“QUEI VIGILI LI MANDI VIA SUBITO FUORI DAI COGLIONI” – IL SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA, È STATO ASSOLTO PERCHÉ IL FATTO NON SUSSITE DALL’ACCUSA DI FAVOREGGIAMENTO PERSONALE – L’EX MINISTRO ERA FINITO A PROCESSO CON L’IPOTESI ACCUSATORIA DI AVERE TENTATO DI INTERROMPERE UN SOPRALLUOGO DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA PER PRESUNTI ABUSI EDILIZI – IN UNA TELEFONATA ALL’EX CAPO DELLA POLIZIA LOCALE, ALDO BERGAMINELLI, UN INFURIATO SCAJOLA URLO’: “LEI NON È IN GRADO DI FARE IL COMANDANTE, SE NE VADA”
Estratto dell’articolo di Giulio Gavino per www.lastampa.it
Assolto. Il sindaco di Imperia Claudio Scajola è uscito indenne dal processo che l’ha visto accusato di favoreggiamento personale. Per il giudice monocratico Francesca Di Naro il fatto non sussiste.
Nessun tentativo di intervenire quindi da parte del primo cittadino, in favore di un artigiano alle prese con una problematica legata ad un abuso edilizio 10 udienze, decine di testimoni ascoltate. Al termine della requisitoria di questa mattina il pubblico ministero aveva chiesto lui stesso la soluzione per l’ex ministro.
L’ipotesi accusatoria è che il sindaco Scajola abbia in qualche modo aiutato il meccanico Antonio Maiolino, proprietario di un terreno sul quale veniva ipotizzata la presenza di abusi edilizi, terreno che aveva comprato su sollecitazione del Comune di Imperia perché sgomberasse per tempo la sua storica officina di via Matteotti (dove era in affitto) consentendone la demolizione per far posto alla pista ciclabile, opera vincolata alla tempistiche del Pnrr.
Claudio scajola Aldo Bergaminelli
È in quel contesto che avvenne l’ormai celebre telefonata, registrata dal comandante Bergaminelli, nella quale, in occasione di un sopralluogo da parte della polizia giudiziaria al terreno (in zona Caramagna), il primo cittadino aveva detto fuori di metafora «mi mandi quei vigili fuori dai cogl...».
Scajola, nell’ambito del processo, ha sempre sostenuto di non aver mai incontrato Maiolino e di non aver ricevuto mai richieste di intercedere per lui. [...] Anche sulla telefonata al comandante il primo cittadino ha sempre dato la sua versione: «Ricordo la telefonata e la potrei definire provocatoria, se non indotta. Chiamai Bergaminelli per chiedergli se ricordava il caso Maiolino, sembrava non sapesse neanche di cosa stessi parlando.
claudio scajola e antonio tajani - festa di forza italia a telese
Alla fine ho risposto in maniera volgare. Ho agito da amministratore pubblico, senza perseguire interessi personali. Ritenevo che non fosse il momento di adottare un’eccessiva solerzia verso una persona in difficoltà. La mia volontà non era di nascondere un abuso, ma di trovare una soluzione. Non sapevo che Bergaminelli registrasse le telefonate. Lo ritengo gravissimo. Questa cosa mi ha profondamente turbato».
Prima di arrivare alla sentenza di primo grado, sono passati quattro anni. «Assolto perché il fatto non sussiste, il che vuol dire che se non esisteva il fatto non bisognava incominciare un processo. Non è che bisognasse scomodare Cartesio per dirlo – ha dichiarato l'ex ministro dopo la lettura della sentenza –. Ahimè, come ho detto più volte nel passato, c’è una confusione che porta ad aprire indagini quando non si devono neanche aprire. [...]

