il funerale di un soldato della marina russa morto in ucraina

“I RAGAZZI RUSSI PERCHÉ COMBATTONO?” - DOMENICO QUIRICO: “E’ LA GENERAZIONE PUTIN, CRESCIUTA NEL VENTENNIO DI MISERO CONSUMISMO E NUTRITA SOLO DI UN IDEALE DI POTENZA. IL PUTINISMO È TUTTO NELLA RIEDIZIONE IN TECNICOLOR DEI RITI SOVIETICI. NON CREDO BASTERÀ PER FARLI COMBATTERE A LUNGO. MA POI C'È L'ODIO CONTRO QUELLI CHE HANNO UCCISO I COMPAGNI E GLI AMICI, QUELLI CHE TI VOGLIONO UCCIDERE, QUELLI CHE NON SI ARRENDONO E NON TI LASCIANO VINCERE E TORNARE A CASA. E QUESTO È LO SCENARIO PEGGIORE”

Domenico Quirico per “la Stampa”

 

IL FUNERALE DI UN SOLDATO DELLA MARINA RUSSA MORTO IN UCRAINA

Ogni generazione risponde alla guerra con innocenza. Ogni generazione poi vive la sua disillusione sempre dopo aver pagato un prezzo tremendo. Il mito della guerra, le bugie di quelli che la provocano, la droga del combattere hanno sempre bisogno di esser provati. I miti dell'eroismo incombono su di noi per distrarci, per ingannarci. Quelli che potrebbero raccontare la verità devono tacere o preferiscono dimenticare. Gli Stati, soprattutto quelli autoritari, hanno bisogno che i miti e le bugie sopravvivano.

 

Questo ho pensato guardando le fotografie del funerale di un soldato, un ufficiale dei Marine russi ucciso in Ucraina. Il funerale dunque di uno degli invasori, un soldato dell'esercito che ha aggredito l'Ucraina. Se fossi in Russia andrei subito in una delle cittadine o dei villaggi da cui arrivi la notizia del funerale di un caduto.

Giovani soldati russi si lamentano delle loro condizioni 5

 

Perché è in quell'ultimo contatto tra i vivi e chi è stato ucciso, soprattutto in circostanze così disperate e terribili, che ogni civiltà, cultura, ogni esser uomini tra gli uomini si svela completamente, senza mediazioni. E anche quando qualcuno cerca di travestirla e di usarla a suo modo la morte, quella morte, basta sentire la voce, lo strazio dei vivi, guardarli, restare in mezzo a loro in silenzio perché la verità emerga e ti sommerga.

 

Andrei al funerale perché vorrei capire. Capire perché i ragazzi russi combattono in Ucraina, perché obbediscono agli ordini, perché uccidono e uccidere è sempre un affare sordido. Con cui è difficile convivere. Per gli ucraini si può intuire. Sentono che la loro causa è giusta, tutto è semplice: ci hanno aggredito combattiamo e uccidiamo e moriamo perché questo è il nostro dovere e gli altri non ci hanno lasciato altra scelta.

Giovani soldati russi si lamentano delle loro condizioni 4

 

Ma i russi, i ragazzi russi, soprattutto quelli che le difficoltà forse impreviste di un attacco fin da subito scombinato, complicato, gli arruolati della leva, i non specializzati nell'arte professionale della morte, che si dovrà in schiere sempre più numerose prelevare dal ruolo che gli era stato assegnato di ultima risorsa, quelli perché combattono? Dopo aver visto morire già diecimila, forse quindicimila compagni. Si risponde: la paura della tremenda punizione, una disciplina feroce che può farti pagare il rifiuto con la morte.

 

Giovani soldati russi si lamentano delle loro condizioni 3

Non c'è nessuna punizione che possa tenere in piedi un esercito contro la sua volontà, senza una ragione per combattere. In fondo la rivoluzione russa del 1917 è stato un gigantesco sciopero militare. I contadini insaccati nelle loro lacere uniformi non credevano più nella guerra e nello zar, il Piccolo Padre che l'aveva ordinata. Si sono fermati: basta così.

