joseph kabris

"AVEVAMO DI FRONTE AI NOSTRI OCCHI LA CLAVA CON CUI AVREBBERO MESSO FINE ALLA NOSTRA MISERA ESISTENZA..."  - L'INCREDIBILE STORIA DI JOSEPH KABRIS, IL MARINAIO FRANCESE CHE VANTAVA POSSEDIMENTI SU UN'ISOLA SPERDUTA NEL PACIFICO - NATO A BORDEAUX NEL 1780 A SOLI QUINDICI ANNI SI AGGREGO' ALL'EQUIPAGGIO DEL "LONDON", UNA BALENIERA CHE FECE ROTTA VERSO IL PACIFICO PER SBARCARE A HUKU HIVA, UN'EDEN DEL CANNIBALISMO...

1 - CANNIBALI, TATUAGGI, MELVILLE NUKU HIVA, L'ISOLA DEI SEGRETI

Davide Brullo per “il Giornale”

 

joseph kabris 3

L'acme dello spettacolo accadeva quando afferrava la lancia, esplodeva in un rigoglio di urla. Un tempo lo guardavano con timore, ora, ormai, lo deridevano, per via del cappello con le piume, delle smorfie, della gonnella artefatta. Anche i tatuaggi, che lo ricoprivano dalle palpebre alle caviglie, sembravano stinti, insignificanti. Il 22 settembre del 1822, a Valenciennes, il tempo prometteva pioggia.

 

Joseph Kabris pareva il nome di un illusionista, ma sopra il piccolo palco un'insegna, dipinta senza gioia, annunciava Le Prince Sauvage, il principe selvaggio. Era diventato un freak, un mostro', come la donna cannone o i gemelli siamesi. Raccoglieva soldi per tornare nella sua isola, perduta nei recessi del Pacifico, diceva, su cui vantava possedimenti e una regalità per lignaggio indiretto.

 

Non riuscì a realizzare i suoi sogni. Quel giorno terminò lo spettacolo con poco entusiasmo: c'era più gente del solito. Si intrattenne con un giornalista e un bibliotecario, ingolositi dalla sua storia. Diceva di aver lasciato moglie e figli laggiù, alle Marchesi: Amabile sposa, tenera amica,/ Come è possibile? Mi strappano via da te!/ A cosa mi costringe la vita!

 

Non si sentiva bene, congedò i curiosi, era un po' sovrappeso: un tempo, la sua fisicità, australe, leonina, aveva stupefatto i re. Fu chiamato un medico. Joseph Kabris morì il 23 settembre, alle 5 del mattino, a 42 anni.

 

joseph kabris 2

Era nato a Bordeuax, nel 1780 si era dimenticato il giorno, il mese, Kabris, icona della vita totale e belluina, degno personaggio di un cupo romanzo di Joseph Conrad, eroe di un tempo in cui l'ignoto era dietro l'angolo di casa, a un morso da qui. Kabris si imbarca, quattordicenne, sulla Dumouriez, che assalta una nave spagnola ed è tratta in arresto da un bastimento inglese.

 

Da Portsmouth, l'8 maggio del 1795, si aggrega all'equipaggio del London, una baleniera che fa rotta verso il Pacifico. Dopo aver cacciato nella Terra del Fuoco e in Perù, la nave va alla deriva, alle Marchesi, straziata da una tempesta, venne sbattuta con violenza contro una scogliera che si trovava a pelo d'acqua, si infranse e affondò, senza darci il tempo di metterci in salvo nelle scialuppe. Mi buttai in mare e nuotai verso alcuni resti del ponte, sui quali si era già aggrappato un inglese di nome Robert. La versione dell'inglese il cui vero nome risponde a Edward Robarts è un po' diversa: pare che Kabris sia un disertore.

 

joseph kabris 5

Scoperta dall'esploratore americano Joseph Ingraham nel 1791, Nuku Hiva è una specie di Eden: la vasta baia fungeva da porto naturale per i bastimenti giunti da Occidente. Nessuno osava sfidarne le vaste foreste, bituminose di nebbie. Si mormorava che i nativi, ricoperti da tatuaggi sacri, aggressivi, praticassero il cannibalismo. Anche Kabris e l'inglese, più vecchio di lui di dieci anni, rischiano di diventare il pasto della tribù che abita Nuku Hiva: "Avevamo di fronte ai nostri occhi la clava con cui avrebbero messo fine alla nostra misera esistenza...."

 

Mossa a pietà, colpita dall'audace avvenenza di Kabris, la figlia del re implora il padre di risparmiare la vita agli stranieri. Messo alla prova, Kabris si dimostra guerriero capace; pressoché analfabeta, impara la lingua degli indigeni; naturalmente, convola a nozze con la figlia del re. La corazza tatuata sul pettorale destro testimonia il pregio del marinaio francese, ormai vice re di quest' isola, e capo delle milizie regali; il sole inciso sulle palpebre ne sancisce il rango di giudice.

 

joseph kabris 4

L'idillio di Kabris termina nella primavera del 1804: una nave russa guidata da Adam Johann von Krusenstern, ammiraglio della Marina Imperiale Russa in esplorazione nel Pacifico, fa scalo a Nuku Hiva. Kabris viene assunto come intermediario con gli indigeni, poi imbarcato con l'inganno così dice lui verso Petropavlovsk, l'Estremo Oriente russo.

