berlusconi veronica lario

ORA SAPETE CON CHI PRENDERVELA PER L’ASCESA DI BERLUSCONI: CON VERONICA LARIO! - NEL RICORSO IN CASSAZIONE CONTRO LA SENTENZA D’APPELLO CHE LE HA AZZERATO IL MANTENIMENTO DA 1,4 MILIONI AL MESE, L’EX SIGNORA DI ARCORE LA SPARA GROSSA: “E’ RICCO E POTENTE GRAZIE A ME. HO RINUNCIATO IN GIOVANE ETÀ ALLA CARRIERA DI ATTRICE" (CHE, PER LA CRONACA, SI E' INTERROTTA DOPO DUE FILM IN TRE ANNI, IN CUI NON ERA LA PROTAGONISTA) 

1 - VERONICA RIVUOLE L' ASSEGNO DAL CAV «LUI RICCO E POTENTE GRAZIE A ME»

C.Gu per “il Messaggero”

 

Se dietro a ogni uomo di successo c' è una grande donna, Veronica Lario rivendica una bella fetta della brillante carriera di Silvio Berlusconi. Dopo trent' anni di storia d' amore, venti di matrimonio e tre figli, ora che i coniugi sono diventati ex è la signora a rivendicare il proprio ruolo nella coppia.

veronica lario berlusconi

 

CASE E GIOIELLI

Su richiesta del marito «ha rinunciato in giovane età alla carriera di attrice per dedicarsi interamente alla casa, alla famiglia e all' allevamento dei tre figli Barbara, Eleonora e Luigi». Una situazione da cui il Cavaliere ha tratto grandi vantaggi: «Potersi dedicare più liberamente e intensamente alle molteplici attività imprenditoriali» e «costruirsi un' immagine di capo di una famiglia felice, largamente sfruttata nella propria vita politica».

 

VERONICA LARIO IN TENEBRE DI DARIO ARGENTO

Così si chiude il ricorso depositato in Cassazione da Veronica Lario contro la sentenza della Corte d' Appello di Milano che a novembre ha azzerato il maxi assegno di mantenimento da 1,4 milioni al mese. Una decisione «surreale e iniqua», scrive il suo legale Cristina Morelli nelle 76 pagine dell' atto di impugnazione. Innanzitutto viene contestato il nuovo orientamento della sentenza Grilli, in base al quale la moglie economicamente autonoma non ha diritto agli assegni di mantenimento, oltre ai calcoli effettuati sul patrimonio di Veronica Lario.

silvio berlusconi con veronica lario la ex moglie di putin e i figli

 

Perciò viene respinta l' ipotesi che la ex first lady debba restituire a Berlusconi tre annualità di alimenti (circa 45 milioni) «compresi gli importi da lei doverosamente versati al fisco e praticamente irrecuperabili». La sentenza del tribunale, spiega il legale, «si fonda su due preconcetti che sembrano riflettere il clamore mediatico che ha circondato il contenzioso».

 

veronica lario

Uno è «l' immotivata convinzione che Veronica Lario sia una donna scandalosamente ricca senza altri meriti se non quello di avere sposato uno degli uomini più ricchi del Paese e titolare di un patrimonio di oltre 10 miliardi di euro» su cui invece la Corte «tace pudicamente». Inoltre, per il legale, i giudici hanno commesso vari errori anche nella valutazione del patrimonio della Lario. Vero che la signora possiede prestigiosi immobili controllati dalla società Il Poggio, in attivo per 50 milioni di euro ma con passività tali «da elidere il valore della partecipazione».

 

VERONICA LARIO

E ancora, gli assegni versati negli anni scorsi da Berlusconi erano «destinati al consumo e come tali effettivamente consumati» per conservare «quell' eccezionale e magnifico tenore di vita» del matrimonio. Infine i preziosi: «Un uomo tra i più ricchi del mondo, impegnato anche come leader politico, desidera davvero che l' ex moglie, anziché destinare i gioielli alle loro due figlie, li venda per andare avanti?».

 

2 - IL RICORSO DI LARIO: PER LUI HO RINUNCIATO A FARE L'ATTRICE

Giuseppe Guastella per “il Corriere della Sera”

 

veronica lario

Veronica Lario non è «una donna scandalosamente ricca, senza altri meriti che quello di aver sposato, molti anni fa, uno degli uomini più ricchi del Paese», ed è una persona che nel 1981, quando aveva 25 anni e cominciò a convivere con il Cavaliere, che di anni ne aveva 47, su «richiesta» del futuro marito rinunciò alla carriera di attrice per «dedicarsi interamente alla casa, alla famiglia e soprattutto all' allevamento e all' educazione dei tre figli».

 

È uno dei due «preconcetti», forse generati dal «clamore mediatico», sui quali, secondo il ricorso in Cassazione della Lario presentato giorni fa, si fonda la sentenza della Corte d' appello d Milano che a settembre ha annullato l' assegno da 1,4 milioni che Berlusconi doveva pagare ogni mesi alla ex moglie. L' altro sarebbe l' idea che la sentenza Grilli avrebbe cambiato la giurispruden-za sulla materia.

 

veronica lario

Grazie alla rinuncia della Lario alle scene, Berlusconi si è potuto dedicare «più liberamente e intensa-mente» alle sue attività imprenditoriali e a «costruirsi un' immagine di capo di una famiglia felice» che in politica ha «largamente sfruttato». Il matrimonio andò in frantumi quando Miriam Bartolini (Lario è il nome d' arte) scoprì dai giornali l' esistenza di un «rapporto anomalo e inquietante» tra suo marito e Noemi Letizia.

