vladimir putin volodymyr zelensky ursula von der leyen

PER KIEV NON C’È LUCE IN FONDO AL TUNNEL – ALLA VIGILIA DEL QUARTO ANNIVERSARIO DELLA GUERRA SCATENATA DA PUTIN, SEI REGIONI UCRAINE SONO AL BUIO E AL GELO PER I MASSICCI BOMBARDAMENTI RUSSI, CHE HANNO DEVASTATO IL SISTEMA ENERGETICO – DOMANI È PREVISTO UN SUMMIT A KIEV CON URSULA VON DER LEYEN E I LEADER EUROPEI (IN GRAN PARTE IN VIDEO-COLLEGAMENTO), MENTRE LA PACE È SEMPRE PIÙ LONTANA – IL BLITZ DI MOSCA FALLITO, IL CONFLITTO DI LOGORAMENTO, IL MILIONE DI SOLDATI RUSSI MORTI E LA “VARIABILE” TRUMP: CRONACA DI QUATTRO ANNI DI GUERRA...

1. MISSILI, DRONI, TRUPPE: LA RUSSIA NON SI FERMA

Estratto dell’articolo di Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

VOLODYMYR ZELENSKY ALLA BBC

È un summit a rischio di bombardamenti russi quello che si sta preparando nella capitale ucraina in occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala lanciata da Vladimir Putin il 24 febbraio 2022. Entriamo nel quinto anno di guerra senza che si sia concretamente compiuto alcun passo verso la pace.

 

E infatti sui fronti si continua a combattere, mentre le città ucraine sono per lo più al freddo e di notte al buio a causa dei missili e droni russi che hanno devastato il sistema energetico nazionale, con tanti giovani invalidi per le strade, l’economia in grave crisi e milioni di profughi all’estero. Sei intere regioni sono al buio e si teme per la tenuta del sistema ferroviario nazionale.

 

URSULA VON DER LEYEN VOLODYMYR ZELENSKY

[…]  Ma è anche evidente che la grande maggioranza della popolazione, per quanto stanca e provata, non intende cedere ai diktat di Mosca. I sondaggi sottolineano che pochi si fidano delle promesse di Putin e ancora meno sono disposti a ritirarsi dall’intero Donbass.

 

Questi concetti ribadirà Volodymyr Zelensky all’incontro con i leader stranieri, molti dei quali per motivi di sicurezza hanno chiesto non sia fatto il loro nome. Infatti, gli attacchi dei russi non sono mai cessati. Nella notte tra sabato e domenica hanno tirato con una cinquantina di missili, tra i quali 22 balistici, e 297 droni.

 

[…]

 

soldati nel donbass 1

«Nell’ultima settimana i russi hanno sparato 1.300 droni, 1.400 bombe plananti e 96 missili, necessitiamo di più armi antiaeree dagli alleati», aggiunge il presidente ucraino. Di certo al summit saranno presenti di persona la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e quello del Consiglio della Ue, António Costa.

 

«Avremo con noi 13 leader europei e altri 24 ci raggiungeranno on line, riceveremo delegazioni del nord Europa e dei Paesi Baltici», specifica Zelensky. È previsto che Emmanuel Macron presieda da Parigi una videoconferenza della coalizione dei «volonterosi» con collega britannico Keir Starmer da Londra.

 

mark rutte e volodymir zelensky alla conferenza sulla sicurezza di monaco 1

Lo stato maggiore di Kiev approfitta dell’occasione per sottolineare che sui campi di battaglia le unità ucraine stanno conducendo con successo alcune operazioni volte a liberare diverse aree occupate di recente dai russi, specialmente nel settore meridionale. «Le nostre unità hanno riguadagnato il controllo di oltre 300 chilometri quadrati di territorio, che comprendono otto nuclei urbani», dichiara l’esercito in un comunicato.

 

[…] La situazione sul terreno resta confusa, con le unità russe che continuano a premere nel Donbass verso Kramatorsk. Sul fronte del negoziato il mediatore americano Steve Witkoff afferma che sarebbe forse possibile un summit Putin-Zelensky «magari nelle prossime tre settimane».

 

2. DAL BLITZ FALLITO AL «LOGORAMENTO» COM’È CAMBIATA LA GUERRA IN 4 ANNI

Estratto dell’articolo di Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

volodymir zelensky alla conferenza sulla sicurezza di monaco 3

L’inizio non è un vero inizio, bensì il proseguimento di un’aggressione che era cominciata già 8 anni prima. E però in Ucraina ben pochi se l’aspettano, di sicuro non così ampia e non mirata ad annettere il Paese intero alla Russia.

 

L’invasione su larga scala voluta da Vladimir Putin all’alba del 24 febbraio 2022 non coglie di sorpresa gli americani, che già dall’estate avvisavano Volodymyr Zelensky del pericolo, ma il presidente ucraino era stato lento a reagire. […]

 

La débâcle

Va detto chiaro che per il presidente russo le cose vanno male sin dai primi giorni. Il suo piano mirava a spaventare e disperdere le forze nemiche con massicci attacchi su più fronti: dalla Bielorussia e la regione frontaliera di Sumy verso Kiev; da Belgorod su Kharkiv; su tutto il fronte del Donbass sino a Mariupol; dalla Crimea contro il Kherson, Mykolaiev e Zaporizhzhia; dal Mer Nero è programmato lo sbarco sulla costa di Odessa.

