tancredi surf

IL PICCOLO EROE DEL SURF – UN 12ENNE ALLE SPIAGGE BIANCHE DI VADA SALVA UN 35ENNE: AVEVA I CRAMPI E FORSE NON SAPEVA NUOTARE BENE. L'HO FATTO SALIRE SULLA TAVOLA, C' ERANO ONDE CHE ARRIVAVANO DA DIETRO MA NON HO AVUTO PAURA, MI SENTIVO RESPONSABILE DELLA SUA SALVEZZA. SPERO CHE NON MI RICAPITI PIÙ"

Laura Montanari per la Repubblica

 

tancredi surf

L' ha salvato dalle onde come un navigato lupo di mare: «Sali sulla tavola e attaccati bene. Non la lasciare». Coraggio e istinto di un piccolo surfista che ha riportato a riva un bagnante in difficoltà nel mare tra Vada e Rosignano Solvay.

 

 

Cioè davanti alle spiagge diventate bianche per via dei residui industriali di carbonato di calcio e che i livornesi chiamano, con una lama di ironia, «i finti Caraibi». Domenica pomeriggio, Tancredi, 12 anni, stava facendo surf fra le correnti con la sua tavola verde e bianca. Vento di Ponente e nuvole nel cielo, più sotto onde e mare mosso.

 

Sventolavano le bandiere rosse e blu sulla spiaggia libera: era sconsigliato ma la gente si tuffava lo stesso. «Stavo cercando l' onda giusta con la tavola quando dalla riva ho sentito i bagnini fischiare. Ho pensato che mi volessero far rientrare, ma faccio surf e sono abituato ad affrontare le onde alte, non mi sentivo in pericolo. Mi sono girato e ho capito che non dicevano a me: c' era un signore che gridava aiuto e annaspava».

tancredi surf

 

Tancredi non ci ha pensato su e si è diretto a nuoto verso l' uomo che si trovava a una ventina di metri di distanza: «Non so nemmeno come si chiama, mi ha ringraziato quando siamo arrivati verso riva e i bagnini ci sono venuti incontro per portarlo sulla spiaggia. Avrà avuto sui 35 anni. Diceva di avere i crampi e forse non sapeva nuotare bene. L' ho fatto salire sulla tavola, c' erano onde che arrivavano da dietro e non era facile mantenere l' equilibrio».

 

La storia al rovescio, un ragazzino che salva un adulto, l' anagrafe capovolta, quasi uno scacco generazionale. Il salvataggio ad opera del "piccolo eroe" è stato raccontato sulle pagine del Tirreno: «Ero preoccupato che quell' uomo scivolasse di sotto, gli dicevo di stare tranquillo anche quando l' acqua ci sommergeva, basta non lasciare la tavola».

 

surf

Adesso che la paura è passata, si gode i complimenti: «Mi fa piacere che tanti si siano congratulati con me - racconta Tancredi che di cognome fa Mazzei e vive a Washington con i genitori livornesi, la mamma lavora nella moda, il babbo in una banca che si occupa di sviluppo delle economia svantaggiate - il nonno mi ha detto: "Sta a vedere che ora ti chiama pure il sindaco". Eh, sarebbe bello...». Spiega che lì per lì gli è sembrato tutto normale: «Infatti dopo sono tornato a fare surf, ma sono rientrato presto perché ero stanco e agitato».

 

Ci ha riflettuto col passare delle ore a quello che poteva succedere: «Non ho avuto paura, pensavo a non far cadere quell' uomo in mare, mi sentivo responsabile della sua salvezza». Ora che è andato tutto bene e che lui ha assicurato alla storia un lieto fine, si aspetta qualcosa, magari un regalo? «Il regalo è che non mi capiti più niente del genere», dice ridendo al telefono da Capraia dove ieri era con i genitori per proseguire la vacanza italiana. «Veniamo a Livorno ogni estate a trovare i nonni. Mi diverto perché vado in giro con gli amici, a Washington invece mi posso muovere al massimo di tre isolati altrimenti i miei dicono che è pericoloso».

 

Frequenta la seconda media, non ha il cellulare, ma il computer e Netflix sì. Sui social ha un profilo in Instagram «mi piacciono le foto». Ripensando a domenica, dice che è stato bello quando «sono uscito di nuovo con la tavola e uno dei bagnini mi ha fischiato ordinandomi di tornare». Non c' era nessuna emergenza: «Era per abbracciarmi, dirmi bravo e batti un cinque». Sulla spiaggia quasi nessuno si è accorto dell' accaduto, ma certe medaglie valgono anche senza podio.

spiagge bianche vada

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