willy fratelli bianchi

IL SESSO AL CIMITERO E POI "LA VIOLENZA INAUDITA" CONTRO WILLY: LA NOTTE FOLLE DEI FRATELLI BIANCHI - I TESTIMONI DELL’OMICIDIO DEL GIOVANE DI COLLEFERRO: “WILLY ERA A TERRA INERME CON LE CONVULSIONI, GLI SONO SALTATI SUL CORPO, L’HANNO MASSACRATO A CALCI E PUGNI SENZA UNA PLAUSIBILE RAGIONE” – “GABRIELE BIANCHI GLI HA DATO UN CALCIO IN PANCIA, WILLY SI È ACCASCIATO. PERDEVA SANGUE DALLA BOCCA, GABRIELE L’HA PICCHIATO ANCORA A TERRA…” - LA RIVELAZIONE DI BELLEGGIA: “I BIANCHI MI DISSERO DI TACERE...”

Fulvio Fiano, Fiorenza Sarzanini per corriere.it

 

i fratelli bianchi

Willy Monteiro Duarte «non c’entrava nulla con la rissa», ma «l’hanno massacrato a calci e pugni senza una plausibile ragione». La notte di domenica scorsa «voleva mettere pace tra due ragazzi che litigavano», ma «gli sono saltati sul corpo anche quando era a terra inerme». Aveva il corpo scosso dalle convulsioni, respirava a fatica. Una ragazza ha provato a rianimarlo. Per lui non c’è stato nulla da fare.

 

L’ordinanza del giudice di Velletri che tiene in carcere i fratelli Gabriele e Marco Bianchi, il loro amico Mario Pincarelli e manda ai domiciliari Francesco Belleggia, ricostruisce nei dettagli l’aggressione selvaggia al giovane di Colleferro. Descrive la furia del gruppo — tutti cultori di arti marziali — «che picchiavano tutti quelli che incontravano» e poi si sono accaniti su Willy.

 

alessandro e gabriele bianchi

Svela che i «fratelli Bianchi» «stavano facendo sesso nel cimitero con alcune ragazze di cui non conoscevamo il nome, quando siamo stati chiamati». Consegna la descrizione di notti folli trascorse a bere per strada, durante le quali basta un apprezzamento pesante a una ragazza per accendere gli animi e scatenare l’inferno. Sono i testimoni presenti in largo Santa Caterina a Colleferro a raccontare ogni passaggio — dall’inizio della lite al pestaggio mortale — consentendo così ai carabinieri di chiudere l’indagine. I loro verbali si trasformano nel film dell’omicidio.

 

 

 

La prima lite

bianchi

Il primo a essere rintracciato dagli investigatori dell’Arma è Federico Zurma: «Verso le 23,30 di sabato, insieme ad alcuni amici e amiche siamo recati presso il locale Due di picche. Ci siamo intrattenuti fino all’1,30 quando decidevamo di andare via. Giunti alle scale le mie amiche mi riferivano di essere state apostrofate in modo volgare da alcuni ragazzi lì sul posto.

 

bianchi

Io il mio amico Alessandro Rosati ci siamo fatti indicare chi fossero i ragazzi che le avevano importunate e siamo andati da loro a chiedere conto. Il mio amico Alessandro li riconosceva per dei ragazzi di Artena. Ci scambiavamo qualche battuta dopodiché uno di loro mi veniva incontro dicendomi perché lo stessi fissando. Avevamo un diverbio quando all’improvviso questo ragazzo mi colpiva con un pugno al volto facendomi rovinare sulle scale».

ordinanza di convalida degli arresti di Marco e Gabriele Bianchi

 

La faccenda sembra finita, ma oltre un’ora dopo è ancora aperta. Zurma ricorda i dettagli: «Finita la lite tra me e il ragazzo notavo che a distanza di pochi metri da noi si era creato un altro parapiglia tra altri ragazzi che stavano litigando esattamente sulla strada vicino l’edicola. Qualcuno mi urlava che il mio amico Willy coinvolto nel parapiglia si trovava steso a terra, facendomi spazio tra la gente in effetti notavo Willy a terra sul marciapiede preso da spasmi tipo convulsioni.

