artem uss giorgia meloni carlo nordio

UN BEL COLPO DI “FORTUNA” PER IL GOVERNO MELONI -"CORRIERE": SE ARTEM USS NON FOSSE EVASO PER TORNARE IN RUSSIA, E UNA VOLTA CHE LA CASSAZIONE AVESSE CONFERMATO L’OK DELLA CORTE D’APPELLO ALL’ESTRADIZIONE, IL GOVERNO AVREBBE DOVUTO DECIDERE A CHI DARLO: AGLI STATI UNITI O ALLA RUSSIA, CHE AVEVA INOLTRATO LA RICHIESTA PRIMA DI WASHINGTON E PER GIUNTA IN FORZA DELLA CONVENZIONE EUROPEA - UN IMBARAZZO CHE, DOPO L’EVASIONE DI USS, L’ESECUTIVO NON AVRÀ PIÙ - "REPUBBLICA": UNA VOLTA A MOSCA, ARTEM USS HA DETTO: 'IL NOSTRO PAESE HA MOLTI AMICI E PERSONE ONESTE CHE LO SOSTENGONO E CHE AL MOMENTO GIUSTO SONO PRONTE AD AIUTARE'. CHI SONO QUESTI AMICI? C’È STATA COLLABORAZIONE TRA ITALIANI E AGENTI DI MOSCA?"

Estratto dell’articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”

 

ARTEM USS

Quarantotto ore di differenza il 9 novembre 2022, a vantaggio dei russi sugli americani, e la combinazione fra queste 48 ore e una norma di legge in tema di estradizioni, disvelano quale sia stato, fino all’evasione il 22 marzo 2023 dell’uomo d’affari russo Artem Uss dagli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, il vero imbarazzo politico da gestire per il governo Meloni-Nordio: superiore persino a quello ora per la beffarda fuga del magnate russo, perché impossibile da tentare di spartire con i giudici milanesi.

 

Uss viene arrestato il 17 ottobre a Malpensa per accuse americane di associazione per delinquere, truffa e riciclaggio, e il giorno successivo (in attesa che dagli Stati Uniti arrivi la richiesta di estradizione) i giudici convalidano la custodia cautelare in carcere, sposando la tesi americana di Uss in fuga da New York, solo di passaggio a Malpensa, e senza dimora in Italia.

 

ELISABETTA BELLONI ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI IN AUDIZIONE AL COPASIR

IL BLITZ DI MOSCA

L’11 novembre arriva dagli Stati Uniti la richiesta di estradizione, alla quale Uss non presta consenso, sicché si avvia il normale iter giudiziario che prevede che siano la Corte d’Appello (che lo farà il 21 marzo 2023) e poi la Cassazione (che nelle prossime settimane dovrà valutare il ricorso della difesa di Uss) a verificare se esistano le basi giuridiche per concedere l’estradizione: la quale poi però, per diventare esecutiva, deve per legge passare dalla scelta di responsabilità squisitamente politica solo del governo, che può negarla anche se i giudici l’abbiano ritenuta ammissibile.

LA STRUTTURA DOVE ARTEM USS ERA AI DOMICILIARI

 

Sinora era già noto che dopo l’arresto di Uss anche la Russia paradossalmente ne aveva domandato l’estradizione per una propria inchiesta per malversazione, parsa a molti un pretesto per provare a mettere in salvo il figlio di un governatore di una regione siberiana caro a Putin. Ma quello che non si è sinora considerato è che i russi bruciarono sul tempo gli americani e chiesero l’estradizione 48 ore prima, il 9 novembre.

GIORGIA MELONI CARLO NORDIO

 

Uss ovviamente prestò subito consenso: e quando c’è consenso, i giudici non hanno alcun ruolo nell’estradizione, ma è solo il governo a quel punto a dover decidere il sì o no. Questo vuol dire che dal 9 novembre, e poi per oltre quattro mesi, il governo Meloni-Nordio ha preferito non prendere questa decisione.

 

Nel frattempo, dopo quasi 40 giorni di carcere a Busto Arsizio, i difensori di Uss, […] il 25 novembre 2022 ottengono dai giudici Fagnani-Curami-Caramellino gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico operativo dal 2 dicembre, nonostante il parere contrario del procuratore generale Francesca Nanni e del pg Giulio Benedetti, i quali avevano evidenziato come già l’anno precedente il braccialetto non avesse evitato la fuga di un arrestato richiesto dagli Stati Uniti.

ARTEM USS

 

Il 29 novembre gli americani scrivono al ministero per ribadire «l’elevatissimo pericolo di fuga» di Uss, additando negli ultimi tre anni già sei scappati dagli arresti domiciliari ottenuti nelle Corti di Firenze, Genova e Milano in attesa di estradizione. Il ministero risponde il 6 dicembre tranquillizzando gli americani sul fatto che «gli arresti domiciliari, resi più sicuri dal braccialetto, sono in tutto equiparati al carcere».

ROTTA JET MILITARI AMERICANI DECOLLATI DOPO LA FUGA DI ARTEM USS

 

E il 9 dicembre trasmette alla Corte d’Appello questa propria risposta, senza allegare la lettera degli americani ma comunque indicandola alla prima riga: sia i giudici sia gli avvocati di Uss apprendono così dell’esistenza della lettera degli americani del 29 novembre, e la richiedono al ministero, che gliela trasmette il 19 dicembre 2022, senza ritenere di esercitare la facoltà di chiedere il ripristino del carcere riconosciutagli in ogni momento del procedimento dall’articolo 714 del codice di procedura.

giorgia meloni carlo nordio

 

UN OK E UN DILEMMA

Il 22 marzo l’altro collegio di Corte d’Appello formato dai giudici Nova-Barbara-Arnaldi concede l’estradizione di Uss agli Stati Uniti ma per il contrabbando di petrolio dal Venezuela in violazione dell’embargo, non per le esportazioni illegali di tecnologie militari sensibili […] Se Uss non fosse evaso, e una volta che la Cassazione avesse confermato l’ok della Corte d’Appello all’estradizione, il governo avrebbe dovuto decidere a chi darlo: agli Stati Uniti o alla Russia, che lo aveva chiesto prima, e per giunta in forza della convenzione europea sull’estradizione. Un imbarazzo che, dopo l’evasione di Uss, non avrà più.

 

ARTEM USS NEL 2011

2 - SILENZIO DI STATO

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

 

Ricordate Herbert Kappler? Nel ferragosto del 1977 l’ex colonnello nazista è riuscito a scappare dall’ospedale militare del Celio chiuso in una valigia, trasportata lungo le scale dalla moglie Anneliese. Questa la surreale versione stesa dal governo Andreotti per nascondere la verità: la fuga dell’ufficiale malato, morì sei mesi dopo, venne agevolata in tutti i modi per evitare una crisi diplomatica con la Germania Federale, che aveva chiesto per tre volte un provvedimento di clemenza. La ragione di Stato aveva spinto a lasciare il responsabile del rastrellamento del Ghetto e del massacro delle Fosse Ardeatine senza la minima sorveglianza, permettendogli di allontanarsi indisturbato.

 

LA VERA FOTO DI ARTEM USS

Qualcosa di simile è avvenuto il 22 marzo con Artem Uss, il giovane oligarca russo evaso dagli arresti domiciliari in una cascina milanese dove nessuno lo teneva sotto controllo. […] oggi il silenzio dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni sulla fuga di Uss spinge ai peggiori sospetti. […] appare incredibile che non sia stata decisa una vigilanza speciale nei confronti del manager che la magistratura statunitense ritiene protagonista di traffici fondamentali per la macchina bellica russa: è accusato di permettere la costruzione delle armi tecnologiche che bombardano l’Ucraina.

 

Invece è stato messo ai domiciliari […] con un braccialetto elettronico privo di segnalatore di posizione, dove riceveva frequenti visite della moglie e dei funzionari del consolato russo. Misure di sicurezza inferiori a quelle previste per un piccolo spacciatore o uno scippatore. […] Perché?

 

GIORGIA MELONI CARLO NORDIO

L’estradizione dall’Italia agli Stati Uniti di Artem Uss avrebbe provocato una reazione feroce del Cremlino, che ha fatto pressioni su tutti i vecchi amici italiani per impedirla: tanti a Roma devono avere tirato un sospiro di sollievo alla notizia della fuga di Artem Uss. È paradossale però che il ministro dell’Interno Piantedosi e la stessa premier non abbiano ancora fornito spiegazioni al Parlamento e ai cittadini. Il danno alla credibilità del nostro Paese provocato dall’evasione è tale da minare la fiducia nell’Italia degli alleati atlantici.

 

E lo scenario che emerge dalle indagini della procura di Milano sembra confermare le ipotesi iniziali: è stata un’operazione pianificata al massimo livello dall’intelligence russa, condotta da “agenti a contratto” di diverse nazionalità che sono entrati in azione alle porte di Milano. Un’esfiltrazione — come si dice nel gergo delle spie — che ha trasferito il detenuto attraverso tutta l’Italia settentrionale, fino alla frontiera di Trieste e ai Balcani.

 

IL BRACCIALETTO - LA FUGA DI ARTEM USS VISTA DA GIANNELLI

Una volta a Mosca, Artem Uss ha lodato «le persone forti e affidabili» che gli «sono state vicine». E il padre Alexander ha pubblicamente ringraziato Vladimir Putin «che ha un cuore grande e generoso». Per poi aggiungere una frase sibillina: «Il nostro Paese ha molti amici e persone oneste che lo sostengono e che al momento giusto sono pronte ad aiutare. So di cosa parlo…». Chi sono questi amici? […] c’è stata anche una collaborazione attiva tra italiani e gli specialisti ingaggiati da Mosca? […]

Ultimi Dagoreport

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...

giorgia meloni sergio mattarella

FLASH - GIORGIA MELONI VORREBBE ANTICIPARE AD APRILE IL VOTO PER LE POLITICHE 2027 SGANCIANDOLO DALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE (SI VOTERA' ANCHE PER I SINDACI DI ROMA, MILANO, TORINO, NAPOLI E BOLOGNA): NON VUOLE CHE UN'EVENTUALE ONDA DI CONSENSO PER IL CENTROSINISTRA ALLE COMUNALI NON RICADA ANCHE SULLE POLITICHE - IL QUIRINALE PERO' NON LA PENSA ALLO STESSO MODO: ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE AD APRILE 2027 SOLO SE IN "ELECTION DAY" CON LE AMMINISTRATIVE ALTRIMENTI SI VOTA A OTTOBRE, DOPO LA NATURALE CONCLUSIONE DELLA LEGISLATURA...

silvio berlusconi marina berlusconi letizia moratti

DAGOREPORT - AIUTO! ARIECCO "MESTIZIA" MORATTI, LA LADY MACBETH A MISURA DUOMO, SEMPRE TALMENTE PIENA DI SÉ CHE POTREBBE DIGIUNARE PER TRE MESI - DALL’ALTO DI UNA FORZA PATRIMONIALE BILLIONAIRE, LA 77ENNE VEDOVA DEL PETROLIERE MORATTI È POSSEDUTA DALL’AMBIZIONE, LA PIÙ INDICIBILE: DALLA PRESIDENZA DI FORZA ITALIA ALLA PRESIDENZA DEL QUIRINALE, NON C’È OSTACOLO ALLA SUA BRAMA DI POTERE. E VISTO CHE I DEL DEBBIO E I PORRO SE NE FOTTONO DI INVITARE LA MUMMIA SOTTO DUOMO SPINTO, CE LA RITROVIAMO OSPITE RIVERITA DI LILLI GRUBER - INCALZATA DAI PERFIDI SCANZI E FITTIPALDI, “MESTIZIA” E’ ANDATA IN BAMBOLA MOLLANDO UNA MINCHIATA SUL FASCIO VANNACCI ('SE DOVESSE SPOSARE I NOSTRI VALORI, NESSUNO VUOLE ESCLUDERLO') E COMMETTENDO UN TERRIFICANTE REATO DI LESA MAESTÀ CHE HA FATTO ROVESCIARE OCCHI-NASO-ORECCHIE (E LIFTING) ALLA PRIMOGENITA DI ARCORE: "MARINA BERLUSCONI HA SBAGLIATO! NON DOVEVA CONVOCARE TAJANI NEGLI UFFICI MEDIASET PER ALLONTANARE GASPARRI" - SAPETE COME L’HA PRESA LA SUSCETTIBILE CAVALIERA DI ARCORE? MALE, MALISSIMO! MA COME SI PERMETTE, DOPO CHE LA “FAMIGLIA” L’HA RIPRESA IN FORZA ITALIA, PIÙ ACCIACCATA DI UN PARAURTI, E L'HA RICANDIDATA ALLE EUROPEE? – SI SA, SON COSE CHE SUCCEDONO QUANDO SI HA UN’AMBIZIONE PIÙ RICCA DEL CONTO IN BANCA… - VIDEO

peter thiel donald trump dario amodei christopher olah papa leone xiv

DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO - IL NUOVO “PAPAGNO” SARÀ LA PUBBLICAZIONE DELLA PRIMA ENCICLICA DI ROBERT PREVOST. SI INTITOLA “MAGNIFICA HUMANITAS” ED È DEDICATA INTERAMENTE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - NON FARÀ ASSOLUTAMENTE PIACERE A TRUMP SAPERE CHE TRA I RELATORI DEL DOCUMENTO PAPALINO, BRILLA IL NOME DI UN ALTRO ACERRIMO NEMICO DELL’AMMINISTRAZIONE USA: CHRISTOPHER OLAH, CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, LA PRIMA AZIENDA BIG TECH CHE SI ONORA DELL’APPELLATIVO DI “ETICA” – ALTRO DISPIACERE PER TRUMP: IL 28 MAGGIO IL GENIO DI ANTHROPIC, DARIO AMODEI INCONTRERÀ A PALAZZO CHIGI L'ORMAI DETRUMPIZZATA GIORGIA MELONI E IL GIORNO DOPO, QUASI SICURAMENTE, SERGIO MATTARELLA. OGGETTO DEGLI INCONTRI: LO SVILUPPO DI UN DATA CENTER IN ITALIA E PROGETTI NELL’AMBITO DELLA DIFESA – MASSI', E’ ANDATA ALLA GRANDE AD AMODEI LA DECISIONE DEL PADRE DI EMIGRARE IN CALIFORNIA: FOSSE RIMASTO A MASSA MARITTIMA, IN TOSCANA, CHE SAREBBE STATO DI LUI? TRA “SCUOLA OBSOLETA” E “POLITICA MARCIA”, UN AMODEI DE’ NOANTRI AVREBBE APERTO AL MASSIMO UNA PIZZERIA… - VIDEO