vladimir putin bergoglio papa francesco volodymyr zelensky

SE TUTTE LE PROPOSTE DI PACE E CESSATE AL FUOCO IN UCRAINA FALLISCONO, VUOL DIRE CHE NESSUNO VUOLE FERMARE IL CONFLITTO - INFATTI QUANDO GLI AMERICANI PARLANO DI “PACE GIUSTA” INTENDONO CHE PRIMA KIEV DOVRA’ BATTERE LA RUSSIA SUL CAMPO - SOLO CHE QUESTA OPZIONE PUO’ GENERARE UN LUNGO STALLO - FINORA I TENTATIVI INTRAPRESI, DA ERDOGAN A MACRON FINO XI JINPING, SONO FINITI NEL VUOTO - RESTA IN PIEDI SOLO IL TENTATIVO DI DIALOGO INTRAPRESO DAL VATICANO…

1 - WASHINGTON SPINGE PER LA "PACE GIUSTA" MA PRIMA KIEV DOVRÀ IMPORSI SUL TERRENO

jens stoltenberg volodymyr zelensky

Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “la Stampa”

 

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg la prossima settimana sarà a Washington. Lunedì vedrà il presidente Biden alla Casa Bianca e in agenda ci sono diversi temi. Su tutti la preparazione del summit di Vilnius dell'11-12 luglio e il rafforzamento della struttura di deterrenza e difesa dell'Alleanza messa in campo nel summit in Galles del 2014. E […] i leader discuteranno di «sostegno all'Ucraina». […]

 

PUTIN BERGOGLIO

Fra il segretario uscente e Washington la sintonia è fine: l'ambasciatore Usa alla Nato, Julianne Smith, e Stoltenberg ieri hanno parlato delle garanzie di sicurezza da dare a Kiev una volta terminato il conflitto. […] negli ambienti diplomatici americani e gli esperti del Pentagono sono al lavoro per studiare l'architettura attorno alla quale mantenere stabilità e sicurezza per Kiev. C'è anche l'ipotesi di rafforzare il dispositivo militare Nato lungo i confini rafforzando la deterrenza.

 

IL RISIKO DI BERGOGLIO CON ZELENSKY - MEME BY EMILIANO CARLI

È uno scenario che resta a livello di studio poiché Washington ritiene che prima l'Ucraina dovrà imporsi contro la Russia e solo da posizione di forza sedersi a un tavolo negoziale. Blinken la settimana scorsa a Helsinki lo ha ribadito chiaramente sottolineando per l'ennesima volta il concetto di pace «giusta e duratura» come una linea guida per ogni discussione futura. Si guarda con attenzione alle varie proposte di pace, di mediazione e di cessate al fuoco, ma la linea resta quella tratteggiata dal segretario di Stato.

BERGOGLIO PUTIN PADRE GEORG

 

È in quest'ottica che bisogna collocare anche la valutazione americana della missione del cardinale Zuppi. […] Ma […] la Russia resta refrattaria a ogni opzione e quindi vanifica qualsiasi chance negoziale. […] L'esplosione della diga ha […] modificato anche tempi e modalità della controffensiva di Kiev. […] Gli Usa sono prudenti sull'esito. […] Sulle responsabilità della distruzione della diga, gli Usa si muovono con prudenza non addossando ad ora le responsabilità a Mosca. […]

 

zelensky cardinale zuppi

2 - LO ZAR APRE ALLA MEDIAZIONE VATICANA ZUPPI: «MOSCA? PRIMA PARLO COL PAPA»

Estratto dell’articolo di Fra. Gia. per “il Messaggero”

 

La diplomazia umanitaria prende progressivamente forma ed è pronta per il secondo passaggio, stavolta a Mosca, ma prima il cardinale Matteo Zuppi vuole consultarsi con Francesco […] Intanto dal Cremlino sono già arrivati segnali interessanti. La Russia ha fatto sapere di «valutare positivamente i tentativi in corso di facilitare la fine del conflitto, e riconosce il sincero desiderio della Santa Sede di facilitare il processo di pace».

 

jens stoltenberg volodymyr zelensky

[…] Finora tutti i tentativi intrapresi Erdogan, Marcon, Xi - sono finiti nel vuoto e nessuno ha trovato una quadra accettabile sia per gli ucraini, decisi a difendere l'integrità del loro territorio, che per i russi sempre più isolati a livello internazionale per i loro crimini. Finora la Santa Sede in questi lunghi mesi di violenze indicibili è l'unica forza ad aver ottenuto il rilascio dei prigionieri di ambo le parti.

 

Reduce dal colloquio con Zelensky a Kiev, l'inviato del Papa non appena ha raggiunto Roma proveniente da Leopoli è andato dritto in Vaticano a trasferire al cardinale Pietro Parolin il frutto di due giorni densi di osservazioni, riflessioni e ascolto. […] Davanti ai segnali del Cremlino […] Zuppi procede con i piedi di piombo […]

[…]

volodymyr zelensky con il cardinal matteo maria zuppi

Ultimi Dagoreport

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...