PER BIN SALMAN È PEGGIO UN IRAN STABILE E DEMOCRATICO DEL REPRESSIVO REGIME SCIITA DI KHAMENEI – L’ARABIA SAUDITA, NEMICA GIURATA DELL’AYATOLLAH, È CONTRARIA AL ROVESCIAMENTO DEL REGIME PERCHÉ TEME LA CONCORRENZA – IL PROGETTO “VISION 2030” STROMBAZZATO DA MBS SI BASA SUL POSIZIONAMENTO DELL’ARABIA SAUDITA COME PRINCIPALE HUB REGIONALE PER TURISMO, INVESTIMENTI E LOGISTICA. QUEL MODELLO PRESUPPONE UNA CONCORRENZA REGIONALE LIMITATA. UN IRAN LIBERO MANDA IN FRANTUMI QUESTA PREMESSA DA UN GIORNO ALL’ALTRO. LA PREOCCUPAZIONE DELLA TURCHIA È SIMILE (IL TURISMO È DA TEMPO UN PILASTRO DELL’ECONOMIA TURCA…)
Dal profilo “X” di Arsalan Naamdar
Imprenditore | Ricercatore indipendente sulla storia del Medio Oriente e dell'Iran
Non si tratta della paura della guerra o del caos.
Si tratta della paura della concorrenza.
Un Iran prospero e stabile è una minaccia strategica ed economica per diverse economie regionali, soprattutto per l’Arabia Saudita e la Turchia.
Questo è stato già riconosciuto apertamente da Reza Pahlavi, che ha ripetutamente affermato come il turismo sia una delle maggiori risorse nazionali non ancora sfruttate dell’Iran.
mohammed bin salman intervistato dalla cbs nel 2018
Rimane inesplorata non per mancanza di domanda, ma per i vincoli ideologici imposti dall’attuale regime. Il turismo richiede apertura, normalizzazione e fiducia internazionale. La Repubblica Islamica respinge tutti e tre questi elementi.
La preoccupazione dell’Arabia Saudita è strutturale. Vision 2030, voluta da MBS, si basa sul posizionare l’Arabia Saudita come principale hub regionale per turismo, investimenti e logistica.
Quel modello presuppone una concorrenza regionale limitata. Un Iran libero manda in frantumi questa premessa da un giorno all’altro.
ARABIA SAUDITA - IL PROGETTO VISION 2030
La preoccupazione della Turchia è simile, anche se se ne parla meno apertamente.
Il turismo è da tempo un pilastro dell’economia turca. Persino una concorrenza marginale da parte di destinazioni più piccole come l’Albania ha già deviato flussi turistici e ricavi.
L’Iran, al contrario, entrerebbe sul mercato con una massa critica: storia, cultura, diversità climatica, grandi città e una base demografica che è al tempo stesso molto ospitale e in grado di sostenere una crescita duratura.
E il turismo è solo una delle dimensioni.
Un Iran normalizzato inoltre:
• riaffermerebbe il proprio ruolo di corridoio commerciale centrale tra est e ovest
• rientrerebbe su larga scala nei mercati energetici globali
• assorbirebbe e ridirezionerebbe investimenti esteri di lungo periodo
• eliminerebbe un importante “premio per il rischio” regionale che oggi è già incorporato nei prezzi delle economie vicine
I Paesi confinanti non hanno paura della guerra o del caos.
Il caos può essere gestito e sfruttato.
La prosperità no.
Un Iran forte, ricco e stabile non minaccia militarmente i suoi vicini.
Li minaccia economicamente.
I Paesi confinanti non hanno paura della guerra o del caos.
Il caos può essere gestito e sfruttato.
La prosperità no.
Un Iran forte, ricco e stabile non minaccia militarmente i suoi vicini.
Li minaccia economicamente.
IRAN - PROTESTE CONTRO IL REGIME DI KHAMENEI
il discorso di ali khamenei dal bunker 2
donne iraniane si accendono sigarette bruciando la foto di khamenei
REZA PAHLAVI - CAIRO 1980 -
recep tayyip erdogan a roma foto lapresse
reza pahlavi
donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 7
donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 8
ARABIA SAUDITA - IL PROGETTO VISION 2030


