pietro maso manuel foffo

CARO KILLER TI SCRIVO - PIETRO MASO SCRIVE A MANUEL FOFFO: ''CAPISCO PERCHÉ VOLEVI UCCIDERE TUO PADRE. NON BIASIMARTI PER QUELLO CHE HAI FATTO'' - MASO, CHE MASSACRÒ I GENITORI E ORA È FUORI, SCRIVE ALL'ASSASSINO DI LUCA VARANI. ''AVRAI PSICHIATRI CHE SQUARTERANNO LA TUA MENTE'' - LA LETTERA INTEGRALE

 

PIETRO MASO   PIETRO MASO

1. LETTERE DA KILLER, MASO SCRIVE A FOFFO - IL PRIMO HA UCCISO I GENITORI E IL SECONDO L' AMICO, SPUNTA UNA MISSIVA DI SOLIDARIETÀ: «NON TI BIASIMO»

Luca Fazzo per ''il Giornale''

 

E l' assassino scrisse all' assassino: «Non posso biasimarti per quello che hai fatto». A scrivere è Pietro Maso, protagonista del delitto simbolo dell' edonismo degli anni Novanta, il ragazzo che a Montecchia di Crosara massacrò i genitori, e vive oggi fuori dal carcere una vita forse più difficile della routine dei ventidue anni trascorsi in cella.

 

Il destinatario è l' autore del delitto che rappresenta forse per l' Italia di oggi quel che fu il caso Maso per la sua epoca: Manuel Foffo, il giovane della Roma bene che la notte del 4 marzo ha ucciso sadicamente, al culmine di un festino di sesso e droga, l' amico Luca Varani. Ma più della ferocia del delitto di Foffo, a colpire Maso è stata la sua dichiarazione ai pubblici ministeri di Roma: «Volevo uccidere mio padre».

PRATO FOFFOPRATO FOFFO

 

È qui che scatta l' immedesimazione di Maso con il trentenne romano, e la decisione di scrivergli. Maso oggi è in Trentino, ospite di una comunità di recupero, ultimo approdo di uno sbandamento progressivo nel segno della cocaina. Ultime tappe, la denuncia delle sorelle per estorsione, e poi il foglio di via da Milano inflitto dal tribunale, e impugnato dal suo avvocato Marco De Giorgio. Del fuggevole matrimonio, celebrato in piena notte e mai trascritto all' anagrafe, non resta nulla.

 

Forse, davvero, stava meglio nel supercarcere di Opera.

foffofoffo

«Ti scrivo per egoismo, per sentirmi migliore», dice Maso a Foffo. Invano, nella lettera, si cercherebbe un cenno di pietà per la vittima di Foffo. A Maso sembra interessare soprattutto parlare a Foffo per parlare a se stesso, specchiarsi in un modo di agire e pensare che è stato anche il suo. Con una franchezza quasi crudele mette l' assassino del Collatino di fronte al futuro che lo aspetta, fatto di sputi in galera, di processi mediatici, di psichiatri saccenti.

 

È un elenco meticoloso di prove che attendono Foffo e che Maso ha attraversato prima di lui, e che oggi mette nero su bianco in una lettera che porta a guardare la vicenda di cronaca nera dall' altra parte dello specchio, dentro gli occhi dell' assassino.

Anche quando sarà tutto finito, lo mette sull' avviso, non farti illusioni, perché resterai il mostro per tutta la vita. E sembra quasi che gli dica: scoprirai che si può anche rimpiangere una cella di prigione.

 

 

2. «CARO MANUEL, CAPISCO PERCHÉ VOLEVI AMMAZZARE TUO PADRE» - LA PREVISIONE: «AVRAI PSICHIATRI CHE SQUARTERANNO LA TUA MENTE...»

Lettera di Piero Maso a Manuel Foffo pubblicata dal ''Giornale''

 

Caro Manuel, se me lo permetti mi rivolto a te con un confidenziale «tu» ma è solo perché credo di essere tra i pochi a comprendere i terribili momenti che stai vivendo.

