porno ricatto su facebook

A COSA SERVE FACEBOOK: A PORNO-RICATTARE GLI ARRAPATI - IL RACCONTO DI MANUEL, UN RAGAZZO CHE HA (VOLONTARIAMENTE) ABBOCCATO ALL’ESCA DI UNA FINTA GNOCCA PALERMITANA, IN REALTÀ UN TRUFFATORE IVORIANO - “LEI'' SI SPOGLIA, LUI SI TIRA FUORI IL PISELLO DAVANTI ALLA WEBCAM. MA LEI FA UNO SCREENSHOT E INIZIA A RICATTARLO: ‘LO MANDO A TUTTI I TUOI CONTATTI SE NON MI MANDI 1000 EURO’. ECCO COME REAGISCE…

 

Manuel Peruzzo per www.lastampa.it del 24/09/2017

 

porno ricatto su facebook

Sandra Mancarella mi ha chiesto l’amicizia su Facebook. Tutto ciò che so di lei è la foto in cui si vede che è giovane e bella. Si presenta in privato: “Non ci conosciamo sono nuova da qui su Facebook e voglio fare nuova conoscenza se ti dà fastidio dimmi”. Ho subito apprezzato lo spirito d’iniziativa, non mi permetto di inibirla. Incuriosito dalla sua ortografia le chiedo da dove viene. “Piacere Sandrà sono di Palermo ma ora sono a messina xk Lavoro é tu ?”.

 

Le dico che sono un trentenne, vivo a Como e faccio l’impiegato. Sono così scarso nella conversazione che mi interrompe: “io sono nel camera mia me annoio cerco di divertire. Facciamo la video chiamata da su Facebook così facciamo sesso in cam per divertire nulla di più si non vuoi dimmi e lasciamo perdere”.

 

 

Ora, riflettiamoci. Se una ragazza con un profilo vuoto e senza amici in comune ti contatta dicendo che è nuova su Facebook, si chiama Sandrà Mancarella, ti dice che fa l’infermiera a Messina, e che per ingannare la noia fa sesso virtuale, la prima cosa che pensi è che sei stato fortunato. Finalmente è la tua serata. Finalmente stai per scoprire cosa succede a un maschio bianco eterosessuale disponibile. L’occasione è troppo ghiotta per lasciarla sfuggire. Videochiamo.

 

Mi accorgo subito che Sandrà non è come nella foto profilo. È proprio un’altra ragazza in quel che pare essere un filmato sgranato messo per ingannarmi. Ma perché formalizzarsi, sono tutte e due caucasiche, e poi è già mezza nuda. Si fa coraggio e mi scrive di farmi vedere nudo, lei farà lo stesso. Un po’ sbrigativo come approccio ma non voglio rovinare tutto con la mia diffidenza poco virile.

porno ricatto su facebook

 

E io che non voglio essere da meno, sto al gioco, fotografo lo schermo, cerco di capire come funziona, mi masturbo con il video di lei (le cose o si fanno bene o non si fanno), e dopo circa un minuto ciò che vedo è la mia faccia pelata sullo schermo. Il sogno si ferma e si trasforma in un incubo: l’infermierina sexy dall’immaginario anni 70 non è una vera infermiera. Si prendeva gioco di me. Ecco che si inizia.

 

 

Mi scrive se ho capito che mi ha in pugno con un video compromettente: “vuoi che mando a tuo amici vicino da te ? famiglia a te ? anche nella tua città attuale ? quale vergogno se pubblico quello è questo che vuoi ?”. No non è questo che voglio. Sei solo tu e la luce verde della cam nella solitudine della tua camera da letto. E pensi a tutti quelli che ci sono passati. Adolescenti, uomini sposati, anziani inattrezzati che presi dal panico e dalla vergogna d’essere stati ripresi durante un atto intimo, grottesco e patetico si lasciano intortare. Pronti a tutto pur di metter fine a quella faccenda. Nessuno vuole che il filmatino sciatto e sgranato, la sega più triste e costosa mai esistita, venga visto dai propri parenti, dagli amici, e soprattutto dai nemici. I truffatori fanno leva sulla vergogna. Ma c’è solo un piccolo problema: io non ne provo affatto.

