big terra madre

TORINO DA MANGIARE - IL TEMPO REGGE E A TORINO “TERRA MADRE SALONE DEL GUSTO”, QUEST’ANNO OPEN AIR, E’ GIA’ UN SUCCESSONE. MEZZO MILIONE DI PERSONE SOLTANTO IERI, TUTTO ESAURITO PER INCONTRI E LABORATORI, CENE STELLATE E MENÙ IN TRATTORIA, CIBI DI STRADA E DEGUSTAZIONI GUIDATE

Licia Granello per “La Repubblica

 

TERRA MADRE 6TERRA MADRE 6

Il più amato è stato Giove Pluvio. A un passo dalla sua trionfale conclusione, nessuna valutazione sarebbe possibile senza rendere grazie al tempo, che ha benedetto Terra Madre Salone del Gusto con un exploit meterologico da Guinness dei primati. Quando il primo marzo Carlo Petrini annunciò in conferenza stampa che l’evento-culto di Slow Food avrebbe abbandonato i padiglioni del Lingotto per diventare open air, un brivido di freddo aveva percorso la sala del Castello del Valentino.

 

TERRA MADRE 5TERRA MADRE 5

Certo, esisteva il precedente di “Cheese”, ma la fiera dei formaggi di Bra è grande quanto un mignolo del gigantesco totem slowfoodista. E comunque, le edizioni segnate dalla pioggia sono un ricordo tristanzuolo e indelebile nella storia della manifestazione. Invece il tempo ha retto benissimo e nemmeno una nuvoletta di fantozziana memoria si è frapposta tra le ansie degli organizzatori e le aspettative dei visitatori.

 

Scaramanzia vuole che nessun dato certo venga diffuso prima della chiusura di questa sera, ma mai si era visto un afflusso così massiccio e ubiquitario dal primo all’ultimo stand e dall’inizio alla fine.

 

TERRA MADRE 4TERRA MADRE 4

Stime non ufficiali parlano di quasi 500mila persone soltanto ieri. Sono andati esauriti incontri e laboratori, cene stellate e menù in trattoria, cibi di strada e degustazioni guidate. I visitatori, sollevati dal prezzo del biglietto d’ingresso, hanno investito gli euro risparmiati in leccornie, per la felicità degli espositori, costantemente sull’orlo di una crisi di nervi per il timore di non rientrare dei soldi (non pochissimi) spesi per la partecipazione.

Ma più dell’evento, ha potuto la città.

TERRA MADRE - INAUGURAZIONETERRA MADRE - INAUGURAZIONE

 

Che con la sua flemma proverbiale ha finto fino all’ultimo che nulla stesse succedendo, tenendo sotto il livello di guardia le proteste ambientaliste sullo stress annunciato per i prati del parco del Valentino, il malcontento per parcheggi ad alto rischio di occupazione continuata e abusiva, la visione apocalittica del centro storico ricoperto di carte e cartacce. Poi, quando tutto è cominciato, anche i torinesi hanno cominciato a correre: volontari e negozianti, interpreti e operatori ecologici, professori universitari e fornai. Senza isterie gratuite e senza mai scollare il patto virtuoso tra le due parti della rappresentazione, ospiti e ospitati.

TERRA MADRE - MATTARELLATERRA MADRE - MATTARELLA

 

La nuova formula della ventesima edizione del Salone rappresenta anche il suo punto di non ritorno. Mai più al coperto, accettando le incertezze del clima, mai più dividendo le due grandi branche della manifestazione, da una parte la produzione buona pulita e giusta e dall’altra l’agroecologia planetaria. Ma soprattutto, cercando di connotare l’impianto esterno secondo coordinate coerenti allo spirito di Slow Food, perché se per arraffare un panino purchessia basta allungare una mano, la linfa di agave ecuadoriana o la fontina d’alpeggio meritano uno spazio e un tempo più scanditi, rispettosi delle produzioni virtuose e della fatica supplementare che si portano appresso.

TERRA MADRE 2TERRA MADRE 2

 

Se questo succederà, Torino si candida a buon diritto a diventare la capitale della gastronomia italiana, e non solo a mo’ di consolazione per la perdita del Salone del Libro. Perché tra la fruizione vagamente frenetica di Milano, le modalità dispersive di Roma e l’offerta concentrata sulla tradizione di Napoli, la cultura culinaria declinata a 360 gradi — fra tradizione millenaria ed eco-gastronomia del nuovo millennio — può trovare qui il suo ideale punto di approdo. Vini buoni compresi, naturalmente.

TERRA MADRETERRA MADRETERRA MADRE 3TERRA MADRE 3

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO