auto senza pilota di vislab

ABBIAMO I CERVELLI MA NON I CAPITALISTI - LA PRIMA AUTO SENZA PILOTA AL MONDO, INVENTATA A PARMA, VIENE COMPRATA DAGLI AMERICANI PER 30 MILIONI DI EURO: “SIAMO STATI SNOBBATI IN PATRIA” - FIAT E FINMECCANICA POTEVANO ARRIVARE SULL’AFFARE MA HANNO NICCHIATO

Riccardo Luna per “la Repubblica”

 

AUTO SENZA PILOTA DI VISLABAUTO SENZA PILOTA DI VISLAB

Il 20 luglio del 2010 la prima auto senza pilota del mondo partì da Parma in direzione Shanghai, dove era in corso l’Expo. Arrivò a destinazione cento giorni dopo, avendo percorso 15926 chilometri e attraversato 9 stati. In realtà quel viaggio incredibile e per certi versi leggendario è finito davvero solo ieri mattina, quando il professor Alberto Broggi, 48 anni, due figli e una vulcanica passione per l’informatica, è entrato nell’aula magna del Centro Sant’Elisabetta dell’università di Parma scortato dal rettore in un clima surreale per un ateneo italiano.

 

Non capita tutti i giorni che uno spin-off universitario venga ceduto per una cifra milionaria. E quindi la scelta della sede per la fine del viaggio del professor Broggi non è casuale: nel campus parmense tutto questo è nato e cresciuto, e qui si è svolta la conferenza stampa che annunciava formalmente la cessione della società di Broggi per 30 milioni di dollari. Il compratore è Ambarella, una società americana relativamente giovane, fondata nel 2004 a Santa Clara, in California, specializzata in compressione di immagini video, quotata a Wall Street.

AUTO SENZA PILOTA DI VISLAB AUTO SENZA PILOTA DI VISLAB

 

«Ci siamo fatti sfuggire un altro talento », hanno commentato a caldo in molti. Ma il professor Broggi non è d’accordo e sostiene che questa è una straordinaria occasione per l’Italia: «Primo, perché restiamo a Parma. Io e tutto il team continueremo a lavorare da qui. Avremo più soldi, potremo attirare più studenti, fare ricerche più efficaci e inventare dispositivi che oggi non potete neanche immaginare». Intanto già una trentina di ricercatori sono stati assunti a tempo indeterminato.

 AUTO SENZA PILOTA DI VISLAB 
AUTO SENZA PILOTA DI VISLAB

 

Alberto Broggi è il primo uomo al mondo ad avere realizzato l’auto che si guida da sola. Molto prima della Google Car di cui tanto si parla. «Quando ho iniziato il progetto, Google neanche esisteva». Nel 1994 Broggi, appena laureato al Politecnico di Torino, assieme a un paio di colleghi realizza Paprika, un elaboratore con 256 processori che installa in una Fiat Ducato. Paprika acquisiva dati dall’esterno e li trasmetteva al guidatore.

 

AUTO SENZA PILOTA DI VISLAB AUTO SENZA PILOTA DI VISLAB

Nel 1998 è la volta di Argo e una Lancia Thema senza pilota: grazie a un sistema di telecamere che riconosce le linee stradali, percorre duemila chiometri in Italia. Funziona piuttosto bene: solo nel 6 per cento del percorso il pilota è dovuto intervenire perché il software confondeva le linee delle corsie con quelle di vecchi cantieri stradali. Di Argo oggi resta un cerchione, con la lapide ironica “Riposa in pace”.

 

Con i fondi del Cnr a Parma nasce poi il Laboratorio per la Visione artificiale e i Sistemi intelligenti, il Vislab. Nel 2010 il viaggio a Shanghai fa entrare Broggi e il suo team nella storia, ma il vero test è una mattina di luglio del 2013 a Parma quando un’auto di Vislab, una Braive, attraversa la città in pieno centro in condizioni di traffico reale: 13 chilometri in 18 minuti, test superato.

 

AUTO SENZA PILOTA DI VISLAB AUTO SENZA PILOTA DI VISLAB

Ma intanto le cose si complicano. Mentre l’auto che si guida da sola diventa un progetto di Google e a seguire di tutte le più grandi case automobilistiche, il VisLab arranca: la legislazione in Italia rende difficili queste sperimentazioni e quando la spending review vieta agli enti pubblici l’acquisto di automobili, all’università di Parma si devono ingegnare e così comprano un laboratorio, cioé un’auto modificata. Insomma, Broggi capisce che se non accelera vent’anni di ricerche rischiano di finire in fumo.

 

Mentre Fiat e Finmeccanica nicchiano su eventuali partnership, il professore trova una sponda in Silicon Valley, che gli presenta una serie di potenziali acquirenti. «Partner industriali», li chiama Broggi e non ha torto come vedremo. Intanto i venture capitalist nostrani finalmente si accorgono che a Parma c’è un tesoro di brevetti e talenti, e ragionano su una cordata. Ma il tempo ormai era scaduto: «Se non avessimo venduto adesso, fra qualche mese avremmo rischiato di vederci sorpassati da qualche rivale».

AUTO SENZA PILOTA DI VISLAB AUTO SENZA PILOTA DI VISLAB

 

La scelta di Ambarella ha un significato preciso: «Noi facciamo il software, loro fanno hardware, insieme siamo perfetti, possiamo continuare a crescere, applicare questa tecnologia in ambiti che nemmeno immaginiamo ». La valutazione della società è in linea con quella fatta dai mancati investitori italiani: 30 milioni di euro, praticamente un milione per ogni ingegnere di Vislab: «Per il prezzo è stata determinante la nostra storia, l’esperienza di vent’anni, l’incredibile messe di dati che abbiamo raccolto ».

 

Con 30 milioni di euro per sé e per i suoi soci (tutti ex studenti che lo accompagnano da anni) uno potrebbe immaginare Broggi su un panfilo a godersi un po’ di riposo: «No, il meglio deve ancora venire, potremo andare finalmente alla velocità della Silicon Valley senza muoverci da Parma».

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…