don mauro galli e arcivescovo delpini

SCANDALO ALLA DIOCESI DI MILANO! - LA CURIA DISPONEVA DI FONDI RISERVATI PER AZZITTIRE LE VITTIME DEI PRETI PEDOFILI - E’ QUANTO EMERGE DAL PROCESSO A DON MAURO GALLI, IMPUTATO DI VIOLENZA SESSUALE AI DANNI DI UN GIOVANE PARROCCHIANO CHE HA RICEVUTO 150 MILA EURO PER RITIRARE LA QUERELA - IL RELIGIOSO VENNE LASCIATO A CONTATTO CON I BIMBI E A PRENDERE LA DECISIONE FU L'ATTUALE ARCIVESCOVO DELPINI

Luca Fazzo per www.ilgiornale.it

 

don Mauro Galli e Arcivescovo Delpini

Fondi riservati della Curia milanese per azzittire le vittime dei preti pedofili. È questa la cruda realtà che emerge dal processo a don Mauro Galli, il sacerdote imputato di violenza sessuale ai danni di un giovane parrocchiano.

 

Centocinquantamila euro di risarcimento sono stati versati alla vittima perché ritirasse la sua querela. Non certo da don Galli, che risulta nullatenente. A officiare l'accordo è stato Mario Zanchetti, difensore dell'Arcivescovado. Tra le clausole imposte alla famiglia: non rivelare la provenienza dei quattrini.

 

Don Mauro Galli

Ieri, nella nuova udienza del processo al prete, appare con chiarezza - nel racconto di altri due sacerdoti - il motivo che avrebbe spinto la Curia all'esborso. Sia don Alberto Rivolta che don Carlo Mantegazza, entrambi in servizio nella parrocchia di Rozzano dove si svolsero i fatti, hanno raccontato di avere informato immediatamente il vicario episcopale dell'epoca, ovvero l'attuale arcivescovo Mario Delpini.

 

«Noi pensavamo che don Mauro andasse spostato a livello prudenziale non in un contesto di pastorale giovanile», ha raccontato il parroco, don Mantegazza: l'importante era tenere il prete lontano dai bambini. Invece don Galli venne trasferito a Legnano, proprio alla pastorale giovanile. A deciderlo, emerge dagli atti, fu Delpini: «Questa decisione l'ho presa io», ammette il prelato in una conversazione.

 

Il caso di Don Mauro Galli

Ieri in aula, i due preti-testimoni raccontano di avere appreso subito quanto era accaduto la notte del 19 dicembre 2011: don Mauro che invita il ragazzo a dormire a casa sua con il consenso della famiglia, ma invece che nella camera degli ospiti lo fa dormire insieme a lui nel letto matrimoniale. E nel cuore della notte allunga le mani. «Quando chiedemmo spiegazioni, ci disse che il ragazzo aveva avuto un incubo e lui lo aveva afferrato per non farlo cadere dal letto».

 

MARIO DELPINI

Solo più tardi, il ragazzo (allora quindicenne) aggiungerà di essere stato violentato dal prete. Ieri si apprende che comunque, fin dall'immediatezza dei fatti, Delpini aveva saputo che don Galli si era portato a letto il ragazzino. Ma si guardò bene dall'accogliere la richiesta dei suoi sottoposti di allontanare don Mauro da ulteriori tentazioni.

 

Anzi è lui stesso ad avvisare don Mauro dell'esistenza di una indagine a suo carico, e ad organizzargli la difesa. La prima circostanza è ammessa dallo stesso Delpini nel suo interrogatorio: «In quell'incontro dissi a don Mauro che c'era probabilmente un procedimento penale a suo carico»; e nelle intercettazioni don Galli parlando con un amico dice «ho ricevuto una mail da Delpini che diceva telefonami, scrivimi che ho bisogno di vederti".. l'ho chiamato subito e mi ha detto non è il caso che parliamo per telefono, vieni qui che poi ti spiego, poi dobbiamo stare molto attenti"».

 

Arcivescovo Delpini

Anche della seconda circostanza ci sono tracce chiare nelle intercettazioni: il 4 settembre 2014 don Mauro chiama l'avvocato Zanchetti: «Mario Zanchetti si presenta a Mauro dicendo di essere l'avvocato, gli dice che monsignor Delpini gli ha scritto due righe dicendo che Mauro lo avrebbe chiamato, gli chiede se voleva vederlo per una cosa un po' delicata». Eppure un mese più tardi, interrogato dalla Mobile, Delpini dichiara: «L'avvocato Zanchetti non ha con me alcun tipo di contatto».

 

Cosa fosse accaduto davvero quella notte, lo racconta ieri in aula la ragazza della vittima: «A. era andato a casa di don Mauro, si era confessato, una confessione lunga e profonda. Si era esposto, era vulnerabile, avrebbe fatto qualunque cosa. Don Mauro l'ha fatto andare nel suo letto, sono andati a dormire e nella notte A. si è svegliato urlando. Lo aveva abbracciato da dietro».

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