igor vaclavic

E SE IGOR VACLAVIC AVESSE UCCISO ANCHE IN SPAGNA? - LA PROCURA DI GIRONA IPOTIZZA CHE DIETRO L’OMICIDIO DI UNA GIOVANE COPPIA IN CATALOGNA, PAULA MAS E MARC HERNANDEZ, CI SIA LO ZAMPONE DEL KILLER DI BUDRIO - L'UNICA COSA CERTA E’ LA SUA LUNGA LATITANZA A VALENCIA

IGOR VACLAVIC

Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”

 

Erano «tal para qual», fatti l'uno per l'altra. I loro amici di Cabrils li chiamavano Piua y Putu, che non vuol dire niente, era solo un gioco, una assonanza fonetica per sottolineare quanto i due giovani fidanzati fossero uniti. All'alba del 24 agosto di quest' anno Paula Mas e Marc Hernandez caricano i bagagli e un kayak sulla Opel Zafira del padre di lei.

Il viaggio si annuncia lungo.

 

La destinazione finale è la palude di Susqueda, una riserva naturale di acquitrini e stagni che si estende per cinquecento ettari intorno al corso del Rio Ter. Alle nove del mattino i due ragazzi, avevano 21 e 23 anni, vengono ripresi dalla telecamere di un Bancomat in un paesino ai bordi dell' oasi.

IGOR VACLAVIC

 

Quel fermo immagine è anche l'ultimo segno della loro esistenza. I corpi di Paula e Marc riemergono lo scorso 26 settembre dal fondo della palude. Il ragazzo ha una pallottola nel cuore. Paula ha la mano destra trapassata, come se avesse cercato di proteggersi. A ucciderla è stato un colpo di pistola alla testa. Entrambi i corpi sono stati legati con delle funi alle quali erano appese delle pietre.

 

Dal quotidiano online El Espanol dello scorso 2 ottobre: «I due giovani sono stati ritrovati in una zona poco raccomandabile, perché di difficile accesso, dove ci sono molte case abbandonate, spesso occupate da persone in fuga dalla giustizia che cercano un rifugio sicuro. Forse hanno pagato con la vita l'incontro casuale con una persona cattiva e pericolosa». C'è tutto e non c'è nulla. C' è la palude, come lo scorso aprile nell' oasi ecologica di Portomaggiore, ci sono le case abbandonate e soprattutto ci sarebbe Norbert Feher, che senza alcun dubbio è una persona cattiva e pericolosa. L'assassino non ha ancora un nome.

IGOR VACLAVIC

 

Non c'è neppure una pista privilegiata. La procura di Girona, che procede sul duplice omicidio nella palude, ha chiesto formalmente al giudice di Alcaniz che domenica mattina ha interrogato l'ex militare serbo di poterlo sentire sul caso. Come possibili motivi di interesse ha citato «da notizia di stampa» l'eventuale compatibilità del calibro della pistola che ha ucciso i fidanzati di Cabrils con quella usata per uccidere la guardia ecologica Valerio Verri.

igor vaclavic 8

 

La Guardi Civil si mostra scettica, la magistratura di Girona sembra crederci, non solo per una evidente similitudine tra la palude di Susqueda e l'habitat italiano dove si nascondeva Feher. L'unica cosa certa della sua lunga latitanza è Valencia. L'uomo accusato di aver ucciso almeno cinque persone tra Italia e Spagna ha raccontato di aver trascorso gran parte dei suoi ultimi tre mesi nei dintorni della terza città di Spagna, dove, parole sue, «ha trafficato» per un po' di tempo, prima di trasferirsi alla fine di novembre sull'altipiano di Aragona.

 

igor vaclavic 6

Al giudice ha detto che due delle quattro pistole che aveva con sé vengono dall'Italia. Con buona probabilità sono quelle rubate lo scorso 30 marzo a una guardia giurata di Consandolo e all'agente provinciale Marco Ravaglia, ferito nell'agguato dell'8 aprile dove è morto Verri. Tra gli oggetti ritrovati sul pick-up guidato da Feher c'erano anche le manette, le cinture con munizioni e i giubbotti d'ordinanza dei due agenti appena uccisi.

igor vaclavic 5

 

La Guardia Civil ipotizza che li potesse usare per camuffarsi. Ma forse quei furti sono soltanto un effetto collaterale dello stato di ebbrezza dell' assassino serbo. I carabinieri italiani venuti fin qui torneranno oggi in Italia. Hanno depositato le richieste di poter accedere ai dati del cellulare e del tablet di Feher. Ma ci vorrà del tempo. Comanda il giudice istruttore, che tiene tutto sotto chiave, compreso il verbale dell' interrogatorio di domenica. E l'Italia non sembra essere una sua priorità.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)