenti. Qui sembra valere tutto: allora anch’io posso dire che lei è pedofilo, e magari mi credono».

 

Ma non siete stati voi a invocare la privacy, chiedendo la grazia? Se fossero bastate le carte, non sarebbe stato meglio giocare a carte scoperte?

«Non è che Nicole dovesse andare in galera. Doveva stare a Milano per tre anni. Ma questo bimbo doveva essere monitorato personalmente da lei: se avesse avuto l’affidamento in prova, non sarebbe potuta andare all’estero, né stare con suo figlio. Credo che sia stata fatta una cosa fantastica: è stato un atto d’amore del presidente Mattarella, che ha capito benissimo la situazione e, per questo, ha concesso la grazia».

 

jeffrey epstein ghislaine maxwell e giuseppe cipriani jr

Ma che bisogno c’era di venire in Italia? Non l’avevano già operato negli Usa?

«Noi lo portiamo a Boston ogni sei mesi, per i controlli. E sarà così fino ai 18 anni. Questa malattia è come togliere un chewing gum dai capelli: devi tirare, sperando di non strappare tutto.

 

E quindi dev’essere assolutamente controllato, serve una persona sempre con lui: la mamma è la persona più vicina a un bambino, mi sembra una cosa abbastanza logica. In Italia non abbiamo strutture all’altezza per questa malattia, che da noi non è comune e che invece lo è in Africa: il medico che cura il bimbo ha fatto volontariato in Africa per cinque anni, di queste operazioni ne ha fatte migliaia. Siamo andati dal miglior esperto al mondo».

 

Pensa che Mattarella sia stato ingannato?

LA SCOMPARSA DI MARIA DE LOS ANGELES GONZALEZ COLINET

«Macché. Tutte le carte che abbiamo mandato erano chiare. Credo che neanche lui s’aspettasse una simile gogna mediatica. Non lo conosco, anche se mi piacerebbe: vorrei dirgli un grande grazie e che mi spiace sia successo tutto questo, solo per un suo atto d’amore».

 

Ma perché in Uruguay hanno ignorato i precedenti di Nicole Minetti?

«Lo vada a chiedere ai giudici e all’istituto delle adozioni, l’Inau. Noi abbiamo detto tutto quel che eravamo. Sapevano tutto. Anche se bastava andare su Google, per sapere».

 

LA TENUTA DI GIUSEPPE CIPRIANI IN URUGUAY

E le rivelazioni sul vostro stile di vita? Che cosa succede la notte, al Gin Tonic?

«Che cosa vuole che succeda? È una casa normalissima, dove ricevo ospiti da trent’anni. Ci son passati tutti: bambini, attori, persone comuni, amici. Facciamo le feste? Vada su Instagram: le foto in cui son tutti vestiti in bianco, sono immagini d’un normale Capodanno».

 

Accusano Nordio d’essere amico suo e di suo padre, d’essere venuto al ranch in Uruguay…

«Non è vero. E non è neanche stato a casa mia. Ma come fate a usare la parola “amico”, per questo genere di rapporti?

Nordio ha vissuto tanti anni a Venezia e sarà andato all’Harry’s Bar qualche volta, immagino, come ci passano milioni di persone. Com’è possibile che si dicano tutte queste schifezze, che si dia del pedofilo a una persona come se niente fosse?».

 

DUE RAGAZZE NELLA TENUTA DI GIUSEPPE CIPRIANI IN URUGUAY

Nessuno l’ha mai detto.

«Come no? Han detto che Epstein è mio socio, che ho dato fuoco agli avvocati della controparte... E poi che cosa d’altro?».

 

La morte dell’avvocata del bambino, bruciata in una casa di campagna, è un giallo. Viene collegata alle strane morti di molti bambini dell’Inau, che in questi anni aspettavano l’adozione...

«Non penso abbia niente a che vedere. Credo sia morta in un incidente domestico. L’avevo conosciuta, la povera avvocata, d’ufficio rappresentava il bambino. E aveva dato anche parere favorevole all’adozione».

 

 

La conoscenza con Jeffrey Epstein nacque dai soldi che doveva prestarle?

giuseppe cipriani e nicole minetti

«Non mi ha mai fatto un finanziamento. Mai. Voleva investire in un nostro locale, vent’anni fa a Londra, ma non se ne fece niente. Anche quella è una grandissima balla, basta andare anche sugli Epstein file e vedere: c’è una corrispondenza fra avvocati suoi e miei che poi non s’è conclusa.

Nei nostri ristoranti serviamo sette milioni di persone, delinquenti e presidenti, e ci veniva anche Epstein. Ma non è mai stato mio socio. Tra l’altro, non m’è mai stato neanche molto simpatico».

 

Sapeva che c’era un’altra famiglia, uruguaiana, pronta ad adottare il bambino?

«No. Quando fai un’adozione, la vita privata del bimbo è segretata. Che devo dire? Probabilmente, s’è creato un legame maggiore con noi che con l’altra famiglia.

 

Sapevamo della madre naturale, che peraltro non c’è mai stata: è una poveretta accusata d’omicidio e spaccio, faceva la prostituta. E drogandosi durante la gravidanza, ha causato la malattia del bambino».

 

Che cosa vi colpì di quel bambino così malato?

scrittura privata tra jeffrey epstein e giuseppe cipriani jr

«A Natale venivano sempre da noi i bambini dell’Inau di Maldonado e facevamo l’albero, la festa, stavano nella nostra piscina, erano giornate serene. In uno di questi incontri, abbiamo visto quel sorriso. Un bimbo che portava allegria, metteva pace. Siamo rimasti affascinati tutt’e due, Nicole e io. Certo, è stata una scelta difficile».

 

Che cosa l’ha ferita di più, in questa storia?

«L’invidia. Che nel nostro Paese, purtroppo, non ci permette di crescere. Io vengo in Uruguay da 40 anni anche perché qui, questo limite, non c’è.  […]

 

Se la grazia resiste, Nicole Minetti avrà ancora voglia di vivere in Italia?

«Penso ne abbia molta meno. La sua preoccupazione adesso è per nostro figlio: va a scuola, ha gli amici, e tutta questa eco non gli fa bene».

LA GRAZIA - MEME BY EMILIANO CARLI

 

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