pasquale carlo maria carlomagno federica torzullo

“QUELLA DONNA HA FATTO BENE AD AMMAZZARSI AVENDO PARTORITO UN MOSTRO” – SUI SOCIAL GLI STRONZI DA TASTIERA CONTINUANO A OFFENDERE I GENITORI DI CLAUDIO CARLOMAGNO, L’UOMO CHE AD ANGUILLARA SABAZIA HA AMMAZZATO LA MOGLIE, FEDERICA TORZULLO. I DUE SI SONO IMPICCATI INSIEME SABATO, PERCHÉ NON SOPPORTAVANO PIÙ LA GOGNA SUI SOCIAL E GLI SGUARDI DI SOSPETTO IN PAESE (LI ACCUSAVANO DI ESSERE COMPLICI DEL FIGLIO) – IL KILLER IN CARCERE È STATO INFORMATO DELLA MORTE DEI GENITORI: “VORREI UCCIDERMI ANCH’IO, MA NON HO IL CORAGGIO”. MA NON SI PENTE DI AVER TOLTO LA VITA ALLA MOGLIE, FACENDOLA A PEZZI E PROVANDO A BRUCIARNE IL CADAVERE: “È STATA COLPA SUA. SE L'È CERCATA…”

CLAUDIO SI DISPERA IN CELLA: «VOGLIO UCCIDERMI, MA NON NE HO IL CORAGGIO»

Estratto dell’articolo di Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della Sera”

 

PASQUALE CARLOMAGNO

Amavano quel figlio arrabbiato, rivendicativo, spesso scostante. Negli ultimi giorni, poi, l’istinto di protezione si era fatto strada in loro mescolato ad altro, come il raccapriccio per i dettagli sull’autopsia di Federica e il turbamento per le ammissioni del loro Claudio:

 

«Avevo parlato con Pasquale e Maria Carlomagno, i genitori del mio assistito, dopo la confessione.  Era un rapporto difficile, è vero. Ma avevo registrato un’inquietudine profonda, sincera, infinita, accentuata dalle offese social e dalle cronache iper dettagliate incapaci di compassione» racconta ora l’avvocato Andrea Miroli […].

[…]

 

La tragedia di Federica Torzullo, donna e madre uccisa con ventitrè coltellate, si era trasformata in cupo abisso, una sorta di naufragio reputazionale per la famiglia. Maria Messenio, già poliziotta, già assessora comunale di Anguillara Sabazia (si era dimessa il giorno dopo l’arresto del figlio per omicidio e occultamento di cadavere) madre di Claudio e Davide, nonna di un bimbo di 10 anni, costretta a mascherarsi dietro grandi occhiali neri per uscire di casa senza essere aggredita da quanti avevano l’insulto pronto, non ha retto.

 

MARIA MESSENIO

Per l’avvocato Miroli è tragedia da «vittimizzazione secondaria»: «Questa vicenda — sottolinea — dimostra più che mai che anche i familiari di chi commette un reato così grave sono vittime. Le vittime di un crimine le cui conseguenze si estendono dolorosamente anche a chi non ne ha alcuna responsabilità».

 

Pasquale Carlomagno, il marito, piccolo imprenditore di ristrutturazioni, papà di Claudio, nonno a sua volta, secondo alcuni sospettato di aver aiutato il figlio nelle operazioni di occultamento del cadavere di Federica, ha preferito morire. Una ammissione di colpa, avvocato? «Assolutamente no — replica Miroli — si scivola nelle illazioni e da qui nei pregiudizi. […]».

 

L’avvocato Miroli accusa, invece, i social: «Le ragioni dietro a quel terribile gesto sono spiegate nella lettera indirizzata a Davide, fratello di Claudio. Purtroppo ancora ieri si leggevano sui social messaggi tipo: “quella donna ha fatto bene ad ammazzarsi avendo partorito un mostro”».  […]

 

federica torzullo claudio carlomagno

UN FASCICOLO PER ISTIGAZIONE AL SUICIDIO L’ASSASSINO IN CARCERE: “NON MI PENTO”

Estratto dell’articolo di Irene Famà per “La Stampa”

 

[…]  Dal carcere di Civitavecchia, recluso in una cella spoglia per evitare atti di autolesionismo, Claudio Carlomagno chiede dei suoi genitori. Raccontano che abbia minacciato di suicidarsi: «Vorrei, ma non ho il coraggio di farlo». E se forse è eccessivo sostenere che rivendica il crimine commesso, di certo non chiede scusa, ma continua a puntare il dito contro la moglie, come a dire «È stata colpa sua. Se l'è cercata».

