gilet gialli

LA PROTESTA INFINITA DEI GILET GIALLI: C'È LA DECIMA VITTIMA – MANIFESTAZIONE A SORPRESA A PARIGI, NEL QUARTIERE DI MONTMARTRE. QUATTRO LE PERSONE IN STATO DI FERMO, TRA CUI IL PORTAVOCE ERIC DROUET - DISORDINI ANCHE ALLA FRONTIERA TRA FRANCIA E ITALIA E A QUELLA TRA FRANCIA E SPAGNA – IL FANTOCCIO DECAPITATO DI MACRON…

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Andrea Federica de Cesco per corriere.it

 

 

Circa 800 persone hanno manifestato a Parigi sabato 22 dicembre per il sesto atto consecutivo della protesta dei «gilet gialli», mentre il presidente francese, Emmanuel Macron, si trovava in visita in Ciad. Un automobilista è rimasto vittima di un incidente stradale. La protesta è partita da Montmartre, con un raduno a sorpresa, e si è estesa poi in diverse direzioni della capitale, dal Louvre all'Opera passando per i Grandi magazzini. Molti negozi e la Reggia di Versailles - a una trentina di chilometri da Parigi, dove il portavoce dei gilet gialli Eric Drouet aveva dato appuntamento ai manifestanti - sono rimasti chiusi per il timore di subire danni.

 

Alcuni gilet gialli hanno bloccato la frontiera tra Francia e Italia e quella tra Francia e Spagna. Nel primo pomeriggio Eric Drouet è stato fermato a Parigi per avere appunto organizzato su Facebook la manifestazione di Versailles e aver poi deviato i partecipanti verso Montmartre. Drouet è accusato di organizzazione di manifestazione non autorizzata, possesso di armi e partecipazione a raduno mirante a violenze e danneggiamenti.

 

La decima vittima delle proteste

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Secondo quanto riferito dal procuratore della città, l'automobilista ha perso la vita in un incidente stradale a Perpignan, nel dipartimento dei Pirenei Orientali, nel sud della Francia, all'altezza di una barricata organizzata dai gilet gialli nella notte. L'automobilista 36enne, riporta BfmTv, viaggiava con la sua auto sulla D900 verso la A9 e ha tamponato un camion fermo a un blocco dei manifestanti. È la decima vittima da quando sono iniziate le proteste del movimento dei gilet gialli.

La manifestazione a sorpresa a Montmartre

Tra i 600 e gli 800 manifestanti con i gilet gialli sono comparsi a sorpresa a Parigi nel quartiere di Montmartre, con un appello all'ultimo minuto di Eric Drouet. A Versailles, dove lo stesso Drouet aveva dato appuntamento su internet, non ci sarebbe invece alcun manifestante, tanto che le strade sono state riaperte. Secondo molti manifestanti la chiamata a radunarsi a Versailles era una falsa pista per sviare polizia e giornalisti. Dopo la «sorpresa» a Montmartre, i gilet gialli nella capitale hanno dato vita a diversi cortei in direzione di Republique, del Louvre e dell'Opera. Nei pressi dell'Hotel de Ville gli agenti hanno lanciato gas lacrimogeni e i manifestanti hanno dato fuoco ad alcuni cassonetti. Trenta persone sono state identificate e tre poste in stato di fermo.

Il fantoccio decapitato di Macron

Sulla spianata del Sacré-Coeur alcune decine di gilet gialli hanno intonato la Quenelle, il brano del comico antisemita Dieudonné accompagnato dall'omonimo gesto ispirato al saluto nazista. Un fantoccio con l'effige del presidente francese Emmanuel Macron è stato decapitato nel corso di una dimostrazione di gilet gialli ad Angouleme nel sud-ovest della Francia, venerdì sera: stigmatizzando la «macabra messa in scena», la prefettura di Charente ha denunciato l'accaduto alla magistratura di Angouleme.