LUCA VARANI E IL PADRE DI MANUEL FOFFO A PORTA A PORTALUCA VARANI E IL PADRE DI MANUEL FOFFO A PORTA A PORTA

 

Sono Pietro Maso, il mostro, colui che molti anni fa uccise i genitori senza alcun tentennamento (...). Nel 1991 ero da poco maggiorenne, sono l' ultimo figlio nato dopo due femmine. Questo mi poneva nell' insopportabile condizione di essere reputato il piccolo di casa da coccolare mentre reclamavo il ruolo di capobranco cui spettava il compito di proteggere le sorelle, benché più grandi di qualche anno.

 

Amavo mio padre e mia madre ma non me ne accorgevo. Una famiglia all' apparenza felice senza quelle difficoltà economiche che in Italia sarebbero sorte solo anni dopo. Oggi come allora le icone erano di cartapesta. Mi sembrava giusto desiderare le belle ragazze, le auto di lusso e la vita incosciente, con la sconsiderata temerarietà che sa di eroico. Con i miei amici decidemmo di uccidere i miei genitori. La realtà è che sfruttai l' ascendente che avevo su di loro solo per regolare le mie psicosi e sconfiggere i miei incubi. Da quell' abominevole attimo, la vita mi è sfuggita dalle mani per sempre.

VALTER FOFFO PADRE DI MANUELVALTER FOFFO PADRE DI MANUEL

 

Perché ho pensato di scriverti? Per egoismo. Aiutarti mi fa sentire finalmente migliore e mi aiuta a sconfiggere i fantasmi che alimentano i miei sensi di colpa. Non posso biasimarti per quello che hai fatto. Io sono stato peggiore di te, ma posso capire perché volevi ammazzare tuo padre. Un cupo e rarefatto istinto di rivalità per catturare tutto l' affetto delle donne di casa e dimostrare di non essere solo il cucciolo fragile e indifeso.

pietro maso chipietro maso chi

 

Conosco bene la tua transizione e ciò che ti aspetta per molti anni ancora. L' isolamento, la disperazione, gli sputi in faccia degli altri detenuti e la durezza delle guardie. La voglia di suicidarti e l' illusione di svegliarti da un brutto sogno e tornare alla vita di sempre. Quale vita, poi, quella dedicata alla cocaina e ai festini promiscui?

 

Avrai molti psichiatri che ti squarteranno la mente e l' anima, alcuni in buona fede per capire, altri solo per regalarti una normalità fittizia. Sarai l' obbrobrio da esibire come bersaglio per ogni riprovazione e il riferimento comune che mette tutti d' accordo nel disprezzo. Quanti giorni, mesi, anni trascorrerai in una cella, inseguendo le attese, l' indulgenza, una soluzione. Ci sarà il processo, la stampa, i lampi dei fotografi. I giudici, gli assistenti sociali, gli intellettuali d' ordinanza ad intricarsi di te, delle tue emozioni più intime. Gli psicologi da dibattito televisivo a contendersi i tuoi respiri per sbranarli, senza mai chiedere il permesso di bussare alla tua coscienza.

PIETRO MASO PIETRO MASO

 

Non avrai più intimità se non fra le mura della tua cella che diventerà tutto il tuo mondo, quello sempre connotato dalle urla del carcere. Con chi la condividerai negli anni? Un altro come te cui affidare le tue angosce e consegnare le tue ansie attraverso tempi interminabili. Il peggio è che pure a fine corsa rimarrai la bestia feroce da escludere. Non ti illudere che sarai accettato o accolto. Fra un quarto di secolo troverai qualcuno che ti riconoscerà per scacciarti e trattarti da feticcio per esorcizzare le sue nevrosi. Succede anche a me.

PIETRO MASO  PIETRO MASO

 

Avrai bisogno di tanti libri.

Te ne regalo uno, quello che ho scritto quando sono tornato libero. Se può aiutarti, scrivimi e ti risponderò. Se non altro potrò darti qualche consiglio di vita vissuta.

 

Pietro Maso.

 

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