guadagno amore italiani ibiza

CI FACCIAMO SEMPRE RICONOSCERE: SPARATORIA TRA ITALIANI A IBIZA - IL 35ENNE MICHELE GUADAGNO HA ESPLOSO OTTO COLPI DI PISTOLA IN FACCIA AL CONNAZIONALE ANTONIO AMORE, 29 ANNI, ORA IN FIN DI VITA - IL MOVENTE? FORSE LA GELOSIA PER UNA RAGAZZA, MA ENTRAMBI FACEVANO PARTE DI UN GIRO DI FESTE PROIBITE, TRA DROGHE E ARMI, ORGANIZZATE NONOSTANTE LE RESTRIZIONI ANTI-COVID - SULL’ISOLA SI CONFERMA IL PREGIUDIZIO: “LA SOLITA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA ITALIANA"

1 - FESTE CLANDESTINE, DROGA E ARMI LA SPARATORIA TRA ITALIANI A IBIZA

Francesco Olivo per “La Stampa

 

antonio amore 6

Una festa, una delle tante che a Ibiza si organizzano senza permessi, può finire con una multa, magari con una denuncia senza troppe conseguenze. C'è la pandemia e non si può ballare. Sabato notte però, intorno alle 2.45, è andata molto peggio, con un gruppo di italiani finiti in mezzo a una brutta storia.

 

Antonio Amore, 29enne napoletano, è ricoverato in fin di vita, dopo aver ricevuto otto colpi di pistola, di cui tre al volto durante uno dei party illegali che, secondo la polizia, organizzava. A un altro ragazzo, casertano, è andata meglio, solo alcune contusioni. Il presunto autore dell'aggressione, Michele Guadagno, 35 anni compiuti a marzo, nato a Napoli e da tempo residente sull'isola, è in fuga.

 

michele guadagno 2

La Guardia Civil lo sta cercando in tutti i modi, anche con un elicottero, e in un'isola non è facile nascondersi, pure per chi, come lui, alle Baleari vive da tempo, «l'unica possibilità per fuggire è prendere una barca, ma a quell'ora di notte non è semplice trovarla», racconta una fonte.

 

Ibiza è sconvolta, da queste parti se ne vedono di tutti i colori, ma un'esecuzione di questo tipo così non si ricorda da molti anni. Stavolta non si tratta di una rissa tra turisti ubriachi, né di una passeggera che fa i numeri in aereo per non indossare la mascherina, ma di italiani che qui vivono e lavorano da molto tempo.

 

Una comunità, la nostra, sempre più importante, almeno prima del Covid, per l'economia dell'isola, formata nella grandissima parte da gente onesta, che qui viene a lavorare o a cercare opportunità che in patria sembrano mancare.

 

michele guadagno 1

Ma come in tutti i posti dove girano molti soldi, la criminalità organizzata ha messo radici, come dimostrano le inchieste per traffico di droga e riciclaggio. Gli investigatori, però, credono che quello di sabato notte sia un caso diverso.

 

Guadagno era noto alle autorità locali, ma per questioni minori. Il contesto stavolta è quello delle feste clandestine. Le discoteche sono chiuse, un disastro economico per un'isola che raccoglieva i migliori deejay del mondo e soprattutto centinaia di migliaia di persone che arrivavano da tutto il mondo per mettersi in coda davanti ai monumenti globali della vita notturna.

 

antonio amore 2

Nonostante vaccini e contagi bassi, resta ancora tutto chiuso. Così, l'unico modo per ballare è partecipare a qualche festa clandestina, variante pandemica dei mitici «after» già in voga ai tempi degli hippy.

 

Gli inviti arrivano via WhattsApp o Telegram, si paga all'entrata e si spera che la polizia non si accorga di niente. Dentro circola di tutto e spesso la serata diventa un business, ancor più raro di questi tempi.

 

Per sfuggire ai controlli che negli ultimi mesi si sono fatti più stringenti, le feste si organizzano in case private e non più in mezzo ai campi e così è andata anche questa volta.

 

Sabato sera, l'organizzatore è Antonio Amore, uno dei due ragazzi finiti all'ospedale, che vive nella villa del party. Siamo a Can Ramón, zona residenziale del comune di Santa Eulària, lontano dal mare e da occhi indiscreti.

 

antonio amore 5

Secondo gli investigatori, non era la prima festa clandestina che i due italiani, ora all'ospedale, organizzavano. Non è chiaro se Guadagno fosse stato invitato. Quello che i testimoni hanno raccontato è che è arrivato in auto con un'altra persona, forse una ragazza, e dopo poco ha sparato, fuggendo immediatamente.