 

Per i giudici d' appello, con un patrimonio personale di alcune centinaia di milioni creatole dal marito in immobili, gioielli e con i versamenti di 104 milioni ricevuti nella separazione e nella prima fase del divorzio, Veronica Lario è economicamente indipendente e quindi non ha diritto all' assegno divorzile, come ha detto la Cassazione nella sentenza Grilli.

 

berlu sconi ac e b fb f b c

Non è vero, afferma la difesa della signora che parla di «inadeguatezza dei mezzi», perché la sua società immobiliare «Il Poggio» è in passivo, i gioielli li darà in eredità ai figli e dei soldi avuti dal marito, al quale dovrebbe restituire 45 milioni, una parte sono andati al Fisco, il resto li ha usati per mantenere «l'eccezionale tenore di vita» al quale secondo la Cassazione aveva diritto durante la separazione.

 

3 - LA LOTTA DI VERONICA: RIVOGLIO L' ASSEGNO

Liana Milella per “la Repubblica”

 

L'origine della richiesta di divorzio? La scoperta che una ragazza chiamava suo marito " Papi" e che tra loro c' era « un rapporto anomalo e inquietante» . Che lei, la moglie, giudicò «lesivo della dignità del coniuge e dei valori familiari». Era il 27 aprile 2009, Silvio Berlusconi era il presidente del Consiglio, e sua moglie, Miriam Bartolini, nome da attrice Veronica Lario, disse a Repubblica che non poteva accettare di vivere accanto a un uomo che «aveva rapporti con minorenni».

SILVIO BERLUSCONI E VERONICA LARIO

 

Sono passati 9 anni, e 72 pagine, scritte di pugno dall' avvocato Maria Cristina Morelli - il ricorso in Cassazione contro la sentenza del 16 novembre 2017 della Corte di Appello di Milano - riaprono la storia infinita di una separazione a colpi di milioni di euro. Con una novità giuridicamente significativa. Morelli getta alle ortiche la sentenza della Cassazione - quella del 10 maggio 2015, l'ex ministro dell' Economia Vittorio Grilli contro sua moglie, l' imprenditrice Lisa Lowenstein - che ha fatto storia perché nega che, in caso di divorzio, il coniuge abbia diritto di conservare lo stesso tenore di vita. Ma, dice Morelli, questa «non è una pronuncia delle sezioni unite della Cassazione, non è una legge ordinaria, né è la revisione dell' articolo 29 della Costituzione (la famiglia fondata sul matrimonio, ndr.)».

Veronica Lario

 

Quindi non può essere applicata alla ex signora Berlusconi. Che « ha rinunciato a fare l' attrice » , che « non è scandalosamente ricca», che «ha diritto di lasciare i gioielli regalatigli dal marito ai figli», che ha diritto anche a vivere « nel modo principesco» in cui viveva prima.

 

Ma dopo la sentenza di novembre, secondo l' avvocato Morelli, questo è divenuto impossibile.

Perché Lario deve restituire a Berlusconi 45 milioni di euro e non ha più diritto a 1,4 milioni al mese, come aveva stabilito prima il tribunale di Monza. Una decisione « surreale e iniqua » quella di Milano, che si basa appunto sulla sentenza Grilli, ma non tiene affatto conto della realtà dei fatti. E cioè: l'effettiva situazione economica e patrimoniale di Lario, quella di Berlusconi, su cui la Corte di appello non ha fatto gli accertamenti necessari, le rinunce della stessa Lario rispetto al suo matrimonio con Silvio.

COMPLEANNO VERONICA LARIO CON FIGLI E NIPOTI DA A

 

È sicuramente un passaggio a effetto proprio quello sulle rinunce di Lario e sulla sua «conduzione familiare». Arriva nelle ultime pagine del ricorso. Scrive Morelli: « Lario ha rinunciato in giovane età alla sua carriera di attrice per dedicarsi interamente alla casa, alla famiglia, e soprattutto all'allevamento e all'educazione dei tre figli, Barbara, Eleonora e Luigi » . Una condizione riconosciuta del resto proprio dallo stesso Berlusconi che nel ricorso per lo scioglimento del matrimonio aveva scritto: «Non va trascurato che la signora Bartolini ha contribuito personalmente alla conduzione familiare esercitando il ruolo di madre».

Novella Veronica Lario in spiaggia p

 

Il sacrificio di Lario ha giovato all' ex premier? «Berlusconi ne ha tratto non solo il vantaggio di potersi più liberamente e intensamente dedicare alle proprie molteplici attività imprenditoriali, ma anche quello di costituirsi un' immagine di capo di una famiglia felice, largamente sfruttata nella propria vita politica». La durata del rapporto - un matrimonio durato 20 anni e una convivenza di 10 «in cui sono nati i tre figli» - risulta «decisiva a fondare l'assegno divorzile».

 

Novella Veronica Lario in spiaggia p

Quanto a Lario, dice sempre Morelli, è « erroneo » attribuire consistenza al suo patrimonio, perché invece rivela «passività di gestione», né presentarla come titolare di «ingentissime somme di denaro» , perché gli assegni dell'ex marito sono stati destinati «al consumo». Quanto ai favolosi gioielli che lui gli ha regalato non si può pensare che « un uomo tra i più ricchi del mondo, desideri davvero che la sua ex moglie, anziché destinarli alle loro due figlie e alla futura moglie del loro figlio, li venda per cercare di andare avanti».

VERONICA LARIO E SILVIO BERLUSCONI

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?