 

Comincia qui l'ennesima vita di Kabris, che dopo aver attraversato la Siberia approda a Mosca e a San Pietroburgo, nel 1807, al cospetto dello zar Alessandro I. Kabris diventa l'attrazione della corte russa, viene studiato, disegnato, interrogato. Il ritratto più affascinante lo vede in posa marziale, mentre maneggia una lunga fionda, i tatuaggi riprodotti con accuratezza: Cabri français naturalisé à Noukhaïwa entra nei libri dell'epoca, ad esempio ne L'Océanie en estampes di Jules e Édouard Verreaux, edito a Parigi e a Londra nel 1832.

joseph kabris 6

 

Al pubblico, Kabris descriveva la sua vita tra i selvaggi', dove la superstizione governa ogni cosa, si ricorre alla stregoneria per uccidere il nemico, ci si impegna in guerre memorabili e spaventose, il cui esito garantisce la sovranità di una tribù. Intorno al 1817 non memorizzava mai le date cominciò l'esistenza raminga dell'uomo di spettacolo, di fiera in fiera, rivivendo la sua vita passata, scrive Christophe Granger in Joseph Kabris ou les possibilités d'une vie, studio biografico pubblicato da Flammarion.

 

Nuku Hiva, nel frattempo, era diventata terra di conquista statunitense, poi francese: l'Eden si era infranto. Vent' anni dopo la morte di Kabris, attracca nell'isola Herman Melville. Poco più che ventenne, Melville diserta dall'Acushnet insieme a un altro marinaio, Toby Greene.

 

Resterà nella foresta per un mese, è l'estate del 1842, prima di impiegarsi su una baleniera australiana, la Lucy Ann. L'uomo che riemerge dalla selva è un altro: Nuku Hiva farà da sfondo ai primi romanzi polinesiani di Melville, Typee (1846), Omoo (1847), Mardi (1849). Le edizioni Magog hanno raccolto in unico libro, specie di esotica fratellanza, la breve autobiografia di Kabris, stampata a Ginevra nel 1820, e un'antologia di passi esemplari, ritradotti, da Typee.

 

joseph kabris 7

Neppure Melville farà ritorno a Nuku Hiva. Dimenticato da tutti, restava ancorato a quelle isole. Così testimonia la nipote, Eleanor Melville Metcalf: Nell'angolo c'era una grande poltrona dove lui si sedeva sempre quando lasciava i recessi del suo oscuro mondo privato. Gli salivo sulle ginocchia, mi raccontava delle storie fantastiche di cannibali e isole tropicali. Sarebbe morto poco dopo, soltanto un giornale ne ha riportato il necrologio, eppure quarant' anni fa la comparsa di un suo libro era un evento letterario, appunta un giornalista del New York Times, il 2 ottobre del 1891.

Ognuno ha il proprio segreto, la propria vita gemella, incompiuta, sognata a stento: quella di Melville è sepolta a Nuku Hiva.

 

 

 

 

 

2 - «ARRIVÒ IL CUOCO CHE CI DOVEVA CUCINARE...»

Da “il Giornale” - Il testo è tratto da: Joseph Kabris-Herman Melville, Nuku Hiva, Magog, 2022; la traduzione è di Luca Orlandini.

 

joseph kabris

Il clamore del nostro arrivo attirò quasi subito l'intera popolazione di queste terre. I più curiosi furono gli uomini, che continuavano a pizzicarci la pelle, per stimare l'adeguatezza del nostro peso e capire se potessimo essere di loro gusto.

Da lì a poco si presentò il loro cuoco, che, dopo altre vessazioni, ci fece trasferire a Nuku Hiva, dove risiedeva il Re, per essere messi a sua disposizione.

 

Arrivati al Palazzo di questo sovrano, che era edificato su un telaio di legno di bambù, canne secche e foglie di banano che lo ricoprivano, vi soggiornammo per quattro giorni. Allora venne deciso che saremmo stati sacrificati alla montagna delle Palissades. Il quinto giorno fummo condotti lì, preceduti da una folla di nukuhivani che danzavano di fronte a noi, in segno di giubilo. Giunti sul luogo, fummo legati con trecce di corteccia d'albero.

 

Attendavamo che giungesse il sovrano. E infine arrivò, accompagnato dal figlio e dalla figlia, per la prima volta testimone di un simile supplizio. Questa si mostrò sensibile alle nostre suppliche, e prese a cuore il nostro terribile destino. Così volle intercedere per noi presso il padre. Fummo ricondotti al Palazzo di Nuku Hiva, con gran rammarico della folla che ci circondava, la quale vide disilluso il proposito di farci servire a un atroce banchetto.

 

Due mesi dopo il nostro naufragio, Robert, l'inglese, il mio compagno di sventura, sposò una nativa del luogo; io stesso, più felice, mi sposai due mesi dopo. Mi guadagnai, senza riserve, la benevolenza di Walmaiki, la figlia del Re. Lei stessa mi confessò candidamente la passione che nutriva per me, e ne parlò al padre. Qualche tempo dopo ebbi la fortuna di diventare suo consorte.

joseph kabris 1

 

La cerimonia del nostro matrimonio si tenne in alta montagna. Walmaiki fu adornata da una piccola corona composta dalle più preziose conchiglie dell'Isola, da un braccialetto prodotto dal pelame della corteccia di cocco e una veste creata con la corteccia d'albero, su cui avevano fissato, con la gommaresina, delle scaglie di pesce dorate.

Il sacerdote del Sole ci seguiva, e la processione si concluse con i capi tribù e la guardia reale. La guardia reale era composta da cinquecento uomini armati di clave rivestite da denti di squalo e ossa di pesci.

Ultimi Dagoreport

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...