bossetti

IL PROCESSO A BOSSETTI DIVENTA IL RING IN CUI SI SFIDANO LA PM LETIZIA RUGGERI E LA PERITA DELLA DIFESA, DALILA RANALLETTA - PER IL MURATORE DI MAPELLO ALTRE BUONE NOTIZIE: LA CONSULENTE SMONTA TRE PILASTRI DELL’ACCUSA - ECCO QUALI…

Luca Telese per “Libero quotidiano”

 

«Lei ha dei problemi con i tribunali?».

«Nessun problema».

«Lavora per l' Asl, ma quali sono le sue reali competenze?».

Letizia RuggeriLetizia Ruggeri

«Se le interessa ho lavorato su circa 2.500 cadaveri nella mia vita».

«Lei si occupa di medicina legale previdenziale?».

«Sì, ma ho sempre fatto il medico legale autoptico».

 

Tribunale di Bergamo, ore 12.00 e un pugno di minuti che corrono, rumore di vetri infranti, cortesia formale e scintille di odio. La Pm ha appena dato alla perita della difesa della "Parafangara": quel "previdenziale", cioè, vuol dire che si occupa di incidenti d' auto.

 

Letizia Ruggeri  Letizia Ruggeri

Non so se riuscite a immaginare l'asettica e chirurgica ferocia, la spietatezza di un duello tra donne che avvampa come una fiammata di acetilene compresso dentro la liturgia severa, e apparentemente ignifuga, del processo penale. Bene, non basta. Era più che un duello, quello che si è celebrato nell' aula: uno scontro antropologico, un corpo a corpo di sciabola e fioretto, combattuto - però - con le lame intinte nel curaro.

 

PM CASO YARA LETIZIA RUGGERIPM CASO YARA LETIZIA RUGGERI

La prima spadaccina, la Pm Letizia Ruggeri, ve l' ho già raccontata. Volto affilato, capelli ricci, occhi come due tizzoni neri e cipiglio da maestra severa. Una donna tutta casual che arriva sempre in Tribunale con un sorriso furbo apparecchiato sul viso, i pantaloni corti da marinaretto che mostrano i polpacci, e la toga infilata in una busta plasticata (quelle che al supermercato un euro): solennità e anticonformismo in un incarto spesa e frullate con ritmo rock. La Ruggeri finì sui giornali per essere arrivata in carcere, per gli interrogatori, a bordo di una rombante moto Honda.

 

La seconda duellante, invece, esordiva come perita della difesa, ma è nota al pubblico televisivo per la sua carriera, costellata di processi importanti. Eppure Dalila Ranalletta non potrebbe essere più lontana dalla Ruggeri. Bonaria e imperturbabile, una voce profonda al punto da sembrare radiofonica, un sorriso tanto serafico da sembrare ineffabile, capelli corti e bruni, una che guarda le giurie e le ipnotizza, tende a prenderle per mano, con la dolcezza di una pedagoga da scuola primaria.

DALILA RANALLETTADALILA RANALLETTA

 

Collocate la prima sul banco dell' accusa, la seconda su quello dei testimoni, immaginate che fino a quel momento i taccuini dei cronisti erano candidi come lenzuola, e poi assistete a questa deflagrazione come quando dopo il silenzio del buio i fuochi d' artificio iniziano a infiammare i cieli delle sagre di paese con luci e detonazioni:

 

- «Lei ha lavorato come consulente per il Tribunale di Viterbo?», chiede la Ruggeri.

- «Sì», risponde pacata la Ranalletta.

- (Affondo) «Mi conferma che ha avuto problemi?».

- (Pausa) «No, nessun problema».

- «Mi conferma che la commissione Antimafia ha avuto dei problemi con lei?», chiede ancora la Pm.

- «Assolutamente no», risponde la Ranalletta.

- «Lei non ricorda che una sua perizia è stata definita negligente e insufficiente? E...».

 

Antonella Bertoja  Antonella Bertoja

E a questo punto si vede l' avvocato di Bossetti, Paolo Camporini che fa quasi un salto sul banco, assume una colorazione rosso gambero, e si mette letteralmente a gridare: «Mi oppongo! Signor giudice mi oppongo!». La Pm continua: «Negligente e insufficiente...».

 

Camporini è esterrefatto: «Ma tutto questo è inaccettabile! Inaccettabile signor giudice!».

L' avvocato aggiunto allarga le braccia e si gira verso la presidente. I giurati, imbanditi nelle loro sfavillanti fasce tricolore, girano la testa da un capo all' altro come se seguissero una partita di ping pong.

 

Antonella BertojaAntonella Bertoja

Lei, la perita accolta dal fuoco di contraerea dell'accusa, guarda solo la Ruggeri, sempre apparentemente serafica, anche se dovrebbe essere furibonda. Però mostra le unghie lanciando una stoccata alla principale perita dell' accusa, à la guerre comme à la guerre: «Ripeto: non ho nessun problema con nessuna procura. Ma se lei è appassionata ai contenziosi giudiziari le chiederei qualcosa sull' autopsia della Cattaneo sul caso Cucchi...». La Ruggeri, granitica: «Non ha problemi?».

