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PURO STALIN – NELL’ULTIMA BIOGRAFIA SUL DITTATORE SOVIETICO, CONSIDERATA “DEFINITIVA”, EMERGE UN UOMO DALLE ORIGINI FAMILIARI MISTERIOSE, BRAVO A TESSERE ALLEANZE E A CONSERVARE IL POTERE GRAZIE AL TERRORE – IL COMUNISMO SOVIETICO NE ESCE A PEZZI

Alessandro Gnocchi per “il Giornale”

 

joseph stalinjoseph stalin

I l comunismo non è una nobile idea realizzata male. È sempre stata una tragica pazzia. L' economia pianificata non conduce a una società di eguali ma alla miseria generale, fatta eccezione per le élite di burocrati e funzionari di partito. La violenza non è una degenerazione del sistema ma il suo metodo essenziale.


Dal Libro nero del comunismo agli studi di Robert Conquest, Victor Zaslavsky e molti altri, più o meno conosciuti, più o meno di successo, non mancano i saggi che smontano il mito del socialismo. A questi si aggiunge ora Stalin. Biografia di un dittatore (Mondadori, pagg. 480, euro 28) di Oleg V. Chlevnjuk, la biografia considerata «definitiva» del dittatore sovietico.

STALIN BIOGRAFIASTALIN BIOGRAFIA

 

In realtà lo storico russo mette in fila una sterminata mole di documenti, in gran parte inediti o poco conosciuti, che è la pietra tombale sulle riletture nostalgiche e sui derivati contemporanei del comunismo. La vita di Stalin diventa l' occasione per raccontare l' ascesa dell' intero movimento bolscevico. L' autore non perde mai di vista Ioseb Dzugasvili (questo il vero nome del dittatore) ma ne inserisce la vita all' interno di un quadro molto vasto.
 

STALIN GIOVANESTALIN GIOVANE

Stalin nasce a Gori, in Georgia, il 6 dicembre 1878, un anno prima rispetto a quanto indicato dalle biografie ufficiali. Secondo le leggende (autorizzate) era, di volta in volta, figlio di un ricco mercante, di un potente industriale, di un principe e perfino dell' imperatore Alessandro III. Più prosaicamente, Stalin era figlio di una donna giunta in città dopo l' abolizione della servitù della gleba e di un calzolaio incline ad alzare il gomito. Secondo le leggende (autorizzate) ebbe un' infanzia difficile, segnata dai maltrattamenti. Invece fu relativamente serena, nonostante l' abbandono del padre rovinato dall' alcolismo.

stalin con nadezhda alliluyevastalin con nadezhda alliluyeva


Il seminarista Stalin, studente modello traviato dalle letture «proibite», si avvicina presto al socialismo rivoluzionario. Secondo le leggende (autorizzate) Stalin viene espulso da scuola. Più probabilmente, la abbandona in accordo con l' istituzione, in effetti scontenta dell' insubordinazione del ragazzo. Cresciuto all' ombra di Lenin, che non lo avrebbe voluto come erede, Stalin si dimostra un abile organizzatore del partito ma rimedia magre figure nel corso della guerra civile.

 

stalin con la seconda moglienadezhda alliluyeva stalin con la seconda moglienadezhda alliluyeva

La sua abilità è manipolare e chiudere all' angolo gli avversari politici, in particolare l' opposizione interna. Conservatore alla bisogna, estremista di natura, il compagno è dotato dell' innata capacità di tessere e disfare alleanze all' interno del gruppo dirigente.
Presto assume una posizione di rilievo. Stalin bada al sodo: capisce che il potere di fare le nomine all' interno della burocrazia e il controllo della polizia segreta sono il suo lasciapassare per la dittatura.

STALIN CRIMINISTALIN CRIMINI

 

Presto aggiunge un terzo tassello: il terrore. La vittoria, per essere completa, implica la cancellazione del rivale sconfitto. Si spiegano così le terribili «purghe» alle quali, specie negli anni Trenta, sottopone anche i suoi collaboratori più stretti. I «prescelti» di Stalin convivevano con la paura di cadere in disgrazia senza preavviso, per motivi futili. Il dittatore poteva scegliere di umiliare chi aveva alzato la cresta senza neppure accorgersene.

