filippo piritore

“ROMPERE I COGLIONI DOPO 45 ANNI” - L’INTERCETTAZIONE DI SETTEMBRE 2024 DI FILIPPO PIRITORE, L’EX PREFETTO AI DOMICILIARI CON L’ACCUSA DI AVER DEPISTATO LE INDAGINI SULL’OMICIDIO DI PIERSANTI MATTARELLA, CHE PARLANDO CON LA MOGLIE COMMENTA LA SUA CONVOCAZIONE IN PROCURA: “TUTTO QUELLO CHE MANGIO MI FA ACIDITÀ PER ORA. È LO STRESS. TU NON SAI QUELLO CHE...QUALCHE COSA FANNO”. SECCA LA REPLICA DELLA MOGLIE: “TUTTO STO STRESS RIDICOLO. DOPO QUARANT’ANNI CHE CAZZO DEVONO FARE. SEI TU CHE SEI TIPO UCCELLO DEL MALAUGURIO” - E BRUNO CONTRADA, EX NUMERO TRE DEL SISDE CONDANNATO A 10 ANNI PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA, SI SFILA: "MAI SAPUTO DEL GUANTO"

1. «ROMPONO I CO****NI DOPO 45 ANNI». PIRITORE INTERCETTATO MENTRE PARLA CON LA MOGLIE IN AUTO: «STO MALE DA QUANDO MI HANNO CONVOCATO»

Estratto dell'articolo di Filippo Di Chio per www.open.online

 

Filippo Piritore

«Rompere i coglioni dopo quarantacinque anni… Tutto quello che mangio mi fa acidità per ora». Così il 22 settembre 2024, qualche giorno dopo essere stato sentito in procura, Filippo Piritore commentava con la moglie il colloquio avuto con i magistrati.

 

L’ex prefetto, ai domiciliari perché accusato di aver depistato le indagini sull’omicidio di Piersanti Mattarella facendo sparire il guanto di uno dei killer, non nasconderebbe un profondo timore e sconvolgimento per essere coinvolto nella vicenda giudiziaria. «Qualche cosa fanno…», ammette riconoscendo la possibilità che gli inquirenti potessero prendere iniziative a suo carico.

piersanti mattarella

 

«Tutto quello che mangio mi fa acidità per ora… È lo stress… Tu non sai quello che…», esordisce Piritore parlando con la moglie. Lei subito taglia corto, sminuendo l’importanza del colloquio con i magistrati: «E va beh fai male… Sbagli… Tanto non serve a un cazzo quindi… Peggio per te… Tutto sto stress ridicolo».

 

L’ex prefetto però insiste, evidentemente preso alla sprovvista dalla convocazione in procura: «Rompere i coglioni dopo quarantacinque anni… Qualche cosa fanno». E la donna ancora interviene: «Ma che fanno…! Non fanno un cazzo… dopo quarant’anni che cazzo devono fare… sei tu che sei tipo uccello del malaugurio».

 

omicidio piersanti mattarella

Ulteriori conferme arrivano da altre intercettazioni. Il 17 settembre 2024, subito dopo essere stato sentito, Piritore parla ancora con la moglie riferendole il contenuto dell’interrogatorio: «Figura di merda, non ricordavo un cazzo… Io poi gliel’ho detto: “Guardi secondo me… Dico saranno sparite negli anni ’90 perché prima nell’80 servivano da solo… non potevano servire solo per le impronte digitali, e dopo è venuto il Dna… Quindi sono sparite da… se sono state occultate negli anni ’90, quando si è scoperto il Dna».

 

il guanto ritrovato nella macchina di piersanti mattarella

Tutte frasi che, secondo i pm, sono «incompatibili con la posizione di un funzionario che ha compiuto il proprio dovere». Insomma, una persona innocente si sarebbe comportata in un modo al di sopra di ogni sospetto. Invece, nell’agitazione e nello stress, l’ex prefetto tradirebbe «un profondo sconvolgimento sia prima che dopo le sue dichiarazioni». [...]

 

2. CONTRADA, 'MAI SAPUTO DEL RITROVAMENTO DI UN GUANTO'

(ANSA) - "Non ho mai saputo del ritrovamento di un guanto nell'automobile usata dai sicari del presidente Piersanti Mattarella. Io all'epoca ero a capo della Criminalpol e dirigevo la Mobile ad interim in attesa della nomina del capo che poi fu Giuseppe Impallomeni che fu portato dal questore Vincenzo Immordino.

 

BRUNO CONTRADA ESCE DAL CARCERE

Non sono andato nel luogo dell'omicidio in via Libertà dopo il delitto". Lo dice l'ex numero due del Sisde Bruno Contrada che per 23 anni è stato ai vertici della polizia di Stato a Palermo, prima 14 anni alla squadra mobile, poi sei anni alla Criminalpol, e poi 3 anni come capo di gabinetto dell'alto commissario per la lotta alla mafia per poi passare ai Servizi.

 

Di Contrada, che ha 94 anni ed ha ancora una memoria formidabile ricordando date e fatti con precisione, si parla negli atti dell'inchiesta che ha portato ai domiciliari l'ex prefetto Filippo Piritore.