 

 

“Giuro su entrambi i seni di mia madre se hai provato a tagliare la cam o ti provo a fuggire pubblicherò il tuo video quello che vuoi che faccio con la tua vita?”. Chiedo come funziona. Ok, ho visto Black Mirror, la serie tv distopica inglese in cui un ragazzino è ricattato online per essersi masturbato di fronte al computer, e più o meno sono preparato, però dove intende pubblicare il video? Facebook agirà sotto la mia segnalazione? E in quanto tempo? Saranno svelti come quando devono bloccare il quadro dell’ottocento con dei capezzoli? La risposta ovviamente è no, la signorina Sandrà ha campo libero di sputtanarmi. E lo farà.

porno ricatto su facebook

 

 

Sandrà è così gentile da assicurarsi io capisca le intenzioni. Vuole pubblicare il video “su youtube e anche su facebook ovunque ha tutto il tuo amico mi dica questo bene quello che vuoi che faccio della tua vita?”, ripete che tutti mi vedranno. Insiste: “Quindi rispondi francamente ora che vuoi che elimini tu o vuoi che lo pubblichi?”. Vuole darmi la possibilità di correggere il mio pessimo comportamento, vuole darmi una mano.

 

 

Mi sta probabilmente parlando in un francese tradotto su Google. Minaccia “È questo che faccio della tua vita?”, mi chiede se voglio che elimini il video o che lo pubblichi. Poi mi promette un milione di visitatori su YouTube e inizio a credere che forse potrei dare una svolta alla mia carriera. Paris Hilton e Kim Kardashian non si sono buttate dalla finestra o impiccate; e il mio paese non sa della mia esistenza.

 

Scelgo d’essere l’Anthony Weiner della mia timeline: pubblichi tutto, chissenefrega. Vediamo come va a finire. Dopo cinque minuti, Sandrà pubblica il mio video proprio sotto a un post in cui racconto che cosa sta succedendo ai miei amici divertiti che ormai hanno spento Tv e Netflix per appassionarsi alla saga. E per vedere cinicamente il mio video.

 

 

Tento di far ragionare Sandrà facendole presente che è estorsione, pubblicazione illecita, stalking e che la denuncio. Lei mi risponde “i Carabinieri hahaha non mi spaventa... Se volete rende-anche voi alla gendarmeria o la polizia postale, perché solo non può mai io voi di bene non trovarmi, ma so che dopo essere stato fatto in tutti questi posto me finisco rovinare la vita, condividendo il video al massimo…”. Non capisco bene cosa dice ma sicuramente non l’ho commossa. 

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Mi ordina di fare un pagamento tramite Western Union, indirizzato a Marco Milano, a Abidjan la capitale economica della Costa D’Avorio, codice fiscale 00225, per una somma di mille euro. E mi scrive “Vai subito appena fatto il pagamento mandami la ricevuta del pagamento cosi chiudiamo questa storia del video”.

 

Mi scrive anche, evidentemente per convincermi, che prima pago e prima toglierà i video e mio figlio non li vedrà. Io però non ho figli. Gli rispondo di non darmi ordini, perché sono molto più pigro di lei, che a questo punto è chiaro essere un lui: un ivoriano che da qualche farm truffaldina estera sta tentando la truffa con me come con chissà quanti altri. Continuerà a inviarmi il video e a chiedermi soldi fino a che Facebook, in seguito a mia segnalazione, non interverrà bloccando il profilo fasullo. Purtroppo tardi.

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Questa volta è andata bene perché non sono morto dalla vergogna. Non ho tentato il suicidio, non sono caduto in depressione, non mi sono dovuto scusare con mia moglie o con i miei figli. È andata bene perché il truffatore ha trovato la persona sbagliata, cioè l’unico trentenne a cui se dici che gli pubblichi il video di lui nudo online non si dispera ma si apre una birra e aspetta il momento in cui Facebook lo sospende per una verifica. Quando finalmente avviene mi rassicuro, anche se ormai è tardi. Poco dopo mi scrive tale Mariella Di Coste: “Allora, facciamo 200 euro, ok?”. Non sono mai stato svalutato tanto velocemente.

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