trans

LIBERI TUTTI! - ADESSO SI PUO’ CAMBIARE SESSO SENZA TAGLIARSI IL PISELLO: PER LA CORTE COSTITUZIONALE NON SONO PIÙ BIOLOGIA E CHIRURGIA A STABILIRE L'IDENTITÀ DI GENERE - AI GIUDICI SPETTERA’ CONTROLLARE SE LA PERSONA NELLE RELAZIONI SOCIALI E NELLA VITA QUOTIDIANA SI SENTE A PROPRIO AGIO...

Francesco Barone per il Giornale

 

GiudiciGiudici

Con la sentenza 180 del 13 luglio 2017 la Corte Costituzionale ha definitivamente scardinato la necessità di interventi chirurgici o trattamenti ormonali per ottenere la riassegnazione del sesso anagrafico. Il tutto inizia al Tribunale Civile di Trento nel 2015, quando in due diversi procedimenti le parti ricorrenti, interessate al cambio di sesso, propongono di sollevare una questione di costituzionalità sulla legge 164 del 1982 in materia di rettificazione di attribuzione di sesso, perché stando alla lettera della norma l' intervento chirurgico e ormonale di trasformazione era un elemento essenziale per la rettifica del sesso anagrafico.

 

corte costituzionalecorte costituzionale

Nonostante il testo della normativa fosse già stato ampiamente trasfigurato e martoriato dalle varie interpretazioni estensive e nonostante già la Cassazione aveva consolidato una lettura forse anche contraria alla legge, il tribunale di Trento si è voluto spingere oltre. Il giudice remittente aveva ben compreso che si stava applicando una norma contraria al testo, così ha invocato la Corte Costituzionale affinché semplicemente eliminasse dall' ordinamento quelle parti della legge scomode per il progressismo, che ultimamente ha fatto breccia anche nelle alte corti italiane. La Corte Costituzionale, però, ha dichiarato la questione non fondata, ma non per uno scatto di fedeltà al buonsenso che ci direbbe che un uomo o una donna dovrebbero essere tali se biologicamente o quantomeno anatomicamente lo sono realmente, bensì perché ormai, secondo l' interpretazione granitica della Cassazione, uomo o donna che sia ha «il diritto fondamentale all' identità di genere» e quello deve essere applicato.

PALAZZO DELLA CORTE COSTITUZIONALEPALAZZO DELLA CORTE COSTITUZIONALE

 

In buona sostanza il giudice deve limitarsi a controllare se la persona nelle relazioni sociali, nelle aspirazioni personali e nella vita quotidiana si senta a proprio agio con una identità sessuale (o meglio di genere per essere politicamente corretti) diversa da quella che al momento della nascita gli è stata attribuita guardando semplicemente le caratteristiche anatomiche. Sembrerebbe quindi che ognuno possa, e forse anche debba a questo punto, scegliere se essere maschio o femmina, ma la Corte in conclusione nega questa eventualità, perché «il dato volontaristico» non è sufficiente, trasformando il giudice nel caso concreto in un decisore onnipotente.

 

CAMBIO SESSO 2CAMBIO SESSO 2

Ovviamente il dottor Alexander Schuster, avvocato di parte, da anni impegnato in questa tipologia di battaglie sottolinea che «questa importante sentenza evita di indulgere nella persistente prassi di molti tribunali di considerare l' accertamento come l' accertamento di una patologia. Finalmente la Corte abbraccia un discorso più ampio, capace di restituire alle persone trans una dignità». Di tutt' altra idea è il Magistrato Alfredo Mantovano, vice presidente del Centro Studi Livatino, secondo il quale «questa sentenza conferma il ruolo del giudice che diventa arbitro della determinazione del sesso di una persona al di là dei dati naturali e originari rispetto all' autopercezione che un singolo ha di sé rispetto al sesso o al genere per usare la terminologia di moda - e rincara - riconoscere tutta questa discrezionalità su un terreno così delicato deve far riflettere.

 

CAMBIO SESSOCAMBIO SESSO

I dati di natura non sono tanti, se mettiamo in discussione se una persona è maschio o femmina figuriamoci poi il resto». Senza invece indugiare su formalità e concetti sfumati e di per sé problematici, come il diritto di natura, è il direttore di dipartimento di Neuroscienze di Brescia e primario, specializzato in neurochirurgia e psichiatria, secondo il quale «l' identità sessuata non si decide né per legge né per libero arbitrio, ma è scritta in tutte le cellule del nostro corpo, dalla punta dei piedi ai capelli. Questo è ineludibile, gli stessi interventi di riassegnazione sessuale sono interventi esterni di chirurgia o di medicina estetica, perché l' identità sessuata di quei soggetti non cambia né in forza di ormoni né di interventi chirurgici. Negare questo è negare le basi biologiche che la natura ci consegna, inventare una presunta identità di genere, che però non trova fondamento nella biologia».

LEA T PRIMA DELL OPERAZIONE LEA T PRIMA DELL OPERAZIONE LEA T CON IL FIDANZATO LEA T CON IL FIDANZATO LEA T BORN AGAIN LEA T BORN AGAIN DUE MODELLE TRANS ANDREJ PEJIC E LEA T DUE MODELLE TRANS ANDREJ PEJIC E LEA T LEA T CAMPAGNA PER COSTUMI DA BAGNO LEA T CAMPAGNA PER COSTUMI DA BAGNO LEA T LEA T

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...