sanificazione chiesa

UNDICESIMO COMANDAMENTO: RICORDATI DI SANIFICARE LE CHIESE - MA ATTENZIONE: LE SOSTANZE USATE POSSONO ROVINARE OPERE D’ARTE, PAVIMENTI E LEGNI - IL PONTIFICIO CONSIGLIO MANDA UN VADEMECUM AI PRETI: “NON IMPROVVISATE, CONSULTATEVI CON GLI ESPERTI” – NEL MIRINO I VIDEO IN CUI I MILITARI DELL’ESERCITO SANIFICANO LE CHIESE – VIDEO

Nicoletta Orlandi Posti per “Libero quotidiano”

 

sanificazione chiesa

In cinque pagine, il Pontificio Consiglio della Cultura, dicastero della Curia Romana, ha elencato gli accorgimenti che devono essere usati per sanificare le chiese tra una messa e l' altra e garantire la sicurezza dei fedeli. Suppellettili d' epoca, dipinti antichi, legni, affreschi, altari scolpiti, scranni e mobili, pavimenti in marmo rischiano infatti di essere danneggiati in modo permanente a contatto con sostanze come il sodio ipoclorito e o ammoniaca usate per debellare il coronavirus. Le chiese, del resto, sono veri e propri musei, scrigni di preziose opere d' arte, che non possono essere neanche lontanamente paragonate agli ospedali, agli uffici e alle caserme.

 

Ecco allora che il Vaticano lancia l' allarme, già paventato dal Ministero dei Beni Culturali, per evitare di compromettere i manufatti a causa dell' applicazione di procedure errate. Del resto il patrimonio culturale è un bene non rinnovabile e pertanto ogni azione che può influire sul suo stato di conservazione deve essere adeguatamente conosciuta, valutata, documentata e concordata con gli esperti.

 

sanificazione chiesa

Nel mirino, soprattutto, i video in cui i militari dell' esercito, chiamati dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, per sanificare il santuario del Divino Amore e la parrocchia dei salesiani dedicata a Don Bosco che hanno fatto drizzare i capelli a molti prelati e sovrintendenti. «Nella mia chiesa non entrano, faccio da solo», ha detto un prete del centro della Capitale. «I soldati facciano la sanificazione all' esterno».

 

Nel dubbio non PULIRE Come lui, che ha voluto mantenere l' anonimato, molti altri parroci e sacerdoti d' ora in avanti si atterranno al vademecum del Pontificio Consiglio, in barba a quanto deciso dai vari sinidaci, a cominciare dall' utilizzo di «soluzioni idroalcoliche diluite o saponi neutri, sempre applicati a pressione controllata e sotto la consulenza di un tecnico nella conservazione dei beni culturali».

 

sanificazione chiesa

E in ogni caso, semmai ci fosse qualche dubbio, il Vaticano auspica che non si proceda ad alcun trattamento. Questo significa che dovrebbero essere conosciute le affinità tra le sostanze usate: ad esempio la nota reazione tra candeggina (ipoclorito di sodio) e ammoniaca che genera vapori altamente tossici. «È essenziale conoscere la natura e la composizione dei prodotti da utilizzare per la pulizia, nonché i beni culturali su cui verranno applicati, per valutare la compatibilità di entrambi», puntualizza la Curia romana. Detto questo, per il Pontificio Consiglio, in «nessun caso si deve disinfettare un' opera d' arte, un oggetto storico o un documento».

 

Se c' è il sospetto che qualche oggetto possa essere stato contaminato, dovrebbe essere ritirato in un' area inaccessibile per il tempo consigliato, ovvero fino a 14 giorni. Per oggetti che a causa del loro peso o dimensione non possono essere rimossi , si devono invee posizionare "barriere fisiche" per evitare che qualcuno li tocchi e li contamini: panche di fronte a una pala d' altare, catene, nastri restrittivi temporanei ecc. L' espediente più raccomandato è di collocare cartelli con l' avviso: «Non toccare». E molto semplicemente, basta rimuovere la polvere con un piumino.

 

sanificazione chiesa

DITTE SPECIALIZZATE Poi, certo, nelle chiese - anche in quelle antiche - ci sono pure oggetti di nessun interesse storico come ringhiere, pomelli, panche, corrimano, vetrine, porte: per questi la Curia consiglia una accurata pulizia con panni monouso o carta da cucina e il sapone neutro fornito in gel, quindi può anche essere miscelato con acqua in uno spruzzatore.

 

Naturalmente anche il Ministero dei Beni Culturali ha stabilito delle linee guida molto stringenti, peraltro stilate in collaborazione con l' Istituto Centrale per la Conservazione e il Restauro, I' Istituto Centrale per la Patologia del Libro e l' Opificio delle Pietre Dure. Adesso però vanno fatte rispettare anche alla luce del fatto che ormai abbiamo capito che quella con il virus sarà una lunga convivenza e pertanto le operazioni di semplice pulizia o vera sanificazione nei luoghi di culto e nelle chiese con opere di pregio saranno molto più frequenti nei mesi a venire. C' è da sperare che le imprese di pulizia che si stanno moltiplicando per questi servizi arruolino degli esperti. Solo così potremmo scongiurare il rischio di rovinare le nostre opere d' arte.

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