processo tribunali giustizia

UNA GIUSTIZIA MENO INCIVILE? NELLA RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE SI VA VERSO IL RITO UNICO: RIGUARDERA' SEPARAZIONI, DIVORZI, AFFIDAMENTI ANCHE PER LE COPPIE DI FATTO - IL NUOVO PROCEDIMENTO DARA' MAGGIORI POTERI AI GIUDICI A TUTELA DELLA PARTI DEBOLI - PER INTRODURRE IL GIUDIZIO SERVIRA' UN RICORSO CON LE DENUNCE DEI REDDITI E DELLE DISPONIBILITA' DEGLI ULTIMI TRE ANNI DI ENTRAMBI I CONIUGI - IL GIUDICE POTRA' ADOTTARE SUBITO I PROVVEDIMENTI URGENTI A TUTELA DI MINORI

Michela Allegri per "il Messaggero"

 

MARTA CARTABIA

L'obiettivo è velocizzare i tempi, assicurare decisioni più rapide e anche più efficaci: nella riforma del processo civile si va verso il rito unico, un nuovo procedimento - molto più snello - per la gestione delle crisi familiari, con maggiori poteri per il giudice a tutela delle parti deboli. Il rito unico riguarderebbe le separazioni, i divorzi, l'affidamento dei figli delle coppie di fatto e anche i procedimenti sulla responsabilità genitoriale.

 

La novità arriva dal pacchetto di emendamenti presentati al disegno di legge delega sul processo civile dalla commissione istituita dalla Guardasigilli, Marta Cartabia. Tra le proposte anche quella di conferire nuovi poteri di intervento al giudice nei provvedimenti che riguardano i minori e le vittime di violenza, e la possibilità di proporre nel procedimento di separazione anche la domanda di divorzio, oppure di disporre la riunione dei due procedimenti.

 

riforma processo civile

Viene anche dato più spazio alla mediazione familiare e alla negoziazione assistita, e viene prevista una semplificazione delle procedure di separazione consensuale e divorzio congiunto, allineando i riti e dando maggiore spazio alla trattazione scritta.

 

LA NOVITÀ La vera rivoluzione è quella del giudice unico. Attualmente, infatti, i procedimenti che riguardano le crisi familiari vengono affrontati in sedi differenti. Ma adesso il Governo intende creare un rito unificato che riguarderà i casi relativi a persone, minori e famiglie. Il ragionamento che viene fatto è che la presenza di diversi riti in materie analoghe può portare a una frammentazione che rischia di non garantire una parità di trattamento per vicende sostanzialmente sovrapponibili.

 

Tribunale

Nella proposta di emendamenti si pensa ancora più in grande: viene sottolineato che questo potrebbe essere il punto di partenza per la creazione di un'unica autorità giudiziaria chiamata a trattare questa tipologia di procedimenti.

 

Ecco come dovrebbe funzionare nei dettagli. La competenza dei casi sarà del giudice collegiale, ma sono previsti ampi poteri di delega per il giudice relatore, sempre nell'ottica di snellire i processi. Per quanto riguarda la competenza territoriale, per decidere sarà determinante considerare il luogo di residenza abituale del minore.

 

Tribunale

Per introdurre il giudizio servirà un ricorso che dovrà contenere i mezzi di prova e una copia delle denunce dei redditi e delle disponibilità economiche e finanziarie degli ultimi tre anni di entrambi i coniugi. È previsto anche il superamento della divisione dei procedimenti nelle due fasi, presidenziale e istruttoria.

 

Il giudice, nel fissare la data dell'udienza, potrà inoltre adottare subito i provvedimenti urgenti nell'interesse delle parti e dei minori. Alla prima udienza le parti dovranno comparire per tentare la conciliazione e il giudice potrà invitare a intraprendere un percorso di mediazione familiare, rivolgendosi a uno dei mediatori iscritti nell'elenco che verrà creato in ogni tribunale.

 

Separazioni processo

Viene poi introdotta la possibilità di estendere la negoziazione assistita alle crisi della famiglia non matrimoniale, per disciplinare le modalità di affidamento e mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio e dei figli maggiorenni non economicamente autosufficienti anch'essi nati fuori dal matrimonio.

 

I PROVVEDIMENTI Tra le proposte della commissione c'è anche la codificazione del potere del giudice di adottare d'ufficio alcuni provvedimenti urgenti a tutela dei minori, anche senza la presentazione di un'istanza di parte. Il magistrato avrebbe anche la possibilità di nominare, pure d'ufficio, un curatore speciale per il minore. I procedimenti in cui si denunciano violenze domestiche o di genere, infine, verrebbero trattati con priorità e più velocemente.

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?