 

zelensky macron starmer vertice volenterosi foto lapresse.

Una gigantesca operazione a tenaglia che non dovrebbe lasciare scampo a Zelensky. In verità, i generali hanno illuso il Cremlino, perché nei loro rosei disegni bellici la guerra avrebbe dovuto durare solo poche settimane.

 

[...]

 

Ma l’intelligence Usa allerta gli ucraini, fornisce i riferimenti gps del tragitto dei velivoli russi: gli Spetsnaz vengono massacrati sulla pista d’atterraggio di Hostomel. Il piano dell’alto comando di Mosca è stravolto. Le forze russe superano Bucha, arrivano a Irpin, ma alle periferie di Kiev si fermano, per poi ripiegare sulle basi di partenza oltre il confine internazionale.

 

VLADIMIR PUTIN CON LA MIMETICA

Ai primi di aprile tutta la regione di Kiev è libera. Lo stesso avviene via via a Chernihiv, Sumy, Kharkiv. Il contrattacco Il 20 maggio 2022 si arrendono gli oltre 2.000 combattenti della brigata ucraina Azov asserragliati nei sotterranei delle acciaierie Azovstal di Mariupol.

 

I morti sono migliaia. Secondo l’Onu il 90 per cento degli edifici della città è danneggiato o distrutto. Sarà un modello bellico destinato a replicarsi di continuo: lungo tutta la linea dei combattimenti verranno ridotti in macerie centinaia di quartieri, cittadine, villaggi, zone industriali e fattorie isolate. La guerra sta cambiando di passo.

 

I russi rinunciano allo sbarco su Odessa. I nuovi droni marini ucraini Magura affondano già ai primi di aprile la Moskva, l’ammiraglia della Flotta del Mar Nero. Presto per i comandi navali russi in Crimea sarà un vero problema: oltre un terzo della flotta sarà colato a picco o reso inservibile. Putin l’11 settembre impone un referendum farlocco per dare una parvenza di copertura legale alla sua annessione delle zone occupate.

 

vladimir putin con i soldati russi

Ma subito dopo avviene un altro sviluppo sorprendente: gli ucraini tra fine settembre e novembre 2022 contrattaccano, cacciano i russi da Kherson sino al fiume Dnipro, liberano Izium e minacciano persino le avanzate russe nel Donbass settentrionale.

 

Da adesso in poi la guerra quasi si ferma, diventa un infinito conflitto di logoramento, dove le avanzate non si calcolano più in decine di chilometri, bensì in centinaia di metri: si combatte casa per casa, albero per albero. I droni dominano ormai i cieli e ben presto anche le battaglie di terra con i nuovi modelli che sostituiscono le fanterie. Si noti che l’aviazione russa non è mai riuscita a penetrare seriamente lo spazio aereo ucraino.

 

Quello che nelle aspirazioni di Putin dovrebbe essere l’esercito di una superpotenza, degna di stare al tavolo con i generali americani e cinesi, si rivela una tigre di carta, al limite una «potenza regionale», che si differenzia dalle altre perché negli arsenali si trovano ancora le bombe atomiche dell’era sovietica.

 

Logoramento

soldati nel donbass 2

Nell’estate del 2023 fallisce l’attesa controffensiva ucraina. Il 23 giugno la milizia mercenaria Wagner si ribella contro lo Stato maggiore, addirittura marcia su Mosca, ma viene fermata e poco dopo Putin fa eliminare il suo comandante, Yevgeny Prigozhin, in un «incidente» aereo. I russi trincerano le posizioni conquistate, in larghi settori passano dall’attacco alla difesa.

 

I due eserciti si dissanguano in dure battaglie limitate in zone specifiche del fronte: Bakhmut e Avdiivka sono le più famose, dove le vittorie russe costano decine di migliaia di morti. La sfida oggi per Pokrovsk dura da circa un anno.

 

[...] 

 

vladimir putin donald trump anchorage alaska 3 foto lapresse

Ma l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca il 20 gennaio 2025 cambia l’asse delle alleanze. Il neo-presidente Usa taglia gli aiuti militari a Kiev in marzo e Zelensky è costretto a ordinare la ritirata da Kursk.

 

Da allora la battaglia di terra registra lentissime avanzate russe pagate con perdite enormi. In tutto, dal 2014 i russi occupano adesso circa il 20 per cento dell’Ucraina. Secondo gli esperti occidentali, tra soldati morti, feriti e prigionieri la Russia potrebbe avere perso oltre un milione e 300 mila uomini; gli ucraini forse meno della metà. Le verifiche indipendenti sono impossibili.

 

zelensky macron foto lapresse

Putin sopperisce ai fallimenti di terra moltiplicando i tiri di missili e droni. Da fine dicembre ha intensificato gli attacchi sul sistema energetico per approfittare delle temperature gelide.

VLADIMIR PUTIN CON I SOLDATI RUSSIla stretta di mano tra putin e trump ad anchorage, alaska. foto lapresse

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