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23.800 manifestanti

Polizia e blindati sono in allerta a Parigi ma anche a Lione, Tolosa, Orleans e in Bretagna. In totale, sono 23.800 i francesi che hanno deciso di riversarsi in diverse piazze in tutto il Paese, quasi 10.000 in meno rispetto ai 33.500 della scorsa settimana. Lo riferisce il ministero dell'Interno francese. Tra i cinquanta e cento gilet gialli sono scesi inoltre per le strade di Namur, capitale della Vallonia, in Belgio.

 disordini al confine Francia-Italia

Decine di gilet gialli hanno inoltre bloccato la frontiera tra Francia e Italia sulla A8. I dimostranti sono partiti in mattinata dallo stadio Allianz Riviera di Nizza, e poi da Nice-Saint Isidore, e si sono recati alla frontiera a Mentone. Lo riferisce il giornale Nice Matin, spiegando che nella direzione Francia-Italia sono gli agenti italiani che bloccano e filtrano gli ingressi, mentre nella direzione Italia-Francia sono i gilet gialli a occuparsi della circolazione. Poco dopo le 15 si è chiusa la manifestazione di circa 150 gilet gialli francesi che, come già avvenuto l'8 dicembre scorso, hanno invaso il piazzale della barriera autostradale dell'A10 a Ventimiglia. Il traffico ha subito numerosi rallentamenti dalle 11.30 circa, quando i manifestanti hanno bloccato l'accesso ai caselli e rallentato i veicoli in entrata e in uscita dall'Italia. Nel corso della manifestazione sono stati lanciati fumogeni e fermati i mezzi pesanti per poter consegnare volantini. Disagi si sono avuti anche al valico di Ponte San Ludovico, sull'Aurelia a mare, con il traffico che già in frazione Latte, a Ventimiglia, è stato deviato alla frontiera di Ponte San Luigi. Prima di lasciare il presidio, come ormai da tradizione, i gilet gialli hanno cucinato il pranzo, davanti a un nutrito servizio d'ordine di polizia, carabinieri e finanza.

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E quelli al confine Francia-Spagna

Infine, centinaia di gilet gialli radunati a Boulou - vicino al confine spagnolo - hanno bloccato il traffico alla frontiera con la Spagna e sono stati dopo un po' sgomberati dalla polizia. Lo ha reso noto la prefettura dei Pirenei Orientali. Al presidio, nel corso della mattinata, si erano uniti decine di attivisti catalani separatisti, alcuni con indosso gilet gialli e con la bandiera dell'indipendentismo, gli stessi che venerdì venerdì 21 dicembre avevano bloccato alcune strade tra i Pirenei Orientali e la Catalogna. I manifestanti sono stati cacciati fuori dall'autostrada con gas lacrimogeni e allineati su un ponte. «L'autostrada viene pulita per consentire la normale ripresa del traffico», ha riferito la prefettura. I gilet gialli avevano bloccato di buon mattino una rampa sull'autostrada a Boulou, poi si erano diretti verso l'ultimo casello prima della Spagna. «È stato molto difficile arrivare qui, ma ci siamo riusciti», ha detto Marcel, enologo di 49 anni. Secondo lui, i gilet gialli lasciavano passare le macchine ma bloccavano i camion pesanti, «simboli delle importazioni spagnole in Francia a prezzi svenduti per molti anni».

 

Il disegno di legge pro gilet gialli

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Il Senato francese ha adottato le misure di emergenza economica e sociale in risposta alla crisi dei gilet gialli. Il disegno di legge, votato per alzata di mano venerdì 21 dicembre, riflette alcuni degli annunci fatti dal presidente Emmanuel Macron il 10 dicembre: esenzione fiscale degli straordinari, prolungata esenzione dall'aumento dellla contribuzione sociale generalizzata per i pensionati e possibilità per le società di pagare un premio eccezionale di 1.000 euro (esente da ogni contributo sociale e dall'imposta sul reddito) ai loro impiegati pagati fino a 3.600 euro. Non ci sarà alcun rinvio a priori al Consiglio costituzionale e il testo dovrebbe essere promulgato rapidamente, per l'attuazione all'inizio del 2019. Il ministro laburista Muriel Pénicaud ha elogiato lo «spirito di responsabilità» dei senatori, così come la loro «volontà di partecipare al rapido ripristino di un clima di pacificazione» nel Paese.

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