gianni boncompagni e raffaella carra

LA MIA VITA CON GIANNI - RAFFAELLA CARRÀ RICORDA GIANNI BONCOMPAGNI A UN ANNO DALLA SUA SCOMPARSA: “QUANDO ASCOLTAI PER LA PRIMA VOLTA ‘TANTI AUGURI’ ALLA FINE AVEVO QUALCHE DUBBIO SUL PASSAGGIO "QUANTO È BELLO FAR L'AMORE DA TRIESTE IN GIÙ", TANTO DA AZZARDARE: "SCUSA GIANNI, E SOPRA TRIESTE NON VA BENE?". E LUI SORRISE E MI DISSE…”

Estratto dell’articolo di Alessandro Ferrucci per il “Fatto quotidiano”

 

GIANNI BONCOMPAGNI E RAFFAELLA CARRA

"Un giorno ricevo una sua telefonata, non ci conoscevamo. Mi chiede un' intervista, e francamente neanche trovavo il 'perché' di tale richiesta, ma per curiosità accetto: 'Allora ci vediamo all' alba a piazza di Spagna'. Va bene. Arrivo, e a metà scalinata trovo posizionate due poltrone, l' abat jour e un tavolino. Mi siedo, iniziamo a parlare, dopo un minuto strappa la mia prima risata, la prima di una serie infinita; in qualche modo da lì, da quella magia, da quelle prime luci del mattino, da quelle poltrone, non mi sono mai più del tutto alzata".

 

GIANNI BONCOMPAGNI E RAFFAELLA CARRA

Lui era Gianni Boncompagni, lei Raffaella Carrà. Amici, fidanzati per undici anni, di nuovo amici, solidali, vicini di casa, colleghi, confidenti, comunque e sempre complici, per cinquanta e passa anni "e il bello è che non abbiamo mai litigato, neanche una volta, l'ironia e il gioco ci hanno uniti da subito".

 

GIANNI BONCOMPAGNI E RAFFAELLA CARRA

[…] “Una volta ero a Buenos Aires per dei concerti, alla fine dello spettacolo ci sentiamo, e catturata da un lampo di nostalgia tento l' impossibile: "Perché non prendi l' aereo e mi vieni a trovare?". Impossibile? Sì, e per due motivi: la sua proverbiale e atavica pigrizia, più una certa paura di volare. Comunque, non mi ascolta neanche e come se fossi accanto a lui mi chiede: "Puoi chiamare Licia - la nostra governante - e dirle di comprarmi lo stracchino fresco? Quello che prende non mi piace, non è abbastanza morbido".

GIANNI BONCOMPAGNI E RAFFAELLA CARRA

 

[…] “Era pigrissimo! […] le nostre migliori domeniche sono state quelle in accappatoio per tutto il giorno […] Gianni è stato uno dei più grandi fautori e consumatori di prodotti Findus; non mangiava altro, possedeva delle scorte infinite di surgelati e guai a tentarlo con del pesce fresco, […]

 

GIANNI BONCOMPAGNI E RAFFAELLA CARRA

[…] Lui scriveva canzoni, e lei le cantava.

Come due ragazzini all' esordio, sistematicamente compravamo Billboard […] piazzavamo un cartoncino per coprire la hit parade, e quel cartoncino lo spostavamo con calma, e ogni posizione scalata era un urlo di felicità mista a sorpresa.

 

Il suo brano preferito?

California, ma rispetto agli altri non ha ottenuto lo stesso successo.

 

GIANNI BONCOMPAGNI E RAFFAELLA CARRA

E poi?

Ricordo quando ascoltai per la prima volta Tanti auguri; alla fine avevo qualche dubbio sul passaggio "quanto è bello far l' amore da Trieste in giù", tanto da azzardare: "Scusa Gianni, e sopra Trieste non va bene?". E lui, con il suo classico sorriso: "Senti, la rima non mi è venuta differente, è questa, quindi è ok". Ah, ho amato e da subito Fiesta, un pezzo nato in pochi attimi di genialità.

 

Nel 1976 un grande successo è stato "Forte forte forte".

In quell' occasione ho sbagliato la valutazione: Gianni mi porta A far l'amore comincia tu, sempre scritta da lui e da Franco Bracardi; la sento e mi lancio nei dubbi: "Ancora una sambina? Ma sei sicuro?". Lui insiste. E io: "Pubblichiamola come lato B del 45 giri". Risultato? Ha venduto milioni di copie, ha raggiunto il secondo posto in Inghilterra.

 

GIANNI BONCOMPAGNI E RAFFAELLA CARRA

Cosa le manca di lui?

La sua visione della vita, la sua leggerezza, la sua ironia, il saper associare il divertimento alla serietà.

 

[…] Era romantico?

Molto, però questo lato lo celava, si vergognava in maniera folle.

 

Sua figlia Barbara ha dichiarato: "Donne? Con lui abbiamo visto di tutto".

Con me è stato di una fedeltà assoluta, e io con lui: per undici anni abbiamo vestito i panni dei carabinieri.

raffaella carra e gianni boncompagni

 

[…] Quando iniziavano con gli scherzi al telefono, era la fine, a volte mi piegavo in due per il dolore ai reni, o non trattenevo le lacrime: il classico era chiamare alle quattro di notte l'hotel Hilton (un cinque stelle lusso) e far trillare direttamente l'apparecchio delle camere, poi aspettare la risposta dei clienti, e con una calma spiazzante domandare: "Scusi signore, cosa preferisce da colazione? Croissant con la crema o semplice?".

 

[…] Per lui ad agosto si doveva lavorare, a lungo sono stata d' accordo, fino ai miei 60 anni l' estate l' ho passata in tournée per concerti, poi ho smesso.

 

Il nostro amore […] è cresciuto piano piano, tra una risata e una confidenza; non abbiamo mai forzato, mai alcuno strappo o momento di imbarazzo; credo fosse intimidito da me.

 

I suoi genitori cosa ne pensavano?

Tragedia di mia madre: Gianni era separato, aveva tre figlie.

 

In quale campo ha dato il meglio?

GIANNI BONCOMPAGNI E RAFFAELLA CARRA

Lui era universale, non riconducibile a un' unica situazione. Quando l' ho conosciuto era principalmente un fotografo, bravissimo, i suoi bianco e nero sono dei capolavori; poi la musica, ogni notte con le cuffie in testa e il volume sparato a livelli esagerati, tanto che sia lui che Arbore sono diventati un po' sordi.

 

[…] Aretino nel midollo, lui per una battuta poteva serenamente passare sul "corpo della madre". Godeva della trovata. Del lampo. Della sintesi.

 

Cosa le ha insegnato?

Quanto tempo abbiamo? Tanto, tantissimo, ma a volte, tra due che condividono così tanto e per tanto, è complicato marcare il confine. Però lui era la fantasia, l' estro, la genialità.

[…]

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