django & django - sergio corbucci unchained

"I WESTERN DEL MAESTRO CORBUCCI ERANO LA SUA RISPOSTA CONTRO I FASCISTI: E' CINEMA DELLA VENDETTA" - QUENTIN TARANTINO RACCONTA L'AMATO COLLEGA SERGIO CORBUCCI NEL DOCUMENTARIO "DJANGO & DJANGO": "CI FU UN'OCCASIONE IN CUI INCONTRO' HITLER E MUSSOLINI E... - I SUOI CATTIVI SONO METAFORE DELLE CAMICIE NERE O DELLA GANG DI MANSON. SERGIO ERA IL PIÙ SPIETATO E VIOLENTO: CONDANNAVA LA SOCIETÀ, NESSUN PERSONAGGIO ERA CERTO DI SALVARSI" - VIDEO

 

 

Stralci dell’intervento di Quentin Tarantino nel documentario "Django&Django- Sergio Corbucci Unchained"
 
Dopo aver fatto Bastardi senza gloria, avevo in mente di scrivere un libro su Sergio Corbucci. Volevo chiamarlo L'altro Sergio, o qualcosa del genere. E proprio nel riguardare i suoi film e analizzarli, iniziai a elaborare la mia teoria secondo cui tutto nei suoi film western riguardava il fascismo: era quello l'aspetto sub-testuale dei suoi film.
 
Così cominciai a smontare gli archetipi, a vedere come ricorrevano da un film all'altro. Una delle cose che penso sia fondamentale nella comprensione del suo lavoro, è l'idea che Corbucci da bambino sia cresciuto in un'Italia dominata dai fascisti, quella della seconda guerra mondiale.
 

sergio corbucci

Suo padre era un fascista in uniforme, ma a suo padre non piacevano i fascisti, a quanto pare: quando rientrava a casa, si toglieva l'uniforme e la buttava in un angolo. Non solo: quando Sergio era un ragazzino faceva parte di uno dei cori della gioventù fascista.
 
E addirittura ci fu una occasione in cui incontrò Hitler, in visita a Roma per incontrare Mussolini. E così, quando Hitler arrivò, trovò ad accoglierlo un coro di ragazzini fascisti che cantava per lui. E Corbucci si ritrovò seduto nel coro a un metro e mezzo da Hitler e Mussolini, che si abbracciavano. E Hitler avrà anche detto: «Oh, i ragazzi stanno facendo un ottimo lavoro, una bella accoglienza. La crema della gioventù italiana».
 
Credo che una volta che Sergio Corbucci ha iniziato a fare i western per cui lo conosciamo avesse un tema: penso che tutti i suoi western fossero il suo trattato sul fascismo, che conosceva da tutta la vita. Penso che quei film fossero tutti una risposta a quel vissuto.
 

franco nero in django unchained

Sergio Leone ha realizzato la più grande trilogia della storia del cinema, con la Trilogia del dollaro. Ogni film è un'epopea più grande del precedente. Ognuno rappresenta una dichiarazione più grande sul genere western. Ognuno rappresenta una dichiarazione più grande su di lui come artista, su chi è e su cosa vuole fare. Ognuno rappresenta una ricostruzione più grande del western visto dai suoi occhi.
 
Sergio Corbucci è diverso: decise di non fare una cosa del genere. Una volta che ha iniziato a fare Spaghetti Western, non ha cercato di essere epico, ha cercato di fare i più violenti film di cowboy. Voleva mantenersi sul genere. Non sono epici. Sono film di cowboy. È cinema della vendetta. Questo regista ha creato il west più violento possibile, e questo finisce per dargli una qualità operistica.
 

Il cattivo è il personaggio più importante di tutto il film. Il cattivo porta avanti lo spettacolo, racconta la storia, definisce il paesaggio. Tutto ciò che Corbucci vuole dire sul fascismo lo dice attraverso i suoi cattivi, che sono sempre controfigure di cattivi del XX secolo, sono sempre una metafora di un membro del Partito nazionalsocialista, o delle camicie nere, o di bande di assassini alla Manson, o di un corpo di guardia fascista. Ma anche di Giulio Cesare, di Caligola.
 
Ciò che Corbucci fa nei suoi film, diverso da qualsiasi altro dei registi western, è il dare ai suoi eroi un carattere da fumetto, quando si tratta delle loro abilità. Sono più veloci di quanto potresti essere nella vita reale, hanno qualcosa che dà loro poteri quasi da supereroi. Tuttavia, a un certo punto, toglie loro il "superpotere" e li fa affrontare con il cattivo: è solo affrontando il cattivo senza i loro superpoteri che possono affermare di essere un eroe. È solo alla fine, quando affrontano effettivamente queste controfigure del fascismo, senza i loro superpoteri in tasca, senza il loro asso nella manica, negli ultimi cinque minuti, è il momento in cui possono definirsi eroi.
 

i crudeli di sergio corbucci

Così come Corbucci odia i fascisti, odia ancora di più le comunità. Intendo le comunità rappresentate da ognuna delle "sue" città: le persone che vivono in queste città sono orribili rappresentanti della società. In sostanza nei film di Corbucci la società è un pozzo nero, una fogna, e tutte queste persone in queste città meritano tutto ciò che poi accade. Ce n'è una per tutti loro.
 
Tra tutti i grandi registi western, Corbucci ha creato il West più spietato che ci fosse. Il più spietato, il più pessimista, il più surrealisticamente grottesco, il più violento. A nessuno è garantito di farla franca in un film di Corbucci, l'eroe alla fine potrebbe morire facilmente come chiunque altro. Nessun personaggio ha la certezza di cavarsela. Anzi, addirittura la loro innocenza stessa potrebbe condannarli.
 

steve della casa franco nero luca rea a venezia

Certo c'era un aspetto da regista commerciale in Corbucci, ed è una delle cose che ammiro. C'è però una parte di me che vorrebbe che fosse stato un po' più artista, come era stato Leone. Ma non c'è niente di male nell'etichetta: "Secondo miglior regista di Spaghetti Western dopo Leone".

norma bengell sul set de i crudeli di sergio corbucci sergio corbucci burt reynolds e sergio corbucci sul set di navajo joe navajo joe il django di corbucci sergio corbucci con virna lisi e steve reeves romolo e remo navajo joe franco nero django

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