DITE AI PACIFINTI, AI PUTINIANI D’ACCATTO, A CHI RIPETE A PAPPAGALLO CHE NON BISOGNA RIARMARSI CHE PUTIN SCHIERA IN BIELORUSSIA, PUNTATI CONTRO L’EUROPA, I SUOI MISSILI “ORESHNIK”: SI TRATTA DI ARMI CAPACI DI TRASPORTARE TESTATE NUCLEARI E I LORO MODELLI INTERMEDI HANNO UNA GITTATA CHE RAGGIUNGE I 5 MILA CHILOMETRI - SONO IN GRADO DI COLPIRE QUALSIASI LUOGO DELL’EUROPA (ANCHE L’ITALIA) E DAL TERRITORIO RUSSO ANCHE LA COSTA OCCIDENTALE AMERICANA. PUTIN NEL PASSATO SOSTENNE, CON UN CERTO ORGOGLIO, CHE QUEST’ARMA VOLA A UNA VELOCITÀ 10 VOLTE SUPERIORE A QUELLA DEL SUONO E DUNQUE È IMPOSSIBILE DA COLPIRE…
1 - MOSCA SFIDA L’EUROPA: I SUPERMISSILI ORESHNIK SCHIERATI IN BIELORUSSIA
Estratto dell’articolo di Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”
Si fa ancora più esplicita e muscolare la minaccia russa contro l’Europa. Come già programmato da tempo, Mosca ieri ha annunciato l’entrata in servizio attivo dei suoi missili balistici Oreshnik nelle basi della Bielorussia. Si tratta di armi capaci di trasportare testate nucleari e i loro modelli intermedi hanno una gittata che raggiunge i 5.000 chilometri.
La mossa s’inquadra nella politica di sfida aperta alla Ue voluta da Vladimir Putin: iniziata in toni minori al momento dell’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio 2022, è poi diventata sempre più aggressiva con l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. La Bielorussia confina con Polonia, Lituania e Lettonia, tre Paesi Nato che più degli altri partner europei stanno rafforzando eserciti e difese lungo il confine orientale.
missile balistico ipersonico russo oreshnik
Gli esperti di affari bellici sottolineano che a questo punto i missili russi sono in grado di colpire qualsiasi luogo dell’Europa e dal territorio russo anche la costa occidentale americana. Putin nel passato aveva spiegato con palese orgoglio che quest’arma vola a una velocità 10 volte superiore a quella del suono e dunque è impossibile da colpire. […]
La mossa russa torna a sottolineare quanto la distensione resti un sogno lontano. A tre giorni dal summit di domenica tra Trump e Zelensky a Mar-a-Lago, lo spettro della guerra domina gli scenari europei. Gli ucraini hanno ordinato l’evacuazione di 14 villaggi nella zona di Chernihiv e intanto i droni russi hanno preso di mira due navi civili nel Mar Nero. […]
2 - VELOCITÀ IPERSONICA, GITTATA E PIÙ TESTATE ATOMICHE: PUÒ COLPIRE FINO A 5.000 KM
Estratto dell’articolo di Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”
«Oreshnik» significa noce, nocciolina, dicono i russi in modo affettuoso, che però di gentile ha ben poco, visto che è il nome in codice del nuovo missile balistico ipersonico che Vladimir Putin sta piazzando in Bielorussia. Un’arma potenzialmente molto pericolosa, in grado di lanciare più testate atomiche contemporaneamente a oltre 5.000 chilometri di distanza, le quali si aprono a ombrello nell’ultima fase prima della caduta sull’obiettivo.
il missile balistico russo Oreshnik - la repubblica
Il dittatore russo ne parlò pubblicamente al mondo la prima volta il 21 novembre 2024. Le sue unità specializzate lo avevano sparato su un quartiere industriale della città di Dnipro, apparentemente provocando danni non troppo gravi. Gli esperti occidentali affermarono che il modello andava ancora affinato e non sembrava poi così diverso da altri missili russi utilizzati contro l’Ucraina come l’Iskander, i Kh-101 o il missile balistico intercontinentale Rs-26 Rubezh.
Ma le qualità dell’Oreshnik lo distinguevano per la velocità, oltre 10.000 chilometri orari (forse 12.000), cosa che lo rende molto difficile da intercettare. Gli ucraini ammisero di non possedere antimissili in grado di colpirlo. Allora Putin parlò in termini entusiastici: «Un missile ipersonico che nessuno può abbattere».
RUSSIA - IL MISSILE BALISTICO ORESHNIK
Va sottolineato il significato politico e militare degli Oreshnik schierati adesso in Bielorussia: come già in passato, la Russia utilizza il territorio del Paese vicino come una grande base e trampolino di lancio per le sue armi verso l’Europa e il fronte Nato. Questa logica dominava al tempo della Guerra fredda, quando Minsk era saldamente nel Patto di Varsavia e sul suo territorio erano piazzati i missili sovietici SS-4, SS-20 e SS-25 a testata nucleare. E ciò valeva anche per l’Ucraina, dove Mosca teneva quasi 2.000 atomiche.
Con l’implosione dell’Unione Sovietica nel 1990-91, l’Ucraina è diventata indipendente e nel 1994 ha reso le atomiche a Mosca grazie al patto di Budapest. Impegno che dal 2014 Kiev accusa Putin di avere violato, dato che contemplava l’impegno russo (oltre che cinese, americano ed europeo) a garantire i confini della nuova Ucraina indipendente. La Bielorussia è invece restata nell’orbita di Mosca avviando un processo di integrazione con l’esercito russo.
Ma nel 2020-21 questo rapporto di collaborazione impari è sfociato in una vera e propria sudditanza quando Putin è intervenuto militarmente a proteggere il regime di Lukashenko dalle masse popolari che volevano rovesciarlo. Da allora la Bielorussia è diventata la sentinella più attiva degli interessi russi […]