STALINSTALIN

 

Tipico il caso di Molotov, al quale, nel corso di una riunione, fu imposto di divorziare dalla moglie perché ebrea e dunque «cosmopolita». Molotov fu costretto a votare contro se stesso. Tra il 1929 e il 1953, Stalin diventa progressivamente il padrone assoluto dell' Unione Sovietica.


Chlevnjuk ricostruisce nel dettaglio le macchinazioni di Stalin nel Politburo, il suo opportunismo nell' allearsi con Hitler, i colossali errori come capo militare, la continua invenzione di nemici interni per giustificare la repressione di ogni potenziale oppositore, la creazione di un clima di guerra costante al fine di giustificare drastiche misure economiche, le pesanti responsabilità nelle carestie che hanno falcidiato a più riprese le infinite campagne sovietiche.

 

stalin ed ezovstalin ed ezov

Lo fa con numeri e carte alla mano (al piede di queste pagine pubblichiamo una parte minima ma significativa di questi dati). Una cosa è chiara: ogni crimine fu commesso in piena consapevolezza. Stalin non era affatto un folle, come talvolta è stato presentato, e neppure disinformato sulle conseguenze dei suoi ordini. Era un bolscevico di impeccabile coerenza. Era convinto che il socialismo fosse il futuro dell' umanità perché avrebbe portato la prosperità universale.

churchill roosevelt stalin churchill roosevelt stalin

 

Gli orpelli del capitalismo, come la moneta, presto si sarebbe rivelati inutili. Bisognava però marciare compatti, eliminando, in ogni senso, ogni residuo del passato. Per questo, Stalin fissò obiettivi economici assurdi e controproducenti. Nessuno guardava agli indicatori fondamentali. Anzi: furono soppressi. La collettivizzazione forzata dell' agricoltura portò al crollo della produzione (oltre a costare la vita a milioni di contadini).

 

L' efficienza dell' industria di Stato fu inferiore alle pretese e alle invenzioni della propaganda. Le opere pubbliche si rivelarono un pozzo senza fondo tra debiti e ritardi. L' Urss resisteva grazie a quel poco che i braccianti producevano per se stessi, ottenendo comunque eccedenze da vendersi sul mercato, e al lavoro forzato dei prigionieri nei campi di concentramento (l' Arcipelago GULag di Solzenicyn). L' abbondanza di risorse naturali dava una grossa mano.

 

STALIN 1STALIN 1

Gli eredi del dittatore conoscevano la realtà ma non osarono mai opporsi. Di fatto, dopo la morte di Stalin, introdussero timide liberalizzazioni, che consentirono all' Urss di tirare avanti fino agli anni Ottanta. C' è spazio anche per qualche incursione nello Stalin privato. Collezionista di dischi, ne aveva 2700 nella sua dacia vicina a Mosca. La sua voracità come lettore («almeno 4-500 pagine al giorno», diceva) non sembra confermata dalle dimensioni della sua biblioteca modesta e centrata soprattutto su Lenin e sulla dottrina marxista.

 

JOSIF STALIN CON LA FIGLIA SVETLANAJOSIF STALIN CON LA FIGLIA SVETLANA

Ma c' è da aggiungere che Stalin annotava per ore le tonnellate di rapporti che accumulava sulla scrivania anche nei periodi di vacanza. La famiglia non era una priorità. Riuscì a «purgare» anche quella, facendo sparire i parenti più insistenti. Tra i figli, l' unico a godere di qualche protezione fu Vasilij ma il comportamento disonorevole nel corso della Seconda guerra mondiale convinse Stalin ad abbandonarlo a un destino di alcolista.

BUSTO DI STALINBUSTO DI STALIN

 

Sempre soggetto ad attacchi d' ira imprevedibili, Stalin aveva servitori e vassalli ma non amici. Il 1° marzo 1953 ebbe un grave malore. Per ore nessuno osò intervenire nonostante il dittatore, contrariamente alle sue abitudini, non uscisse dalla stanza da letto. Quattro giorni dopo, Stalin morì. Ma la tragedia non era ancora finita. Anche l' uscita di scena, con i pubblici funerali, fu segnata dal sangue: nella ressa morirono 109 persone.

CHURCHILL E STALIN CHURCHILL E STALIN stalin and churchill stalin and churchill

 

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