 

La Ranalletta, con un filo di rabbia che si insinua nella sua voce: «Se lei riporta dei giudizi offensivi farò partire denunce per diffamazione». Camporini, gridando: «Se tutto questo viene tollerato chiederò di acquisire quell' autopsia!!!». Ed è a questo punto che la presidente della corte, Antonella Bertoja, suona il gong e ferma la Pm: «Nei fatti che stiamo citando non c' è nessuna rilevanza ai fine del processo».

COPERTINA DI OGGI BOSSETTI YARA GAMBIRASIOCOPERTINA DI OGGI BOSSETTI YARA GAMBIRASIO

 

Se ci fosse la diretta televisiva sarebbe un fermo immagine spettacolare. I capelli biondi e il tono elegante della Bertoja, il sorriso della Ranalletta, che ora pare scolpito. I ricci elettrizzati della Ruggeri, che per un attimo si ferma. Bisogna solo aggiungere rudimenti di anatomia, botanica, entomologia, un pugno di dettagli raccapriccianti dal film horror, foto dell' autopsia e del cadavere che hanno costretto la Bertoja a far uscire il pubblico, per capire come mai sembra improvvisamente di essersi infilati dentro il copione de Il silenzio degli innocenti, per spiegare come mai tutto questo era maledettamente importante per stabile cosa sia veramente accaduto a Yara.

 

E dire che, dopo cinque udienze, doveva essere una giornata tranquilla. Nessun testimone. Nessun poliziotto. Nessun parente. Nulla di rilevante nella lista audizioni, e addirittura il supertecnico delle celle telefoniche che salta. Insomma, venerdì, guardando l'ordine del giorno del processo, tutti pensavano: «Non accadrà nulla».

 

yara gambirasioyara gambirasio

La Ranaletta aveva già parlato in apertura, convocata dagli avvocati della difesa. Claudio Salvagni e Paolo Camporini facevano testimoniare la loro esperta, con tono apparentemente piano. Eppure qualcosa faceva preoccupare la Ruggeri, che intuiva subito quello che agli altri in aula non era chiaro. L' esperta di anatomopatologia, infatti, introduce un termine specialistico che per i più suona ostrogoto: corificazione: «Vuole spiegare cosa significa questa parola?».

 

BOSSETTIBOSSETTI

La Ranalletta è paziente, chiara, quasi didascalica: «Si tratta di una particolare forma di decomposizione del cadavere. L'epidermide assume la consistenza del cuoio...». Ma mentre la spiegazione prosegue, la Ruggeri intuisce tutte le conseguenze.

 

Infatti la Ranalletta spiega che la corificazione si produce in condizioni climatiche particolari, al chiuso, e poi aggiunge che i campioni di piante trovati sul corpo - in particolare il filo di erba e una foglia - possono appartenere al campo di Chignolo ma anche ad un altro, quindi si dedica alla datazione e aggiunge che ciò che la rende certa è il processo digestivo della vittima, ma subito dopo spiega che non si sa cosa abbia mangiato esattamente Yara - la testimonianza della madre era discordante con i primi referti - e infine si dedica alle ferite, spiegando che non possono essere state inferte alla ragazza con i vestiti indosso.

 

In meno di mezz' ora, con questa lezione apparentemente serafica, La Ranalletta ha demolito tre pilastri del teorema accusatorio: Yara potrebbe essere morta molto più tardi delle 20.00, ma anche delle 24.00, potrebbe essere stata uccisa e conservata in un altro luogo, con un clima diverso dal campo, è stata svestita e rivestita.

bossetti mogliebossetti moglie

 

Gli avvocati della difesa finiscono, si va in pausa, i dubbi iniziano a materializzarsi, davanti agli occhi della giuria, con un ritmo ipnotico, ma costante, in un alternarsi ritmato di scienza e didattica. La perita sta modellando la perizia della Cattaneo, fino a quel momento pilastro dell' accusa, come una vaso di creta al tornio: «Sono d' accordo con lei quando vi dice: "Io non ve lo so dire..."».

 

La Ruggeri mostra notevole prontezza di riflessi, e grande capacità di intuire il pericolo: le stanno sbullonando il processo. Ed è così che quando alle 12.00 si riprende rovescia sull' anatomopatologa il suo possente fuoco di contraerea. È asciutta, dura, algida ma impeccabile: «Lei è una botanica?».

 

E poi: «Lei ha una cattedra?». E poi: «Lei ha competenze tossicologiche?». Ancora Camporini: «Ma basta! questo non è un processo alla consulente!».

