tim cook donald trump apple

QUELLA MELA BACATA DI TRUMP – DOPO L’ANNUNCIO DEL CAMBIO ALLA GUIDA DI APPLE, IL TYCOON SCRIVE UN LUNGO POST IN APPARENZA CELEBRATIVO DELL’AD USCENTE, TIM COOK: “SONO SEMPRE STATO UN SUO GRANDE FAN” – POI “THE DONALD” ESONDA COME SEMPRE E RACCONTA DI QUELLA VOLTA IN CUI IL MANAGER LO CHIAMO’ PER RISOLVERE UN “PROBLEMA PIUTTOSTO GROSSO”: “ERO MOLTO ORGOGLIOSO PER IL FATTO CHE IL CAPO DI APPLE MI TELEFONASSE PER BACIARMI IL CULO...”

Estratto dell’articolo di Michela Rovelli per www.corriere.it

 

 

tim cook donald trump

Apple dal primo settembre avrà un nuovo Ceo: John Ternus (qui il suo ritratto). L'era di Tim Cook, dopo 15 anni al comando di una delle società più potenti del mondo, si sta ufficialmente concludendo.

 

[…]  il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scritto un lungo post sul suo social Truth che inizia così: «Sono sempre stato un grande fan di Tim Cook e, allo stesso modo, di Steve Jobs, ma se Steve non fosse stato portato via dal pianeta Terra così giovane e avesse guidato l'azienda al posto di Tim, l'azienda avrebbe avuto successo, ma non neanche lontanamente quanto ne ha avuto sotto la guida di Tim».

 

TIM COOK IL GIORNO DEL GIURAMENTO DI DONALD TRUMP

Trump ricorda la prima volta che Tim Cook gli ha telefonato, durante il suo primo mando alla Casa Bianca. Aveva un problema che definisce «piuttosto grosso» e che solo il presidente poteva risolvere. Al posto di pagare milioni di dollari a un consulente, probabilmente perdendoli, lui ha deciso di raggiungere direttamente lui.

 

«Quando ho ricevuto la chiamata ho detto: “Wow, è Tim Apple (Cook!) che chiama, ma che cosa incredibile!”». Poi la stoccata: «Ero molto orgoglioso di me stesso per il fatto che il capo di Apple mi chiamasse per “baciarmi il cu..”».

 

il disco di vetro con placca in oro regalato da tim cook a donald trump

Ovviamente, nonostante il problema non solo fosse «grosso», ma anche «davvero difficile» lui riesce a risolverlo «in modo rapido ed efficace». E poi conclude la storia dicendo: «Quello è stato l'inizio di un rapporto lungo e molto piacevole».

 

Più che come fan, Trump sembra parlare come colui che ha domato l'uomo che dirige la società più potente al mondo. Un vincitore che è riuscito a far piegare chiunque, anche il padrone di casa di Cupertino.

 

E il suo intervento è così importante da essere diventato indispensabile perché il post continua raccontato altre telefonate - «mai troppo spesso» - e altri aiuti. Una parola che sceglie di scrivere in maiuscolo. Ma non sempre, «perché a volte è troppo insistente nelle sue richieste», specifica. Insomma, è lui a decidere. E a far risparmiare milioni per «quei consulenti costosissimi».

 

tim cook donald trump

A questo punto, specificato il rapporto di dipendenza con il quasi-ex Ceo di Apple, lo definisce «un manager e un leader straordinario», con una carriera «incredibile». Anzi, «INCREDIBILE». Un altro punto importante è alla fine: «Continuerà a fare un ottimo lavoro per Apple e per qualasiasi altra cosa decida di intraprendere».

 

[...]  Tim Cook resterà in Apple e continuerà a svolgere un ruolo importante come presidente esecutivo. Tra le sue principali mansioni, ci sarà proprio la relazione con la politica di Washington e con la Casa Bianca. Che non è sempre stata rosea.

 

sam altman e tim cook a cena alla casa bianca

Alla cerimonia di insediamento, Trump ha riservato l'intera prima fila agli imprenditori della Silicon Valley, che hanno donato milioni per ottenere il posto. Tra questi, c'era anche lui, Tim Cook.

 

Che si è poi ripresentato nello Studio Ovale con una placca in oro a 24 carati in dono e un investimento di 100 miliardi di dollari per trasferire parte della produzione dei dispositivi Apple negli Stati Uniti. Offerte e proposte per evitare la minaccia dei dazi e per andare incontro ai desideri del nuovo presidente, irritato dal fatto che la catena di approvvigionamento di Cupertino fosse stata ampiamente delocalizzata.

 

donald trump peter thiel tim cook

Già nel 2019 Trump aveva dichiarato che Tim Cook, al contrario di altri, aveva il coraggio di telefonargli direttamente. Nel farlo, aveva però sbagliato il suo nome: lo aveva chiamato «Tim Apple».

 

Lui, sempre pronto a placare gli animi, ci aveva scherzato su. E aveva messo il logo della Mela al posto del suo cognome sul suo profilo X. Tim Cook per il business è disposto a tutto, ma nella difesa dei valori che più gli stanno a cuore non ha invece mai ceduto.

 

Il primo Ceo della Silicon Valley a dichiarare pubblicamente la sua omosessualità si è rifiutato di sospendere il programma per la diversità e l'inclusione all'interno della sede di Cupertino, come richiesto dalla Casa Bianca. L'aveva definita una «proposta inappropriata».

 

tim cook donald trump ivanka 1

Mesi dopo, ha anche timidamente alzato la testa e criticato le azioni violente dell'Ice, l'agenzia federale per l'immigrazione, che ha Minneapolis ha lasciato a terra senza vita due persone. «Alcuni di voi mi hanno confidato di non sentirsi a proprio agio nel lasciare le proprie case. Nessuno dovrebbe sentirsi così. Nessuno», ha detto ai suoi dipendenti.

 

E ha promesso che farà tutto ciò che è in suo potere per influenzare le decisioni a Washington: «Da quando ho memoria, siamo stati un'azienda più intelligente, più saggia e più innovativa perché abbiamo attirato i migliori e i più brillanti da ogni angolo del mondo. Continuerò a fare pressione sui legislatori su questo tema. Avete la mia parola». [...]

il disco di vetro con placca in oro regalato da tim cook a donald trump tim cook donald trump 2tim cook donald trump 1tim cook donald trump ivanka 2scott bessent - howard lutnick - donald trump - tim cook - jd vance il disco di vetro con placca in oro regalato da tim cook a donald trump

Ultimi Dagoreport

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO