QUANDO SEI TROPPO POTENTE, TI FAI TANTI NEMICI – ANDRIY YERMAK, L’EX BRACCIO DESTRO DI ZELENSKY CHE SI È DIMESSO PER LO SCANDALO CORRUZIONE, ERA STATO RIBATTEZZATO “L’EMINENZA VERDE” (GIOCO DI PAROLE CON COGNOME ZELENSKY, LA CUI RADICE IN SLAVO ORIENTALE SIGNIFICA 'VERDE'). I SUOI AVVERSARI SI LAMENTAVANO DELL’ACCENTRAMENTO DI POTERE: “NON PERMETTE A NESSUNO DI ARRIVARE A ZELENSKY, CERCA DI INFLUENZARE QUASI OGNI DECISIONE ED ÈSUPER PARANOICO” – ORA LUI DICE: “NON PROVO RANCORE PER ZELENSKY, ERA MIO AMICO PRIMA E LO RIMARRÀ”
Yermak a Ft, 'non nutro rancore per Zelensky'
ANDRIY YERMAK - VOLODYMYR ZELENSKY
(ANSA) - L'ex capo dell'ufficio presidenziale ucraino Andriy Yermak ha affermato di non nutrire rancore nei confronti del presidente ucraino Volodymyr Zelensky per aver perso il suo incarico. "Era mio amico prima di questo incarico e lo rimarrà anche dopo", ha detto Yermak al Financial Times, secondo quanto riportato dai media ucraini.
Yermak ha sottolineato il suo contributo alla stesura del piano di pace. "La delegazione sotto la mia guida a Ginevra, insieme ai nostri partner americani, è riuscita a far sì che il documento in 28 punti non esistesse più", ha affermato, riferendosi al piano di pace rivisto diventato più favorevole a Kiev.
Yermak ha aggiunto che ci sono ancora alcuni punti difficili su cui è necessario raggiungere un accordo, ma ritiene che ciò sia possibile: "In ogni caso, il presidente, nonostante le pressioni, non firmerà né approverà nulla che contraddica gli interessi dell'Ucraina", ha sottolineato.
L'eminenza verde, dal cinema alla vetta del potere
Claudio Accogli per l’ANSA
"Vado al fronte, sono disgustato": Andriy Yermak ha lasciato così, sbattendo la porta, il suo ruolo di capo dell'ufficio presidenziale di Volodymyr Zelensky, dopo essere stato lambito dallo scandalo corruzione. E non poteva essere altrimenti, per una figura che negli ultimi anni - è l'accusa dei suoi detrattori - ha accentrato un potere senza precedenti, esercitando influenza sul parlamento, sul governo e sulle principali istituzioni statali.
VOLODYMYR ZELENSKY ANDRIY YERMAK -
Avvocato 54enne ex produttore cinematografico, Yermak era considerato il braccio destro del presidente, a cui è legato dal lontano 2011, quando Zelensky lavorava per la tv Inter. Era stato nominato capo dell'ufficio presidenziale nel febbraio del 2020, dopo il siluramento di Andriy Bohdan, finito anche lui al centro di uno scandalo di corruzione.
Nella cerchia dei fedelissimi del leader, Yermak era stato ribattezzato "l'eminenza verde", un gioco di parole tra il cognome Zelensky - la cui radice in slavo orientale significa 'verde' - e l'eminenza grigia, Francois Joseph Le Clerc du Tremblay, il frate dal saio grigio celebre per le sue trame all'ombra del cardinale Richelieu. Tanto che talvolta veniva soprannominato "vicepresidente". Facendosi non pochi nemici interni.
"Non permette a nessuno di arrivare a Zelensky, tranne alle persone considerate leali", e "cerca decisamente di influenzare quasi ogni decisione", ha raccontato un ex alto funzionario che ha collaborato con lui, descrivendolo come "super-paranoico". Secondo un'altra fonte, l'influenza del consigliere sul leader ucraino era simile addirittura ad una sorta di "ipnosi".
La sua influenza si era estesa alle forze dell'ordine attraverso vice fidati, ponendolo anche al centro di incontri diplomatici di alto livello e spesso emarginando il tradizionale servizio estero ucraino. "Dobbiamo fare i conti con lui, è l'uomo di Zelensky", le parole di un alto funzionario europeo fatte filtrare di recente dal Kyiv Independent. "Non abbiamo scelta". "Qualsiasi cosa è meglio che rimandare Yermak a Washington di nuovo", la voce di un'altra fonte di Bruxelles, secondo cui non era visto di buon occhio neanche negli Stati Uniti.
Rispetto alle inchieste sulle corruzione, secondo le ultime indiscrezioni trapelate sulla stampa, a Yermak sarebbe stata destinata una lussuosa villa nella capitale. E gli inquirenti nel corso delle indagini si riferivano a lui non con l'appellativo di eminenza, bensì di "Ali Baba". E secondo fonti ucraine sentite dai media locali, sarebbe stato proprio lui il regista del recente attacco contro le agenzie anticorruzione del Paese.