Sta di fatto che, quando apparentemente si parla dei succhi gastrici di Yara, in realtà la Ranalletta sta combattendo sull' ora del decesso: «Come fa a dire che non c'è azione combinata di freddo e acetone?». Sottotitolo: tu non ne capisci nulla. La Ruggeri va all' attacco: «Lei dice che aveva molto liquido acido nello stomaco?».

BOSSETTI ARRESTATOBOSSETTI ARRESTATO

 

La perita: «Si parla di 30-40 centilitri» La Pm: «E come fa a dirlo?». La Ranalletta stavolta esibisce un sorriso trionfante: «Lo dice la perizia!». Ancora la Ruggeri: «Ma come fa a dire che il decesso si colloca in un' ora diversa da quella di cui parliamo?». La Ranalletta: «Lo dice la perizia della Cattaneo».

 

Adesso, nell' aula, il gioco è chiaro a tutti: la Ranalletta, evitato l'affondo mortale, sta girando le carte che la mattina aveva calato coperte. Tutte le sue tesi le sostiene usando il documento principale dell' accusa, la perizia della Cattaneo (che fra l' altro è presente). Il segnale che l' accusa incassa il colpo è l'entrata in scena della Bertoja, e una sua battuta, che arriva come un sigillo sulle tesi della Ranalletta: «Non ci cono contraddizioni con quanto afferma la Cattaneo».

 

MARITA BOSSETTIMARITA BOSSETTI

Adesso i fendenti volano, è la Ranalletta ad attaccare, spiegando che la fibra vegetale che era nella mano di Yara è molto comune: «Questa mattina ho visto quella stessa erba nei prati vicino al mio albergo».

 

La Ruggeri: «Nel mio giardino non c' è!». La Ranalletta sgrana il suo sorriso, e assesta il colpo: «Se avessi trovato un' orchidea sudafricana sarebbe stato significativo... In questo caso no». La Pm chiede: «Ma allora come si spiega il materiale botanico nella mano della vittima? È anche in quel campo». La perita per la prima volta alza la voce: «Io un' idea ce l'ho! Il cadavere è stato buttato lì!».

 

Spostate lo sguardo, per un attimo, su Bossetti. Muto, impassibile. Ha visto tutti i reperti fotografici senza mostrare un solo filo di emozione. Unico dettaglio: ha smesso di masticare il chewin gum. Orco o innocente, di certo un enigma. Si combatte sui vestiti, e stavolta la Ruggeri si lascia prendere dalla rabbia: «Lei dice che il taglio lungo il leggins è lungo 25 millimetri. Ma sa quanti sono 25 millimetri!?».

YARA GAMBIRASIO - MASSIMO BOSSETTI YARA GAMBIRASIO - MASSIMO BOSSETTI

 

La perita, prende una pausa, e poi sospira con perfido candore: «Sì: sono due centimetri e e mezzo». Il pubblico rumoreggia. «Ma dove lo vede?», dice la Pm. Di nuovo la Ranalletta recita la parte della professoressa preparata che riprende la studentessa distratta: «Lo trova a pagina 168 della relazione». Quando si parla dei famosi leggins la Ranalletta prende due fogli per dimostrare che non possono corrispondere: «Non è uguale!», sussurra la sostituta alla Bertoja. Come dire: «Ha ragione».

 

Ma il colpo definitivo, per l' accusa, arriva dalla presidente, con una domanda che contiene già un rimprovero: «L' accertamento dell' infiltrazione ematica nel suolo avrebbe aiutato a stabilire il ruolo della morte?». Non è ostrogoto nemmeno stavolta, ma un boomerang che volteggiava in cielo dall' altra udienza, perché nei processi accade anche questo. Durante la deposizione della Cattaneo era emerso che non erano stati fatti rilievi sul sangue sotto il corpo.

BOSSETTI PM IN MOTO PER INTERROGARLOBOSSETTI PM IN MOTO PER INTERROGARLO

 

A lei non spettava, a chi spettava? Non importa più, non è stato fatto, e la responsabilità è di chi conduceva le indagini, cioè la Ruggeri. La Ranalletta lo sa, ed è spietata: «Se non avessimo trovato sangue si sarebbe potuto sicuramente dire che il corpo è stato portato». La Ruggeri ha una buona idea.

 

Riporta sul banco dei testimoni la Cattaneo. Ma la luminare - a parte uno spiraglio sulla corificazone - non può che confermare che tutti gli elementi della Ranalletta sono contenuti nella sua perizia. Quindi il colpo di scena ha funzionato: se l'ora slitta, non può essere stato Bossetti, che secondo i carabinieri alle 19.52 era già a Brembate.

 

E se Yara non è stata uccisa a Chignolo non è stato il muratore, che secondo la polizia non aveva un luogo dove tenerla e ha agito per un raptus. L' udienza è finita, la folla sciama. Se questa battaglia si combatte sul corpo, cosa potrà accadere quando si parlerà del Dna?

massimo giuseppe bossettimassimo giuseppe bossetti

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