 

Proseguono le indagini dei carabinieri di Ostia per il femminicidio di Federica Torzullo. E ora la procura ha aperto anche un fascicolo, a carico di ignoti, per istigazione al suicidio così da poter svolgere tutti gli accertamenti necessari sulla morte di Pasquale e Maria. Nei giorni scorsi, i loro profili social sono stati presi d'assalto con insulti e minacce di morte. «Hai generato un pezzo di m....», scriveva un utente dietro un nickname fasullo. Un altro: «Dovresti fare la stessa fine».

 

RILIEVI DOPO L OMICIDIO DI FEDERICA TORZULLO AD ANGUILLARA SABAZIA

E ancora, ieri mattina, la tragedia è stata accompagnata da alcuni messaggi di giubilo. Risalire ai profili reali è una faccenda complessa ed è compito degli inquirenti stabilire se possono delinearsi o meno profili di reato. Resta, però, inesorabile il rapporto con la propria coscienza.

 

"I GENITORI SONO VITTIME QUANTO ODIO SU DI LORO NON HANNO RETTO IL PESO"

Estratto dell’articolo di Romina Marceca per “la Repubblica”

 

[…] Vergogna sì. Ma anche gogna.  Nel vortice di violenza e morte che ha travolto Anguillara negli ultimi quindici giorni ci sono più vittime. La prima è senz'altro Federica Torzullo, uccisa dal marito Claudio il 9 gennaio scorso a 41 anni. Il chiacchiericcio di paese e il dileggio sui social ha schiacciato, poi, i genitori del femminicida che hanno deciso di farla finita a due settimane dalla scomparsa di Federica.

 

federica torzullo claudio carlomagno

La coppia è stata stremata dalle parole d'odio da una comunità che li ha iniziati a giudicare, a guardarli con sospetto e dal timore che potesse piombare su di loro un'accusa di complicità, che la procura di Civitavecchia continua a smentire.

 

E su questo clima gonfio d'astio l'avvocato Andrea Miroli, difensore di Claudio Carlomagno, è intervenuto per tutelare la memoria di un padre e di una madre: «Questa vicenda dimostra più che mai che anche i familiari di chi commette un reato così grave sono vittime. Una discesa agli inferi che i coniugi Carlomagno non sono riusciti tragicamente a sopportare».

 

È lo stesso legale a fare notare come sui social girassero anche ieri messaggi del tipo: «Quella donna ha fatto bene ad ammazzarsi avendo partorito un mostro». Quei genitori avevano cominciato a nascondersi, a sparire pian piano, fantasmi anche dentro casa loro. Fino all'epilogo deciso insieme di cancellarsi per sempre. Prima un solo saluto, al figlio minore, nella sua casa di Roma.

 

federica torzullo

A lui hanno lasciato una lettera in cui hanno spiegato i loro perché. Nemmeno quel figlio è riuscito a strapparli alla loro decisione. Non ce l'ha fatta neanche il nipotino, figlio di Federica e dell'uomo che l'ha massacrata. Eccola la quarta vittima di Anguillara. È questo bambino di 10 anni, scampato per molti alla ferocia del padre. Per tre giorni, infatti, Claudio Carlomagno lo ha tenuto con sé. Aveva già ucciso la moglie e denunciato la sua scomparsa.

 

Il figlio di Federica è rimasto ignaro di cosa stava accadendo anche quando è stato affidato ai nonni materni dal tribunale per i minorenni, subito dopo le accuse contro il padre che lo ha reso orfano di madre. Per tutelarlo i familiari avevano bloccato alcune funzioni del suo cellulare, poi è arrivato il giorno in cui, con il sostegno di uno psicologo, è stata consegnata a questo bambino la realtà.

federica torzullo

 

Con parole giuste, certo. Sta di fatto che per lui si è aperto uno squarcio che presenterà il suo conto nei prossimi anni. […]

scomparsa di federica torzullo 1federica torzullo federica torzullo 1federica torzullo 2scomparsa di federica torzullo 3scomparsa di federica torzullo 2PASQUALE CARLOMAGNO E MARIA MESSENIO

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”