paolo calissano

“PRIMA DELLA MORTE DI PAOLO CALISSANO SONO SPARITI 70MILA EURO DAL SUO CONTO” - APERTA UN’INCHIESTA DOPO LA DENUNCIA DEI FAMILIARI DELL’ATTORE UCCISO DA UNA INTOSSICAZIONE DA ANTIDEPRESSIVI - NEL MIRINO L’EX AVVOCATO E TUTORE DEL SUO PATRIMONIO CHE REPLICA: “SONO STATO LEGATO A PAOLO PER 15 ANNI, MI DIFENDERÒ DALLE ACCUSE” - L’IPOTESI DELLA CIRCONVENZIONE D’INCAPACE...

Alessandro Fulloni per corriere.it

 

roberto paolo calissano

Un patrimonio che si sarebbe progressivamente assottigliato. Una serie di prelievi sospetti di danaro dai conti correnti. E l’ipotesi della circonvenzione d’incapace. La Guardia di finanza di Genova indaga da alcune settimane sulla gestione del patrimonio di Paolo Calissano, l’attore genovese la cui carriera si concluse a Roma il 30 dicembre 2021, quando fu trovato morto nel suo appartamento alla Balduina all’età di 54 anni. Ucciso, secondo gli inquirenti capitolini, da un’intossicazione da farmaci antidepressivi.

 

L ARRESTO DI PAOLO CALISSANO

Ma proprio negli anni che hanno preceduto la morte — racconta il Secolo XIX nell’edizione odierna —, stando all’oggetto degli accertamenti degli investigatori, il patrimonio dell’attore si sarebbe progressivamente assottigliato. Per questo al centro delle verifiche vi sarebbe la gestione delle finanze dell’attore (La dottoressa Giò, General Hospital, Vivere, per citare alcune sue fiction ma anche Palermo Milano solo andata e Cucciolo tra i film interpretati durante la sua carriera) da parte dell’amministrazione di sostegno, disposta dal tribunale di Genova nel 2006. Secondo il quotidiano genovese l’ipotesi di reato su cui indagano le Fiamme Gialle, attraverso l’analisi di una serie di documenti già acquisiti, è quella di circonvenzione di incapace.

 

PAOLO CALISSANO FABIANA PALESE

A dare il via alle verifiche degli inquirenti è stata una denuncia presentata in Procura dai familiari di Calissano. Nell’esposto si parla di chi, per 13 anni, ha ricoperto il ruolo di amministratore di sostegno dell’attore, l’avvocato Matteo Minna, ora assistito dai colleghi Maurizio Mascia ed Enrico Scopesi. «Per 15 anni sono stato anche il legale di Paolo Calissano — ha detto proprio Minna, contattato dal Secolo, senza entrare nel merito delle accuse -. Se i parenti hanno mosso delle contestazioni nei miei confronti, replicherò a queste nelle sedi opportune». Quanto al legale che affianca la famiglia Calissano, Santina Ierardi, non ha rilasciato dichiarazioni.

 

Quella di Calissano è stata una carriera sempre in bilico tra talento, lampi di popolarità e fortuna e poi quella caduta in una fatto di droga, quando — il 25 settembre del 2005 — nella sua abitazione a Genova Ana Lucia Bandeira Bezerra, cittadina brasiliana di 31 anni, ballerina, stroncata da un’overdose di cocaina. Un errore regolarmente pagato patteggiando quattro anni e con un lungo periodo in comunità. Quanto alla morte, giorni fa l’inchiesta lunga e complicata della Procura di Roma si è chiusa con una richiesta di archiviazione.

 

FABIOLA PALESE PAOLO CALISSANO

Al Corriere, Roberto Calissano, fratello di Paolo, imprenditore, assistito proprio dalla penalista genovese Santina Ierardi, aveva detto di voler «liberare la memoria di Paolo dallo stigma della tossicodipendenza». Il pm che ha indagato per undici mesi sulla sua morte «aveva disposto un esame tossicologico molto approfondito. La conclusione è stata che mio fratello non è morto a causa di stupefacenti, ma per un’intossicazione da farmaci antidepressivi». Sempre al Corriere, Roberto aveva anche parlato di «indagini aperte presso altre Procure» e ora, appunto, si apprende di quella avviata a Genova. Filtra pochissimo dall’inchiesta condotta dal nucleo di polizia economico finanziaria e coordinati dal sostituto procuratore Francesco Cardona Albini.

 

fabiana palese paolo calissano

Gli accertamenti si starebbero concentrando, secondo quanto raccontato dal Secolo, sul ruolo dell’attore all’interno di un paio di società. Una di queste è la Autopark V maggio srl, finita con una liquidazione. Al vaglio una decina di bonifici partiti nel corso del 2019 da un conto intestato a Calissano. E destinati, come riportato nelle causali, a Minna, per spese e finanziamenti della Autopark. Un totale di circa 70 mila euro. «Altri ne seguiranno. Ma, a fronte di questi emolumenti — si legge nell’accurato resoconto dei cronisti genovesi Marco Fagandini e Tommaso Fregatti— nella contabilità della società risulterebbero stanziamenti molto inferiori provenienti da Calissano» sempre più legato all’amministratore di sostegno — sarebbe l’elemento contenuto nella denuncia — al punto da allontanarsi dai suoi affetti. Ma per i parenti lo scenario sarebbe unicamente questo: appunto, quello della circonvenzione d’incapace.

fabiana palese paolo calissanopaolo calissano dottoressa gio vanessa incontrada paolo calissano non dirlo al mio capo 2paolo calissano dottoressa gio

 

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