 

Quando lo prenderanno, la polizia crede di riuscirci in breve tempo, gli chiederanno il perché di questa esecuzione brutale. La prima ipotesi è stata quella della gelosia, la contesa per una donna, ma la violenza dell'azione e le storie recenti delle persone coinvolte ha costretto gli investigatori ad allargare lo sguardo.

 

L'estate è alle porte, i turisti cominciano ad arrivare, ma ballare, oltre che vietato, può diventare pericoloso.

 

2 - «SEMPRE VOI», L'ISOLA CI HA MESSO ALL'INDICE

Mauro Evangelisti per “Il Messaggero

 

antonio amore 7

A Ibiza c'è chi si concede una battuta macabra: «Siamo tornati alla normalità». La maggioranza tra gli ibizenchi scuote la testa e reagisce senza molta originalità: dà la colpa agli stranieri.

 

«In estate vengono molti esponenti del giro della criminalità organizzata italiana, della mafia, della camorra. Quando rubano un Rolex, è stato un vostro connazionale» dice Lucia, trentenne, figlia di un imprenditore dell’isola.

 

La conclusione sottintesa: il problema non è Ibiza, ma certi italiani. Ecco, questa semplificazione è ingiusta, molto ingiusta, nei confronti della grande maggioranza dei nostri connazionali che a Ibiza, e molto di più a Formentera, lavorano, sudano, aprono ristoranti, imprese, aziende, contribuiscono al business della vita notturna.

 

antonio amore 4

Ma dopo il tiroteo, la sparatoria, nella villa di Santa Eularia, si inseguono i commenti anti italiani, anzi anti certi italiani. Sotto l'articolo online di uno dei quotidiani locali (il Periodico de Ibiza) c'è chi mette insieme eventi che per la verità hanno poco in comune: «L'incidente con le moto d'acqua, la tizia che non voleva indossare la mascherina sull'aereo per Ibiza, la ragazza scaraventata giù dal balcone di un hotel e uccisa, ora la sparatoria: c'entrano sempre gli italiani». Altra semplificazione: «Palma di Maiorca è stata ceduta ai tedeschi, Formentera e ora Ibiza agli italiani».

 

antonio amore 3

PREGIUDIZI

Fioriscono pregiudizi e stereotipi, gli italiani combinano guai da questa parte dell'isola, gli inglesi si ubriacano dall'altra, a San Antonio. Ma le semplificazioni ingannano, Ibiza ormai è destinazione del lusso sfrenato ma anche delle famiglie che cenano all'aperto nel suggestivo centro storico di D'Alt Villa.

 

Nessuno crede che un italiano abbia sparato per uccidere solo per gelosia. In molti, magari suggestionati da qualche serie tv di successo, chiamano in causa la città di origine dei protagonisti, Napoli; altri dicono che nel giro delle feste illegali nelle ville, business enorme con le discoteche chiuse, si nascondono i motivi della tentata esecuzione che assomiglia a una scena non di Gomorra, ma della serie di Netflix White Lines, ambientata a Ibiza, dove si inseguono spaccio di droga, sparatorie. E feste nelle ville.

 

covid discoteca ibiza

Tra venti giorni si svolgerà un esperimento: alla discoteca all'aperto dell'Hard Rock Hotel si ballerà, sarà una prueba piloto, i partecipanti indosseranno la mascherina. Obiettivo: capire se l'industria del clubbing può ripartire, dopo il letargo dell'estate scorsa quando a Ibiza - fantascienza - per la prima volta da decenni nessuna discoteca ha aperto.

 

La crisi determinata dal Covid, la chiusura degli hotel, gli affari ridotti dei ristoranti ma anche dell'economia illegale del traffico di droga, ha lasciato ferite e disoccupati, pagine di cronaca nera spicciola come le rapine in un supermercato o da un parrucchiere (ma Ibiza resta una meta tra le più sicure per le vacanze).

 

covid discoteca ibiza

Questa isola è ancora tra le più care al mondo, a partire dagli affitti stellari pagati in tuguri da chi viene a inseguire un sogno e poi finisce a vendere biglietti per le discoteche. Non era il caso dei protagonisti del tiroteo che nelle loro pagine di Facebook mostrano barche, belle ragazze, lusso. Ma si sa: a Ibiza il confine tra finzione, esibizione e realtà è sempre molto sfumato.

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…