UN ROBOT CI SALVERÀ – ALL’ISTITUTO TUMORI “PASCALE” DI NAPOLI È STATO ESEGUITO IL PRIMO INTERVENTO ROBOTICO AL FEGATO, CON L'UTILIZZO DI UN NUOVO DISPOSITIVO ITALIANO “HEMODISS”, CHE PROMETTE OPERAZIONI CHIRURGICHE PIÙ SICURE, RAPIDE E CON PERDITE DI SANGUE RIDOTTE AL MINIMO – LO STRUMENTO TAGLIA E COAGULA I TESSUTI INSIEME, RENDENDO L’INTERVENTO PIÙ PRECISO, SICURO E SENZA SANGUINAMENTI – L’OPERAZIONE È DURATA MENO DI 90 MINUTI E IL PAZIENTE È STATO DIMESSO DOPO TRE GIORNI, SENZA COMPLICANZE…
Patrizia Sessa per l’ANSA
chirurgia robotica intervento robot
Una sala operatoria, un robot e una nuova tecnologia tutta italiana. All'istituto tumori Pascale di Napoli va in scena una prima mondiale destinata a cambiare la chirurgia del fegato: eseguita con successo la prima resezione epatica robotica con HemoDiss, dispositivo di nuova generazione che promette interventi più sicuri, rapidi e con perdite di sangue ridotte al minimo.
A firmare il risultato, secondo quanto rende noto l'ospedale, è l'équipe guidata dal professor Francesco Izzo, direttore della Struttura complessa di Oncologia chirurgica addominale dell'Istituto dei tumori di Napoli, che ha portato a termine un'epatectomia sinistra in appena 90 minuti, senza sanguinamenti e senza ricorrere alla manovra di Pringle, finora considerata uno standard per controllare il flusso ematico durante questi interventi. Il paziente è stato dimesso dopo tre giorni, senza complicanze.
Un esito che, per gli specialisti, segna un vero cambio di passo. Al centro c'è HemoDiss, un manipolo robotico a radiofrequenza bipolare con sistema di aspirazione integrato: uno strumento capace di dissecare e coagulare i tessuti in un unico movimento, superando i limiti delle tecniche tradizionali che richiedono più strumenti e tempi più lunghi.
Tradotto: meno sangue, maggiore precisione, campo operatorio sempre pulito e interventi potenzialmente più brevi. Un mix, si spiega, che potrebbe ridurre anche il rischio di complicanze post-operatorie e migliorare il recupero dei pazienti. Il progetto nasce a Napoli. Il team del Pascale ha contribuito direttamente allo sviluppo della tecnologia, oggi al centro di uno studio multicentrico europeo per ottenere il marchio CE nelle applicazioni robotiche, laparoscopiche ed endoscopiche.
Dietro HemoDiss c'è Kylix Srl, start-up italiana che in pochi anni ha portato sul mercato una piattaforma già coperta da brevetto, esempio concreto di innovazione che dal laboratorio arriva fino alla sala operatoria.
"Questo risultato rappresenta un motivo di grande orgoglio per il nostro Istituto e per l'intero sistema sanitario. Essere protagonisti di una prima mondiale conferma il ruolo del Pascale come centro di eccellenza nella ricerca e nell'innovazione chirurgica. Investire in tecnologie avanzate e valorizzare le competenze dei nostri professionisti significa offrire ai pazienti cure sempre più sicure, efficaci e all'avanguardia", ha sottolineato il direttore generale del Pascale, Maurizio di Mauro.
E le prospettive sono ampie: dall'estensione ad altri interventi addominali fino all'integrazione con le principali piattaforme robotiche, con possibili applicazioni anche nella chirurgia pancreatica e colorettale.