 

Nel 1941 i ragazzi russi, e ucraini, che sconfissero l'esercito di Hitler erano la generazione di Stalin, erano nati e cresciuti sotto lo sguardo implacabile del grande georgiano. Gli Ivan di allora, i fantaccini, l'equivalente del Tommy britannico e del Fritz tedesco, combatterono una guerra che sfidava il senso delle proporzioni: nei primi sei mesi l'armata rossa lamentò quattro milioni e mezzo di morti e due milioni e mezzo di prigionieri! I campi di battaglia erano distese di cenere e acciaio brunito dal fuoco.

Giovani soldati russi si lamentano delle loro condizioni 2

 

Era una generazione educata in base ai precetti di una delle dittature più ambiziose della storia, portavano in sé una lente che faceva vedere il mondo nei colori del marxismo, si sentivano l'avanguardia della rivoluzione, il gruppo di assalto di una guerra giusta.

I ragazzi sovietici che hanno combattuto in Afghanistan negli anni ottanta del secolo scorso erano i figli della generazione Breznev, i figli della stagnazione, della burocrazia marxista che scandiva parole d'ordine di cui la guerra svelò la bugia.

 

Infatti combatterono male, senza voglia, da disgustati, da sconfitti. Allora i morti russi di oggi. I corpi dei morti in battaglia conservano una forza inquietante. Parlano. Ammucchiati come legna, gettati in file ai lati delle strade, contorti: i morti russi che ho visto nelle strade di Grozny, in Cecenia.

 

soldati ucraini gambizzano prigionieri russi 5

Nessuna delle loro morti era stata pulita come si vede nei film. Erano morti atroci, difficili, lunghe, che avrebbero dovuto forse tormentare anche coloro che le avevano inflitte. Ho guardato negli occhi spalancati dei morti sperando che fossero chiusi. Perché pare che ti chiamino dal loro mondo di tenebre. Anche i combattenti più implacabili hanno paura di quegli occhi e li coprono con un telo o si chinano a chiudere le palpebre. Gli occhi dei morti che ci guardano da un mondo di cui abbiamo paura ci dicono che solo loro sanno che cosa è la fine della guerra.

 

Il funerale del marine dunque: il volto del morto non si vede, la bara è già stata chiusa e viene portata fuori dalla chiesa in cui si è svolto il rito da soldati in alta uniforme.

Ma lo sguardo è attirato dal ragazzo, anch' esso in divisa, poco più che adolescente che tiene davanti a sé con paura e delicatezza come se stringesse una icona, la foto della vittima.

 

E alle sue spalle altri due figure in divisa con vistosi baschi rossi che gli fanno da scorta, anche loro giovanissimi. È nei loro occhi di vivi che ho provato a scrutare.

Giovani soldati russi si lamentano delle loro condizioni

Per intuire, per capire. Dentro c'è come una immensa immisurabile angoscia, il senso dell'irreparabile che è avvenuto, la consapevolezza palpabile di un rischio che incombe, di un incomprensibile maleficio di cui si è vittime.

 

Vorrei che il grandangolo magicamente si aprisse ed entrassero nel campo visivo anche i parenti, i vicini, gli amici, i semplici curiosi venuti ad assistere, a piangere, a guardare. Allora capiremmo quanto tempo può durare la guerra di Putin, quanto nella Russia remota, dimenticata, immersa nel silenzio e nell'abbandono le sue minacce e le sue promesse di potenza abbiano ancora senso, siano ancora ascoltate.

 

soldati russi pentiti 1

I ragazzi arruolati nella invasione dell'Ucraina sono la generazione Putin, sono cresciuti nel ventennio che dietro una vernice di misero consumismo da poveri è stata nutrita solo di un ideale di potenza, del riscatto della forza. Il putinismo realizzato in fondo è tutto nelle sfilate militari sulla piazza rossa, riedizione in tecnicolor dei riti sovietici.

 

Non credo basterà per farli combattere a lungo. Ma nella guerra si formano i "gruppi primari" tra soldati, lo spirito di corpo, la identità che stringe chi cerca di sopravvivere. E poi c'è l'odio. L'odio contro quelli che hanno ucciso i compagni e gli amici, quelli che ti vogliono uccidere, quelli che sono colpevoli perché stanno al di là della trincea e non si arrendono e non ti lasciano vincere e tornare a casa. E questo è lo scenario peggiore.

soldati russi pentiti 2

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...