luigi di maio emmanuel macron al sisi giulio regeni

E SE L’OMICIDIO REGENI FOSSE SOLO L’ULTIMO TASSELLO PER FAR FUORI L’ITALIA DALL’EGITTO? L’IPOTESI DI UNO STRANO ASSE AL CAIRO PER ASSOTTIGLIARE LA PRESENZA DEL NOSTRO PAESE A FRONTE DI UNA FRANCIA CHE SI RAFFORZA – LA SVOLTA ARRIVA NEL 2015: L’ENI FINALIZZA LA PIÙ GRANDE SCOPERTA DI GAS MAI REALIZZATA IN EGITTO E L'INTERSCAMBIO COMMERCIALE REGISTRA UN SALDO CHE SUPERA I 900 MILIONI DI EURO – POI LE AUTOBOMBE AL CONSOLATO ITALIANO, L’OMICIDIO REGENI E IL CASO ZAKI…

Francesca Sforza per "La Stampa"

 

MACRON AL SISI

Fare fuori l'Italia dall'Egitto. Prende corpo in ambienti di governo la convinzione che il brutale assassinio di Giulio Regeni sia il tassello finale di un mosaico più ampio finalizzato a colpire il nostro Paese nei suoi interessi più vivi, per indebolire e sporcare la sua tradizionale presenza nel Mediterraneo, e allontanare sempre di più il giorno in cui sarà possibile parlare di normalizzazione dei rapporti.

 

AL SISI GIUSEPPE CONTE

Molto si deve alle nove pagine di ricostruzione delle violenze che sono state inflitte al giovane ricercatore italiano, e che costituiscono una parte centrale dell'inchiesta della Procura di Roma. Dettagli che non lasciano dubbi - posto che qualcuno li abbia mai coltivati - sul fatto che si sia trattato di un'operazione politica, dalle modalità del rapimento alle torture, fino alle circostanze del ritrovamento, da parte di un pulmino sulla statale per Alessandria, non lontano da un centro di interrogatori dell'intelligence militare, nelle stesse ore in cui l'ambasciatore italiano è a cena con l'allora ministra dello sviluppo economico Federica Guidi, in visita al Cairo con una delegazione di imprenditori italiani.

 

giulio regeni

L'anno della svolta Per capire come siano proprio i rapporti economici tra Italia ed Egitto a essere colpiti duramente, bisogna tornare al 2015, anno chiave per i rapporti bilaterali e turning point dopo il quale molte cose non torneranno più come prima. Il 2015 è stato infatti un anno d'oro per le compagnie petrolifere italiane: nella tarda primavera diventa chiaro che Eni sta finalizzando la più grande scoperta di gas mai realizzata in Egitto, e ad agosto arriva l'annuncio ufficiale da parte del gruppo. «Il giacimento di Zhor - si leggeva nella nota ufficiale - può avere un potenziale fino a 850 miliardi di metri cubi di gas e rappresentare quindi una delle maggiori scoperte di gas a livello mondiale, situata in un permesso detenuto da Eni al 100%».

 

Contestualmente, altre compagnie petrolifere ed energetiche si trovavano costrette a tagliare investimenti; la francese Total, a causa di una flessione generale dei prezzi (scesi per il petrolio al di sotto dei 40 dollari al barile), vende le proprie attività di gas nel Mare del Nord e avvia una strategia di contenimento dei costi, e anche Chevron sceglie di ritardare o cancellare mega-progetti che richiedono impegni economici ingenti.

emmanuel macron riceve al sisi all eliseo 4

 

Chi sale e chi scende Per gli italiani invece le cose vanno bene, anche l'interscambio commerciale registra cifre importanti: il saldo finale supera i novecento milioni di euro, siamo il sesto Paese fornitore dell'Egitto, e deteniamo una quota del 4,4 per cento del mercato complessivo. Oggi i dati dell'osservatorio economico del Mise registrano tra gennaio e aprile 2019 un interscambio fermo a 27 milioni di euro, e uno scivolamento di sei posti nella classifica dei Paesi fornitori (attualmente siamo dodicesimi, e la quota di mercato è del 2,7).

 

attentato al consolato italiano in egitto 9

A metà luglio 2015, però, un'autobomba esplode davanti al consolato italiano: gli uffici sono fortunatamente chiusi, si evita la strage, tra le vittime solo un malcapitato ambulante egiziano che si trovava nella zona dell'esplosione. I presunti autori dell'attentato, legati al gruppo estremista Ansar beit el Maqdes, sono subito identificati e arrestati.

 

patrick george zaki

In quell'occasione la macchina della giustizia egiziana si mostrò curiosamente efficiente, perché nel settembre successivo mise a segno un ulteriore blitz e dopo una lunga e intensa sparatoria comunicò di aver ucciso nove terroristi islamici, indicandoli come altri (ulteriori?) responsabili dell'attentato al consolato italiano. Come in tutte le azioni militari del governo del presidente egiziano Al-Sisi, non ci furono neanche in quel caso verifiche indipendenti, le voci su chi fossero davvero i terroristi colpiti si rincorsero per qualche giorno, fino a silenziarsi del tutto.

 

AL SISI - MACRON

La coda avvelenata Tra fine gennaio e inizio febbraio, l'omicidio Regeni, con tutte le sue avvelenate conseguenze. E infine il caso di Patrick Zaki, legato all'Italia dai suoi studi, che continua a restare in carcere malgrado i numerosi appelli da parte delle nostre autorità. In questi anni, la presenza dell'Italia in Egitto si è progressivamente assottigliata, e l'eccezione costituita dai grandi gruppi (too big to fail) non può far perdere di vista il generale indebolimento del cosiddetto «sistema Paese» nell'area, a fronte di una Francia, ad esempio, che ha annunciato un aumento del volume degli scambi con l'Egitto, quantificato a settembre 2020 in 1,6 miliardi di dollari.

patrick george zaki 2

 

Abbastanza per spiegare il trattamento riservato dall'Eliseo al presidente egiziano Al Sisi, e per augurarsi che al più presto, in sede di Unione europea, sia possibile scoprire le carte su chi ha davvero a cuore la salvaguardia dei diritti umani e chi no.

emmanuel macron riceve al sisi all eliseo 6attentato al consolato italiano in egitto 7patrick george zaki a romaattentato al consolato italiano in egitto 3attentato al consolato italiano in egitto 4attentato al consolato italiano in egitto 5attentato al consolato italiano in egitto 6attentato al consolato italiano in egitto 8MACRON - AL SISIAL SISI - MACRON

MACRON AL SISI

emmanuel macron riceve al sisi all eliseo 5

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO