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L’ITALIA È GIÀ IN GUERRA, MA IN POCHI SE NE SONO ACCORTI – LO SCORSO SETTEMBRE IL NOSTRO PAESE HA REGISTRATO 270 CYBER-ATTACCHI, SOPRATTUTTO A OPERA DI HACKER RUSSI. NEL MIRINO I SITI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, QUELLI DELLE TELECOMUNICAZIONI E DEL SETTORE MILITARE – NEL PRIMO TRIMESTRE DELL'ANNO L'ITALIA HA SUBITO IL 10,2% DEGLI ATTACCHI INFORMATICI GLOBALI. ECCO PERCHÉ GUIDO CROSETTO HA CHIESTO AL CONSIGLIO SUPREMO DI DIFESA LA CREAZIONE DI UN CYBER-ESERCITO A PROTEZIONE DELLE RETI INFORMATICHE DEL PAESE…

Estratto dell’articolo di Irene Famà per “La Stampa”

 

cyber attacchi

La guerra ibrida passa attraverso i labirinti del web, le debolezze delle difese cibernetiche, un territorio in cui non ci sono barriere né confini, ma Stati sì. Spesso stati autoritari e dittature. Una guerra che punta alla governance, ai siti istituzionali, a quelli dei trasporti, ovviamente a rubare quei dati ormai simbolo di potere, o a ricattare, aziende e istituzioni.

 

[...] E l'Italia è tra i paesi più colpiti. Solo a settembre, secondo i dati dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, sono stati registrati 270 attacchi, il 10,3% in più rispetto ad agosto. Colpiti i siti della pubblica amministrazione, centrale e locale, quelli delle telecomunicazioni, quelli del settore governativo - militare.

 

DATI PER I CYBER ATTACCHI ALL ITALIA

E, a quanto riporta Clusit, Associazione italiana per la sicurezza informatica, nel primo trimestre dell'anno l'Italia ha subito il 10,2% degli attacchi informatici globali. Bersagliata «per la sua postura geopolitica e il ruolo nei consessi internazionali di cui fa parte (Ue, Nato e G7), è esposta a diversi profili di rischio», si legge nel documento presentato l'altro giorno al Quirinale dal ministro Guido Crosetto nel corso del Consiglio supremo di Difesa.

 

E gli accertamenti dell'Acn parlano chiaro: l'Italia e l'Occidente sono nel mirino di Stati autoritari come Russia e Cina, che sfruttano le vulnerabilità dei Paesi democratici. In prima fila ci sono in effetti tanti attori filorussi. [...]

 

Da un lato c'è l'hackeraggio di stato, veri gruppi di hacker "militari", come Fancy Bear e Sandworm, distaccamenti e unità specifiche del Gru, i servizi segreti di Mosca, dall'altro attori russi non direttamente collegati all'apparato statuale, ma politicizzati variamente pro Mosca.

 

MATTARELLA MELONI CONSIGLIO SUPREMO DI DIFESA 1

Non sempre con un legame diretto con il Cremlino, ma proprio per questo fungibili e utili, perché le loro azioni sono negabili. Una tra le tante realtà di "hacktivisti" di questo tipo? Noname057 che, dopo alcuni arresti degli scorsi mesi, non ha esitato a ricompattarsi, pronta all'azione.

 

C'è poi KillNet, attivisti cibernetici legati a una galassia vasta e che sostiene il governo di Putin cercando di accreditarsi nella cyberwar. Il più delle volte gli attacchi vengono annunciato su canali Telegram o siti generati ad hoc. E ancora più spesso vengono rivendicati. [...]

 

hacker russi

A febbraio gli hacker filorussi si sono attribuiti attacchi ai siti del ministero del Made in Italy e della Guardia di Finanza. Tentativi di hackeraggio, poi, dei portali dell'Aeronautica e del ministero dei Trasporti. A gennaio l'assalto è stato dato al sito web del ministero della Difesa. E ancora. I portali dei ministeri dell'Economia, degli Esteri, delle Infrastrutture e delle forze dell'ordine.

 

Ci sono i target «premium» e le realtà locali, come province, comuni: nessuno di loro è immune. La tecnica più utilizzata? Gli attacchi Ddos (acronimo di Distributed Denial-of-Service) che bombardano di richieste di accesso coordinate il proprio bersaglio finché non lo mandano in tilt. L'Acn ha registrato un aumento del 77% nei primi sei mesi del 2025 rispetto al primo semestre dell'anno passato.

 

GUIDO CROSETTO

E nell'ultimo periodo, tra le minacce riconducibili all'hacktivismo, c'è stata una nuova ondata di assalti condotti da gruppi attivi nell'ambito del conflitto russoucraino e da attori pro-Hamas, che hanno rivendicato azioni a carattere dimostrativo contro siti istituzionali italiani in concomitanza con l'inasprirsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Centoventiquattro le rivendicazioni. Solo il 6% degli assalti, però, ha prodotto effetti rilevabili. [...]

 

Anche la cyberwar ha i suoi mercenari, gruppi criminali che, se ben pagati, organizzano e mettono a segno le azioni. Non solo. Sono anche disposti a violare i siti web per rubare dati sensibili. Informazioni, siti web da abbattere: è questa la frontiera del conflitto tecnologico, tra campagne di disinformazione, azioni cyber, penetrazione nel tessuto economico, sabotaggi.

cyber attacchi

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