manifestazioni fuori dalla prima della scala 12

ALLA SCALA VA IN SCENA IL SOLITO COPIONE: POLITICI, ISTITUZIONI E VIP DENTRO, MANIFESTAZIONI AD MINCHIAM FUORI – LE PROTESTE OGGI ERANO STATE IMBASTITE DAI SOLITI CENTRI SOCIALI, MA ANCHE DAGLI UCRAINI, CHE CONTESTANO LA MESSA IN SCENA DELL’OPERA RUSSA “BORIS GODUNOV” – TRA VERNICE SUI MURI E SLOGAN ANTI-DUCETTA, ALMENO NON CI SONO STATI SCONTRI CON LE FORZE DELL’ORDINE

 

Car. Gu. per www.milanotoday.it

 

manifestazione di protesta davanti alla scala 2

I politici e i potenti dentro. I manifestanti fuori. È il giorno della Prima della Scala con il teatro simbolo di Milano che oggi, festa di Sant'Ambrogio, inaugura la propria stagione. In scena, alle 18 in punto, il "Boris Godunov" di Modest Musorgskij, diretto da Riccardo Chailly con la regia di Kasper Holten e Ildar Abdrazakov nel ruolo del protagonista.

 

Nelle scorse settimana l'opera russa è stata più volte contestata perché la decisione di metterla in scena è apparsa "stridere" con la contemporanea guerra portata avanti da Mosca in Ucraina, ma dalla Scala hanno tirato dritto spiegando e rimarcando che non c'è nessun intento di "propaganda".

manifestazione di protesta davanti alla scala 1

 

Oltre che sul palcoscenico, però, gli occhi sono tra il pubblico - con una presenza di politici quasi da record - e in piazza, con una serie di proteste che mettono nel mirino il governo Meloni e le sue politiche.

 

Le proteste fuori dalla Scala

Ad aprire la serie, in mattinata, sono stati gli attivisti di Ultima Generazione che hanno lanciato vernice contro la facciata del Piermarini per protestare - a modo loro - contro l'emergenza climatica e ambientale. Fermati dalla polizia, i cinque sono stati portati in Questura e poi denunciati, mentre il teatro è stato ripulito.

 

PROTESTE ALLA SCALA

Altre quattro manifestazioni nel pomeriggio, con la piazza presidiata da polizia e carabinieri in assetto antisommossa. "Per chi non riesce più a pagare le bollette, per chi non trova un affitto decente, per chi non avrà più un reddito di cittadinanza, per chi soffoca nella violenza economica, per chi muore in alternanza e sul posto di lavoro, per chi si ribella alla guerra e alla guerra tra poveri", l'appello del centro sociale Cantiere, presente - come ogni anno - davanti al teatro per contestare "la Meloni e tutta la casta" per chiedere "reddito per tutti e miseria per nessuno" insieme al coordinamento dei collettivi studenteschi.

 

manifestazione di protesta davanti alla scala 3

"Oltre il peggior populismo, questo governo ha proposto una finanziaria addirittura peggiore dell'agenda Draghi, senza vergogna di dichiarare che sono dalla parte dei grandi imprenditori. Vendono armi, finanziano  guerre, incoraggiano le energie fossili, attaccano i diritti di tutti, tagliano scuola e cultura. Agenda Meloni? Rubare ai poveri per dare ai ricchi", il loro j'accuse. Le ragazze e i ragazzi si sono ritrovati alle 16 in piazza, dopo un mini corteo in Galleria, esponendo lo striscione "Casa, reddito, diritti, le persone prima del profitto" e intonando cori contro la premier Giorgia Meloni e il governatore Attilio Fontana. A più riprese i giovani hanno urlato "Ricconi dateci il denaro" e "Casa, diritti, dignità, fuori i ricchi dalle città".

 

manifestazione di protesta davanti alla scala 4

Sulla stessa lunghezza d'onda Usb, che parla di "guerra ai poveri". E che vede nella Prima un'occasione "per ribadire al 'signor Presidente del Consiglio' Giorgia Meloni la nostra contrarietà alle politiche di un governo che ha deciso di non fare la guerra alla povertà ma ai poveri, come raccontano benissimo una serie di misure, a partire da quelle sul reddito di cittadinanza. Un governo che si è schierato apertamente dalla parte di chi sfrutta e degli evasori a vario titolo. Un governo che ha iniziato una feroce lotta di classe proprio contro i più poveri".

 

Premier nel mirino anche per i Cobas, riuniti nel comitato referendario "no carovita", che hanno organizzato una "cena a lume di candela in piazza della Scala per denunciare l'assurdità del lusso messo in mostra alla prima scaligera, un vero e proprio sfregio alle disuguaglianze e alla povertà in un momento di guerra e incremento verticale del carovita".

 

manifestazioni fuori dalla prima della scala 19

Fuori dalla Scala anche rappresentanti della comunità ucraina, richiamati proprio dall'opera scelta per la Prima, vista come un mezzo della "propaganda russa, che strumentalizza la propria cultura per promuovere la narrazione antidemocratica e ultranazionalista del mondo russo in Occidente".

 

Chi c'è dentro la Scala

Se fuori c'è "folla", dentro non si scherza. Il palco reale è di quelli delle grandi occasioni. A teatro ci sono il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente del consiglio, Giorgia Meloni, in compagnia della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. E ancora: il presidente del Senato, Ignazio La Russa - seconda carica dello Stato -, oltre al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il ministro del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro delle Riforme, Maria Elisabetta Casellati. Un sovraffollamento quasi senza precedenti, tanto che le "diplomazie" hanno dovuto lavorare, e non poco, per trovare un posto a tutti nel palco, dove siedono anche il sindaco di Milano Beppe Sala e il governatore lombardo Attilio Fontana.

manifestazioni fuori dalla prima della scala 20

 

Non solo politica, però. Perché nel Piermarini c'è la solita "sfilata" di personalità del mondo dello spettacolo e della finanza. In teatro il regista Luca Guadagnino, gli attori Stefano Accorsi e la coppia Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco. Oltre allo scrittore Alessandro Baricco, Luca Formenton del Saggiatore e il Ceo di Adelphi, Roberto Colaianni. E ancora il direttore di Brera, James Bradburne, e quello della Triennale, l'archistar Stefano Boeri, presente con i colleghi Italo Rota e Mario Botta.

 

manifestazioni fuori dalla prima della scala 8

In sala anche gli esponenti delle istituzioni culturali milanesi come il direttore del Piccolo, Claudio Longhi, e l'anima del Franco Parenti, Andrée Ruth Shammah. Ma anche di istituzioni estere come il sovrintendente dell'Opéra di Parigi, Alexander Neef, quello della Staatsoper di Berlino Joan Matabosch e la sua sostituta dal 2024 Elisabeth Sobotka, del Liceu di Barcellona Valenti Oviedo e del Musikverein di Vienna Thomas Angyan. Immancabili e "classiche" la presenza dell'étoile Roberto Bolle e dell'ex premier Mario Monti con il suo successore a presidente della Bocconi, Andrea Sironi.

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