virginia raggi

RAGGI, ENNESIMA GAFFE - LA SINDACA (PER MANCANZA DI ROTELLE) RINCULA SUL “PARCO ARAFAT”: LA DECISIONE DOPO LE PROTESTE DELLA COMUNITA’ EBRAICA CHE AVEVA GIUDICATO LA SCELTA “OFFENSIVA E ANTISTORICA"

Laura Mari per la Repubblica

 

virginia raggi si disseta (1)virginia raggi si disseta (1)

Alla fine, Virginia Raggi rimanda la decisione. Aveva annunciato di voler intitolare due luoghi di Roma a Yasser Arafat e a Elio Toaff, rabbino capo di Roma dal 1951 al 2001, un gesto che probabilmente voleva essere simbolico, di pace, sulla lunga via della difficile risoluzione del conflitto mediorientale. Una marcia indietro che la stessa sindaca spiega in una lettera indirizzata alla presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, che negli scorsi giorni aveva duramente criticato la proposta della prima cittadina. Prima le motivazioni: «Dedicare una piazza a Elio Toaff, come da tempo atteso, è un nutrimento della memoria collettiva, nonché espressione dell' immenso rispetto e senso di gratitudine che la città prova nei confronti della sua persona e del gigantesco contributo che ha dato alla vita della città e del Paese.

 

YASSER ARAFATYASSER ARAFAT

La città desidera onorare la memoria di Elio Toaff e il suo indimenticabile lascito». Poi la comunicazione della scelta: «Perciò, considerato che il nostro atto intende richiamare processi di pace che si fondano sulla condivisione delle scelte, insieme alla Giunta, abbiamo deciso di rinviare l' attuazione della delibera per quanto riguarda le denominazioni in questione affinché lo spirito che le muove non sia vanificato da incomprensioni e possa compitamente realizzarsi con gli eventuali aggiustamenti necessari», scrive la sindaca.

 

Elio ToaffElio Toaff

Parole che forse serviranno a placare le proteste. Era stata durissima, infatti, la posizione della Comunità ebraica romana: «Dedicare un parco a Yasser Arafat è una scelta offensiva e antistorica proprio nel momento in cui l' Europa è vittima di una serie di attentati terroristici di matrice islamista», aveva attaccato Ruth Dureghello. Ancora: «Arafat del terrorismo odierno è stato il precursore se non l' ideatore, e il premio Nobel per la Pace da lui ricevuto non è altro che il primo dei tanti Nobel assegnati con 'dubbio merito'. Arafat è il mandante morale dell' attentato antisemita alla Sinagoga di Roma del 9 luglio 1982, in cui morì Stefano Gay Tachè, un bambino ebreo romano e italiano».

 

RUTH DUREGHELLORUTH DUREGHELLO

La giunta guidata dalla Raggi aveva anche individuato i luoghi: al leader palestinese sarebbe stato intitolato un parco di Centocelle, quartiere periferico della città. E al rabbino Toaff (scomparso nel 2015) uno slargo di Colle Oppio. Decisione rimandata, dunque. E per la cui attuazione la sindaca Raggi aveva chiesto anche l' attuazione di un provvedimento speciale: per poter intitolare lo slargo al rabbino Toaff, c' era stato bisogno di una richiesta di deroga al prefetto. La legge prevede infatti che una strada possa essere "dedicata" solo a persone decedute da almeno 10 anni: Toaff è morto nel 2015.

STEFANO GAJ TACHESTEFANO GAJ TACHE

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...