CON PRIORITÀ COSÌ, IL NOSTRO PAESE È A CAVALLO – APPRODANO ALLA CAMERA TRE PROPOSTE DI LEGGE PER CONSIDERARE I CAVALLI ANIMALI D’AFFEZIONE, AL PARI DI CANI E GATTI: CON QUESTO STATUS, NON POTREBBERO ESSERE PIÙ MANGIATI, NON POTREBBERO ESSERE COSTRETTI A ESIBIRSI IN SPETTACOLI CHE NON RISPETTINO LA LORO DIGNITÀ E A PARTECIPARE A MANIFESTAZIONI STORICHE, PALIO DI SIENA INCLUSO – UNA PROPOSTA IRREALISTICA: I SENESI NON RINUNCERANNO MAI AL PALIO E IN ALCUNE REGIONI LA CARNE È USATA PER PIATTI TRADIZIONALI. MA MICHELA BRAMBILLA, CHE HA PRESENTATO UNA DELLE TRE LEGGI, REPLICA: “SUPERARE QUESTE TRADIZIONI MINORITARIE...”
Estratto dell’articolo di Alessandro Sala per il "Corriere della Sera"
I cavalli e gli equidi in genere — asino, mulo, bardotto, ibridi di cavallo e zebra o di asino e zebra — vanno considerati «animali d’affezione», al pari di cani o di gatti. E per questo servono norme che li tutelino in quanto «esseri senzienti», in base al Trattato di Lisbona, e «compagni di vita».
Va da sé che con uno status di questo genere non possano essere considerati cibo. Non solo: non devono essere maltrattati, sfruttati oltre ogni limite per attività ludiche o competizioni, costretti a esibirsi in spettacoli che non rispettino la loro dignità. E non dovrebbero neppure essere utilizzati per manifestazioni storiche o folcloristiche non consone, Palio di Siena incluso.
CATANIA - CORSA CLANDESTINA DI CAVALLI
Per ora sul tavolo della commissione Agricoltura della Camera ci sono tre proposte di legge — la prima presentata a inizio legislatura da Michela Vittoria Brambilla di Noi Moderati, che sarà il testo base della discussione, le altre due più recenti che portano la prima firma di Luana Zanella di Avs e di Stefania Cherchi del M5S —, ma il fatto che siano entrate nel programma dei lavori di Montecitorio è già un segnale.
Che arriva a quasi 13 anni dal primo tentativo, promosso nel 2013 dalla stessa Brambilla [...]
La richiesta principale riguarda il divieto su tutto il territorio nazionale di macellazione degli equini [...] divieto della vendita e del consumo delle loro carni. Una proposta che non sarà accolta bene in alcune regioni, dove le pietanze a base di cavallo sono considerate parte della cucina tradizionale. «I tempi sono però maturi per superare queste tradizioni minoritarie» sottolinea Brambilla [...].
[...] secondo un rapporto Ipsos-Animal Equality pubblicato lo scorso anno solo il 17% della popolazione che consuma carne (quindi già al netto di vegani e vegetariani) dice di mangiare carne di cavallo almeno una volta al mese.
Gli attuali allevamenti verrebbero accompagnati, anche con contributi pubblici, verso una riconversione che preveda solo futuri impieghi di cavalli e simili compatibili con lo status di animali d’affezione.
Resterebbe la possibilità di utilizzarli nell’ippica — con il divieto di somministrare loro sostanze dopanti o di farli correre prima dei 4 anni e al di fuori degli ippodromi — ma anche per attività come la pet therapy. Non potranno essere utilizzati per sperimentazione animale o clonazione. E non sarà più possibile vedere in circolazione nelle città carrozze e botticelle trainate da animali.[...]
Un articolo a parte riguarda i cavalli selvaggi o rinselvatichiti che verrebbero tutelati quale patrimonio naturalistico dello Stato e per la promozione di turismo ambientale [...]
Gli equini di proprietà delle Forze armate e di altri enti pubblici non saranno più venduti all’asta a fine servizio ma dovranno essere ospitati in centri di recupero in cui possano godersi la meritata «pensione» o affidati a privati e associazioni che se ne occupino.
cavallo al trotto 2
cavallo
michela vittoria brambilla
cavallo al trotto 1
michela vittoria brambilla
cavallo al trotto 3
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