PER IL BOSS NIENTE CELLA MA...QUALCHE TUFFO IN PISCINA - PASQUALE PALAMARA, UNA DELLE MENTI PIU’ RAFFINATE DELLA ‘NDRANGHETA, SCONTAVA GLI ARRESTI DOMICILIARI IN UNA VILLA DA UN MILIONE DI EURO AFFACCIATA SUL LAGO MAGGIORE - DOTATA DI CANCELLATE ARTISTICHE, AMPIO GIARDINO E PISCINA, LA DIMORA DI LUSSO SI TROVA A POCHE CENTINAIA DI METRI DA VILLA CAMPARI, ACQUISTATA DA SILVIO BERLUSCONI NEL 2008 - L’UOMO, LEGATO ALLE ‘NDRINE MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI, ERA STATO CONDANNATO PER SMALTIMENTO ILLECITO DI RIFIUTI ED ESTORSIONI CON METODO MAFIOSO...
Estratto dell’articolo di Giuseppe Legato e Lorenzo Rotella per “la Stampa”
Villa Palamara a Meina sul lago Maggiore 1
In quella villa da mille e una notte, acquisita con una sottoscrizione forzata di un preliminare di vendita, con comfort e piscina inclusa, la mente del clan Pasquale Palamara, origini di Africo, cuore della Calabria jonica e feudo incontrastato di famiglie di élite della 'ndrangheta calabrese, aveva anche scontato un pezzo di arresti domiciliari relativi a un altro procedimento penale prima di tornare in carcere.
Ampio giardino, cancellate artistiche, alberi di alto fusto, la villa si trova in via Sempione a Meina, affacciata sul Lago Maggiore e a poche centinaia di metri da Villa Campari, dimora nella vicina Solcio di Lesa che Silvio Berlusconi acquistò nel 2008. Valore: 1,3 milioni di euro.
A «Villa Palamara» - questo il nome che si legge sulla targa del cancellone d'ingresso – andava spesso a trovarlo il fratello Giuseppe, il cinquasettenne di Arona presunto gestore dello smaltimento illecito di rifiuti, in un sodalizio dedito anche all'usura, alla detenzione di armi e alle estorsioni con metodo mafioso, evocando la vicinanza alle potenti ‘ndrine Morabito-Palamara-Bruzzaniti di Africo e Iamonte di Melito Porto Salvo.
Un sistema che i carabinieri di Verbania, in collaborazione con i militari di altre province e coordinati dalla Dda di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, hanno smantellato ieri all'alba con l'operazione "Terre Pulite" che ha portato a otto arresti, a una raffica di perquisizioni e a un sequestro preventivo di quattro società e di un terreno.
Al centro dell'indagine, partita nel 2021 con verifiche sulle modalità di smaltimento delle macerie delle vecchie Officine meccaniche Restelline a Intra e condotta fra gennaio 2023 e febbraio 2025, ci sarebbe proprio Pasquale Palamara, già in carcere per altre inchieste precedenti.
Tra il Vco e l'Alto Novarese avrebbe agito in qualità di referente delle cosche di ‘ndrangheta vicine ai due fratelli, creando un clima di omertà con intimidazioni e pretese di risolvere controversie paventando un'appartenenza al mondo criminale.
Dagli accertamenti è emerso che il motore principale dell'attività criminale messa in piedi dai Palamara e da altri sei tra collaboratori, dipendenti e prestanome erano dieci ettari di terreno in località Borgo Agnello a Paruzzaro, nel Novarese, su cui ieri i militari hanno posto i sigilli. [...]
Guardia di finanza 21
operazione contro ndrangheta 3
Polizia1
Villa Palamara a Meina sul lago Maggiore 2