  

piersanti mattarella 7

"La procura di Palermo - afferma - non mi ha interrogato per le nuove inchieste sull'omicidio di Piersanti Mattarella. Io non mi occupai delle indagini. Solo nell'agosto 1980 il questore mi chiese di andare a Londra dove si trovava la moglie di Mattarella, che era testimone oculare del delitto, per mostrarle la foto di Salvatore Inzerillo, nato nel '53, che per noi era implicato nell'omicidio del procuratore Gaetano Costa". Contrada afferma di conoscere l'ex prefetto Filippo Piritore ma solo per motivi professionali quando lui era a Palermo.

  

BRUNO CONTRADA NEL 1995

"Non eravamo affatto amici - dice - non sono mai stato a casa sua e lui non è mai venuto a casa mia e non conoscevo la moglie. Sicuramente essendo un funzionario della squadra mobile della questura dove io sono stato 20 anni l'ho conosciuto. I miei amici in polizia erano Boris Giuliano, Tonino De Luca, Vincenzo Speranza, Paolo Moscarelli, Ignazio D'Antone, Pippo Crimi".

   

"Piritore - continua - non è mai stato alle mie dipendenze alla squadra mobile dove sono stato fino al 1976. Ho una fotografia incorniciata con me e tutti i funzionari della mobile e lui ovviamente non c'è. Alla Mobile poi arrivò Giuliano come capo e io passai a servizio per il coordinamento interprovinciale delle operazioni di polizia Criminale della Sicilia Occidentale".

 

piersanti mattarella 8

Sulla notazione "ore 18 battesimo dr Peritore" del 2 marzo 1980 trovata in un'agenda di Contrada, l'ex numero due del Sisde afferma: "Quell' agenda stava sulla mia scrivania alla Criminalpol ma era un'agenda dove anche il piantone annotava cose. Non è escluso che abbia scritto del battesimo. Io ho conservato le agende perchè avevo intenzione di scrivere un libro sulla mafia. Non ricordo se andai a questo battesimo. Se fossi andato non ci sarebbe stato nulla di male. Sono andato a matrimoni e ricorrenze anche di semplici agenti".

 

piersanti mattarella

3. IL GIALLO DEL GUANTO DEI KILLER DI MATTARELLA

INDUMENTO ERA DELLA MANO DESTRA, DI PELLE E MARRONE

(ANSA) - ì "Un guanto di mano destra, in pelle di colore scuro marrone antistante al sedile anteriore destro": così la polizia scientifica descrisse il guanto recuperato nella Fiat 127 usata dai killer dell'ex presidente della Regione Piersanti Mattarella trovata qualche ora dopo il delitto.

 

Una delle prove sull'inchiesta che, secondo l'accusa, sarebbe stata fatta sparire dall'ex funzionario della Mobile di Palermo Filippo Peritore, oggi arrestato per depistaggio Al sopralluogo durante il quale l'indumento venne trovato c'era sicuramente Piritore, all'epoca funzionario della Squadra Mobile. La sua presenza risulta da una fotografia scattata dalla Scientifica che lo ritrae sul luogo in cui gli assassini abbandonarono la Fiat. Secondo la prassi il guanto doveva essere repertato.

 

la 127 utilizzata per il delitto mattarella e abbandonata poco distante dalla scena del crimine

Ma - ed è questa la prima anomalia rilevata dagli inquirenti - questo non avvenne. Eppure il 7 gennaio 1980 lo stesso Piritore, già in possesso dal giorno prima dei beni trovati sull'auto degli assassini, attribuì all'oggetto, capendone l'importanza, una destinazione diversa rispetto al resto del materiale che invece fu restituito al proprietario della macchina che i killer avevano rubato e usato per la fuga.

 

Stando alla documentazione a firma di Piritore ritrovata dalla Squadra mobile, il guanto sarebbe stato recapitato all'allora sostituto procuratore Pietro Grasso, magistrato titolare delle indagini sull'omicidio Mattarella attraverso l'agente della Scientifica Di Natale. "Tuttavia, la prassi adottata presenta diverse preoccupanti stranezze", dicono i pm

piersanti mattarella

 

E' infatti poco comprensibile che un oggetto, su cui si sarebbero dovuti fare accertamenti, sia stato consegnato dalla Squadra mobile (tramite un appartenente alla Polizia scientifica che semmai avrebbe dovuto riceverlo per svolgere le analisi), al magistrato che nessuna indagine tecnica avrebbe potuto compiere.

 

"L'anomalia diventa ancor più sospetta - per la procura palermitana - se si considera che non solo il guanto è sparito, ma non risulta nemmeno alcun verbale di consegna o atto equivalente a firma del pm o della sua segreteria".

 

 

 

BRUNO CONTRADA NEL 1992Filippo PiritoreBRUNO CONTRADA NEL 1979BRUNO CONTRADA NEL 1998OMICIDIO DI PIERSANTI MATTARELLAFilippo Piritoreidentikit del killer di piersanti mattarella fatto dalla polizia

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