londra - la protesta delle mamme che allattano i bambini davanti al claridge

RINFODERI LA MAMMELLA, MADAME - IN UNO DEI PIÙ LUSSUOSI HOTEL DI LONDRA, IL “CLARIDGE”, UNA DONNA CHE STAVA ALLATTANDO SUO FIGLIO SEDUTA AI TAVOLINI, E’ STATA RIMPROVERATA E COSTRETTA A COPRIRSI - IN INGHILTERRA E’ MONTATA LA PROTESTA DELLE MAMME

LONDRA - LOU BURNS AL CLARIDGE PRIMA E DOPO L'INTERVENTO DEL CAMERIERELONDRA - LOU BURNS AL CLARIDGE PRIMA E DOPO L'INTERVENTO DEL CAMERIERE

1 - “VIETATO ALLATTARE IN PUBBLICO” MAMME IN RIVOLTA CONTRO L’ULTIMO TABÙ

Enrico Franceschini per “la Repubblica”

 

Vip, turisti stranieri e perfino sovrani di passaggio ci vanno a prendere il suo famoso “afternoon tea”. Ma proprio da uno degli impeccabili tè all’inglese del Claridge, il più lussuoso albergo di Londra, divampa una polemica che divide la società britannica e rilancia l’annosa questione dell’allattamento in pubblico. Quando l’altro giorno una donna ha portato al seno il suo bambino di tre mesi, ai tavolini del caffè dell’albergo, un cameriere le si è avvicinato con discrezione chiedendole di coprirsi con un tovagliolo per non creare disagio tra gli altri clienti.

 

LONDRA - LOU BURNS AL CLARIDGE PRIMA E DOPO L'INTERVENTO DEL CAMERIERELONDRA - LOU BURNS AL CLARIDGE PRIMA E DOPO L'INTERVENTO DEL CAMERIERE

La madre, Lou Burns, 35 anni, ex-analista finanziaria e moglie di un noto attore, ha obbedito, ma poi è scoppiata a piangere e ha messo su Twitter le foto dell’allattamento, “prima” e “dopo”, senza e con tovagliolo censore. «Ero venuta da fuori città come faccio ogni anno per prendere un tè con le mie sorelle», ha raccontato ieri al Guardian. «È un regalo pre-natalizio che ci concediamo. Ho avuto problemi ad allattare i miei due primi figli ed ero felice di non averne con il terzo. Mi sono sentita umiliata. Al Claridge non ci torno più».

 

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Da 24 ore in Inghilterra non si parla d’altro. «In base all’Equality Act del 2010, in questo paese è illegale chiedere a una donna che sta allattando di allontanarsi da un luogo pubblico, un caffè, un negozio o un mezzo di trasporto », commenta il servizio sanitario britannico. «Allattare in pubblico non è illegale né immorale, è un atto completamente naturale per una madre», protesta Mumsnet, il popolarissimo sito Internet delle mamme inglesi.

 

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Su Twitter arrivano a bizzeffe i messaggi di solidarietà alla Burns: «Come è possibile che la vista di una madre che allatta provochi qualcosa di diverso da una bella sensazione?», è uno dei tanti. Il Claridge rifiuta di rilasciare dichiarazioni. Un gruppo di mamme protesta davanti all’hotel.

 

E a rinfocolare la controversia si aggiunge Nigel Farage, leader dell’Ukip, il partito populista che ha vinto le elezioni europee della primavera scorsa in Gran Bretagna e potrebbe diventare l’ago della bilancia alle politiche del maggio prossimo, osservando in un’intervista radiofonica che una madre che allatta, per conto suo, «dovrebbe mettersi in un angolo, per non creare imbarazzo fra le persone presenti».

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Negli ultimi anni la questione è venuta alla ribalta in più occasioni e in diversi Paesi, talvolta con esiti clamorosi. A Nottingham, qualche settimana fa, 70 mamme sono andate ad allattare i figli in un negozio della catena di abbigliamento sportivo Sport Direct, dopo che a una madre era stato chiesto di uscire perché lo faceva: «Da noi è proibito», le aveva detto un commesso.

 

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L’anno scorso nelle Filippine 21 mila madri si sono date appuntamento per allattare in pubblico come gesto di rivolta contro la legge locale che lo vieta; e altrettanto hanno fatto, quest’anno, 300 madri in Cile. Nel 2007 a una mamma è stato chiesto di coprirsi o andarsene quando ha allattato al Prado di Madrid, provocando un sit-in di madri con il bambino al seno davanti al museo. E la decisione di una insegnante americana di allattare in aula davanti agli studenti all’American University di Washington, dopo che il suo bebè piangeva nella stanza attigua, ha creato contrapposte prese di posizione negli Stati Uniti.

 

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In Francia, Germania e Svezia è una pratica diffusa, accettata da tutti. Ma in Danimarca è vietato allattare nei ristoranti. E in Italia resta per molti un tabù, pur non essendoci alcuna legge che lo vieti. «È un problema culturale”, osserva la pediatra e neonatologa Maria Enrica Bettinelli. «Nella società occidentale le donne possono spogliarsi per una pubblicità, ma vedere il seno di una mamma che allatta scandalizza ancora qualcuno».

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2 - SIMONETTA AGNELLO HORNBY: “È UN MOMENTO DI FORTE INTIMITÀ NON SONO QUESTI I NUDI SCANDALOSI”

Enrico Franceschini per “la Repubblica”

 

«Ogni donna ha diritto di allattare il suo bambino dove vuole, è giusto che la legge la protegga, ed è assurdo che qualcuno possa sentirsi scioccato dalla vista di un seno nudo, quando la pubblicità propone il nudo femminile a ogni angolo di strada», dice Simonetta Agnello Hornby, scrittrice di successo con i suoi romanzi in Italia, a lungo avvocato nel campo dei minori e della famiglia a Londra, dove vive da tanti anni.

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Una donna costretta a coprirsi con un tovagliolo, che ne pensa?

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«Personalmente non ho mai allattato in pubblico qui in Inghilterra, non per rispetto di un possibile disagio altrui, bensì per tutelare un altro diritto, quello della madre e del bambino di avere in privato un rapporto intimo, importante ed intenso come è l’allattamento. Anzi mi portavo dietro proprio un tovagliolo, nel caso in cui avessi dovuto farlo in pubblico, non per coprire il seno, ma per coprire noi due, me e mio figlio, nell’atto di un rapporto che preferivo vivere in assoluta intimità. E a casa mia, per allattare, andavo in un’altra stanza, in modo da restare sola, perché penso che madre e figlio debbano esserlo, potendo, in un momento simile.

 

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Una questione di intimità, ma se c’è un divieto?

«Se una donna ha bisogno di allattare il figlio in pubblico, deve poterlo fare e se a qualcuno la cosa non va, sono fatti suoi».

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