la droga sintetica spice

E IL PREMIO “SBALLO DELL’ANNO” LO VINCE…“SPICE”! E’ UNA DROGA A BASE DI CANNABINOIDI SINTETICI CHE ASSOMIGLIA ALL’ERBA MA E’ 20-30 VOLTE PIU’ TOSSICA - L’HANNO USATA QUASI 300 MILA RAGAZZI ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA - E PER I MEDICI È SPESSO DIFFICILE CONTRASTARNE GLI EFFETTI…

Maddalena Guiotto per “la Verità”

 

Sembra cannabis, invece è spice (spezie), una droga a base di cannabinoidi sintetici che si candida a nuova sostanza psicoattiva dell' anno tra gli adolescenti. Assomiglia all' erba, si fuma, ma è 20-30 volte più tossica. La spice sta scalando velocemente le classifiche delle sostanze d' abuso: il consumo è infatti al secondo posto dopo la cannabis, come riporta lo studio Espad Italia 2016 (European school survey project on alcohol and other drugs) dell' Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

LA DROGA SINTETICA SPICE

 

«La sostanza psicoattiva illegale più diffusa resta la cannabis», afferma Sabrina Molinaro dell' Ifc-Cnr e coordinatrice dello studio Espad. «Quasi un terzo dei ragazzi tra i 15-19 anni (32,4%, circa 804.000), l' ha utilizzata almeno una volta nella vita». Al secondo posto per consumo tra i giovani studenti c'è però la spice, «un cannabinoide sintetico facilmente reperibile sul Web che riproduce gli effetti della cannabis», continua Molinaro.

 

«Ne ha fatto uso l' 11% (circa 275.000 ragazzi) almeno una volta nella vita e di questi il 35% nel corso del 2016». Il successo di queste nuove droghe che arrivano da qualche anno, soprattutto dall' Est Europa, e si acquistano a pochi euro è nel «buon marketing psicologico», dice Massimo Clerici, professore associato di Psichiatria all' Università degli studi di Milano Bicocca ed esperto di tossicodipendenze. «Sembrano prodotti biologici, naturali e per questo i ragazzi credono che facciano meno male.

 

EFFETTI DELLA DROGA SINTETICA SPICE

Generalmente queste sostanze sono costituite da prodotti realmente naturali come erbe, insalata secca e spezie. Su queste però vengono spruzzate sostanze chimiche che contengono i principi attivi più vari. Dipende da quello che decide il produttore».

 

Restando nell' esempio del tetraidrocannabinolo (Tch), responsabile degli effetti psicotici della cannabis, si deve considerare che «mediamente, nella marijuana naturale il Thc è al 3%. Nella spice si può arrivare al 20- 40% di Thc, con effetti molto più potenti sul sistema nervoso».

 

Se già la marijuana può causare psicosi con deliri e allucinazioni in un cervello vulnerabile, figuriamoci cosa può accadere ai neuroni di un ragazzo esposto a una concentrazione 20-40 volte più alta di Thc. Ma non tutte le spice contengono solo Thc: possono esserci stimolanti, allucinogeni, psicofarmaci o qualsiasi altro derivato sintetico. Dipende dal mercato e dalla creatività del produttore clandestino. I rischi per la salute e i danni al sistema nervoso sono quindi molto variabili.

 

LA DROGA SINTETICA SPICE

«Non esistono droghe leggere o pesanti», osserva Clerici, «sono tutte sostanze che alterano la funzionalità del cervello anche in modo permanente. Non sappiamo a priori se un ragazzo ha il cervello più o meno vulnerabile all' azione del Thc o di altre molecole». Una sostanza psicoattiva modifica la fisiologia del cervello, cambia la gravità del danno, ma l' alterazione c' è sempre. Fumando la stessa cosa, recuperata su Web o da «amici», a scopo ricreativo, qualcuno può finire in coma, mentre un altro no.

 

Il dramma è che, non sapendo cosa ci sia dentro alla spice, e non avendo test-kit adeguati per individuare le varie sostanze che in continuazione vengono sintetizzate da produttori senza scrupoli, diventa molto complesso, anche al pronto soccorso, intervenire per contrastare gli effetti di queste droghe.

 

LA DROGA SINTETICA SPICE

«I cannabinoidi sintetici, conosciuti genericamente come spice», si legge nel report, «rappresentano il più largo gruppo di sostanze monitorate in Europa dai sistemi di allerta» e sono «una nuova frontiera per il mercato delle sostanze illecite facilmente reperibili sul Web» perché «non appena uno di questi composti sta per essere messo al bando come sostanza illegale, c' è già pronto per il mercato un prodotto sostitutivo con una composizione chimica differente».

 

Solo nel 2016, in Italia, sono state segnalate 43 nuove sostanze psicoattive, come riportato nella relazione al Parlamento 2017 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia.

Difficile per un genitore poter capire se il figlio fa uso di queste sostanze, perché gli effetti si vedono solo dopo averne fatto uso e sono transitori. I ragazzi, poi, sembrano sapere il rischio che corrono. Come dice il report, «il 31,1% degli studenti reputa pericoloso fare uso di cannabis anche solo occasionalmente, mentre il 40,4% ritiene pericoloso farne un uso regolare».

LA DROGA SINTETICA SPICE

 

Sono le studentesse, che consumano la metà delle sostanze rispetto ai ragazzi, a mostrare una maggiore consapevolezza del rischio rispetto ai coetanei, ma nonostante questo il 2,8% di loro ha usato almeno una volta una nuova sostanza psicoattiva. «Abbiamo ragazzi che ne fanno uso occasionale, spinti dalla pressione del gruppo», spiega Clerici, «ma se hanno il cervello vulnerabile possono sviluppare un disturbo mentale. Poi ci sono i pazienti che hanno già un problema e che attraverso il gruppo di amici o Internet provano le droghe, e la loro malattia peggiora».

 

Oltre a cannabis e spice, gli adolescenti consumano, con quote intorno al 3-3,6%, le Nps (New psychoactive substance - Nuove sostanze psicoattive), la cocaina, stimolanti e allucinogeni, mentre l' eroina è la sostanza meno diffusa.

 

LA DROGA SINTETICA SPICE

La spesa per il consumo di sostanze stupefacenti sul territorio nazionale, come riporta la relazione parlamentare, «è stimata in 14,2 miliardi di euro, di cui il 43% attribuibile al consumo di cocaina e più di un quarto all' utilizzo di derivati della cannabis». La liberalizzazione? «Sarebbe una tragedia», dice Clerici, «perché rendiamo più facile il consumo. Anche su prescrizione, non c' è dose terapeutica di Thc: dipende dal cervello di chi ne fa uso».

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