giuseppe conte xi jinping mario draghi

IL DRONE DI TROIA - PER LA PRIMA VOLTA L’ITALIA POTREBBE METTERE IN PRATICA LE SANZIONI PREVISTE DAL GOLDEN POWER CONTRO LA CINA! IL GOVERNO DI PECHINO, CHE PROMETTEVA LEALTÀ E AMICIZIA FIRMANDO GLI ACCORDI SULLA VIA DELLA SETA CON CONTE, IN REALTÀ CERCAVA DI FARE SHOPPING TRA LE NOSTRE AZIENDE, MASCHERANDOSI DIETRO SOCIETÀ DI COMODO - NON SOLO I DRONI DI “ALPI AVIATION”, I CINESI HANNO CERCATO DI COMPRARE ANCHE “GREENTHESIS”, CHE SI OCCUPA DI TRATTAMENTO RIFIUTI, E SOPRATTUTTO “ALMAVIVA”, SOCIETÀ DI CYBERSICUREZZA, TRA I PRINCIPALI FORNITORI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE…

mario draghi in conferenza stampa

Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

Sul tavolo della presidenza del Consiglio è arrivato nel fine settimana un fascicolo che potrebbe mettere in seria difficoltà i rapporti tra l'Italia e la Cina. Per la prima volta il nostro Paese potrebbe mettere in pratica le sanzioni previste dal Golden power, lo scudo che consente al governo di tutelare le attività di alcuni comparti strategici, primo tra tutti la sicurezza nazionale.

 

drone strix df alpi aviation 5

Fino a oggi è accaduto infatti che siano stati bloccati alcuni affari sul nascere (caldo per esempio è il fronte sul 5G, proprio sull'asse con la Cina). Ma mai sono state firmate quelle sanzioni amministrative, previste dalla norma, che prevedono pene pecuniarie fino al doppio del valore dell'operazione e, comunque, non inferiore all'1 per cento del fatturato. Questa volta potrebbe invece accadere. In una vicenda che, però, è prima di tutto politica.

 

XI JINPING GIUSEPPE CONTE

Perché, secondo quanto ricostruito dalla Guardia di finanza, un pezzo del governo cinese, tra il 2017 e il 2019, mentre organizzava incontri bilaterali con il nostro Paese, promettendo lealtà e amicizia, avrebbe in realtà mentito cercando di fare shopping tra le nostre aziende, mascherandosi dietro a società di comodo.

 

Un assalto che avrebbe riguardato società che si occupano della difesa, prima tra tutte la Alpi Aviation, azienda che realizza droni militari, al centro dell'inchiesta di Pordenone. Ma non solo: i cinesi hanno cercato di comprare anche Almaviva, società di cybersicurezza, tra i principali fornitori della pubblica amministrazione. E l'azienda di trattamento rifiuti, Greenthesis.

riccardo maria monti

 

A raccontarlo sono i documenti sequestrati. Ma anche le dichiarazioni di un importante imprenditore italiano (già presidente dell'Istituto di commercio estero, poi a Grandi stazioni e Italferr), Riccardo Maria Monti. Ascoltato come testimone dagli uomini del comandante provinciale Stefano Commentucci, Monti ha raccontato di come abbia messo a disposizione dei cinesi una sua società, la Ccui Europe, dal capitale sociale di diecimila euro, per svolgere attività di lobbing in Italia.

ALMAVIVA

 

Una volta finita nelle mani cinesi, nelle casse di questa insignificante società arrivano un milione di euro (in quelle di Monti, 300mila per il disturbo). E l'azienda diventa uno strumento per «coordinamento e assistenza logistica delle missioni sul territorio italiano», si legge nei documenti ufficiali, «da parte delle delegazioni provenienti dalla Cina».

massimo tammaro 1

 

Di per sé questo non sarebbe un reato. Se non fosse - sostiene la Guardia di finanza - per la questione che riguarda la vendita della Alpi Aviation, la società che si occupa di droni militari, dei quali anche Ccui si occupa. Nelle dodici pagine di decreto di perquisizione notificate nei giorni scorsi a sei indagati (i cinesi Jianhua Wei, Qi Rong e Xia Li, gli italiani Massimo Tammaro, Morento Stinat e Corrado Rusalen, tutti con ruoli in Alpi Aviation e in Ccui) si legge infatti che «nell'acquistare il 75 per cento delle quote di Alpi, il 17 luglio del 2018» per quattro milioni di euro, «omettevano la comunicazione obbligatoria al ministero della Difesa».

 

drone strix df alpi aviation

Una comunicazione obbligatoria perché, con la vendita della società, avveniva «un trasferimento di know how e tecnologia italiana alla società cinese», «da svilupparsi mediante la realizzazione di una nuova struttura produttiva nella città di Vuxi», «nella quale avrebbe dovuto essere incardinata anche la produzione dei droni militari». In sostanza, mentre sulla carta sembrava una vendita di un'azienda di droni militari a una società di Hong Kong, in realtà - questo sostiene la Finanza - la Cina comprava un pezzo dei nostri sistemi di sicurezza e lo delocalizzava a Wuxi, omettendo ogni informazione al nostro governo. Per scoprire il meccanismo la Finanza ha dovuto sequestrare i server, trovando nelle mail quelle che considerano le prove dell'accordo. «Tutto è stato trasparente e regolare» si è difesa Alpi Aviation.

mario draghi in conferenza stampa 1drone strix df alpi aviation 2 il presidente cinese xi jinping, il ministro degli esteri wang yi, il vicepremier di maio e il premier contealpi aviation. pioneer alpi aviation drone strix df alpi aviation 1massimo tammaro 7 massimo tammaro 5massimo tammaro 3giorgio napolitano massimo tammaro xi jinping contemassimo tammaro

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