 

willy

Attorno a lui c’era una moltitudine di persone e ricordo che qualcuno ha provato a soccorrerlo e rianimarlo. Venivano chiamati i soccorsi e io e Alessandro andavamo via anche perché lui aveva riconosciuto gli aggressori di Willy e mi suggeriva di allontanarmi il prima possibile per non incorrere in ulteriori violenze. Ricordo che il ragazzo che mi ha sferrato il pugno aveva l’avambraccio sinistro ingessato e i capelli corti e scuri». Rosati conferma questa versione e spiega anche di essersi «avvicinato a uno di quei ragazzi che conoscevo e con calma ho chiesto spiegazioni del perché avesse proferito parole poco carine nei confronti delle ragazze e lui si è subito scusato dicendo che non era stato lui».

WILLY 1

 

L’arrivo di Willy

gabriele bianchi a positano

Il motivo che ha spinto Willy a mettersi in mezzo lo racconta il suo amico Emanuele Cenciarelli: «All’1,30 circa insieme a Willy e altri amici giungevamo a Colleferro e ci intrattenevamo per un paio d’ore fino a circa le 3 quando decidevamo di andarcene per tornare a Paliano.

 

Ci allontanavamo a piedi verso le nostre macchine quando Willy vedeva un ragazzo che mi diceva essere un suo vecchio compagno di scuola il quale stava discutendo animatamente con un altro ragazzo che non conosco. A quel punto Willy si avvicinava al suo vecchio compagno di scuola per capire cosa stesse accadendo e se avesse bisogno di aiuto... cercavo di dissuadere Willy dall’interessarsi alla vicenda aggiungendo che ritenevo opportuno andarcene a casa. Willy mi assecondava e ci incamminavamo verso la sua auto.

fratelli bianchi 2

 

WILLY E I FRATELLI BIANCHI

A quel punto senza che io e Willy potessimo accorgerci di ciò che stava accadendo venivamo entrambi aggrediti da alcuni ragazzi tra i quali riconoscevo subito i due che stavano poco prima discutendo con Federico l’amico di Willy. Ricordo subito l’immagine di Willy steso a terra circondato da 4 o 5 ragazzi che lo colpivano violentemente con calci pugni. Il mio istinto di protezione mi spingeva a gettarmi addosso Willy per cercare di proteggerlo dai colpi che stava ricevendo, urlando agli aggressori che io e Willy non centravamo niente con quanto eventualmente era accaduto prima. Le mie richieste venivano nel vuoto tanto che io stesso venivo colpito da calci e pugni sempre dagli stessi ragazzi che avevano aggredito Willy».

 

i fratelli bianchi a miami

E ancora: «Non riesco a quantificare il tempo e l’aggressione, la violenza dei colpi subiti da me Willy era inaudita... I due ragazzi con i quali Federico stava discutendo uno indossava una camicia bianca e aveva una lacrima tatuata in viso sotto l’occhio e diversi tatuaggi su braccia e mani. L’altro aveva un avambraccio ingessato. Al momento dell’aggressione si sono uniti a loro altri tre ragazzi. Per quanto io ricordi tutti sferravano calci e pugni contro me e Willy.

 

Ho un vivido ricordo di un paio di loro, non ricordo però chi di preciso, che addirittura saltavano sopra il corpo di Willy steso a terra e già inerme». Anche Faiza Rouissi, che rientrava verso casa alle 3 di notte, ricorda quei momenti: «Ero a piedi ho visto un ragazzo che conosco e mi sono fermata a dividere Pincarelli e Zurma che si stavano picchiando. A questo punto è arrivata un’autovettura a forte velocità di colore nero dalla quale sono scese cinque persone. Tre di loro hanno iniziato a picchiare selvaggiamente qualsiasi persona presente sul posto. Un ragazzo è rimasto a terra e nonostante fosse disteso delle persone lo picchiavano.

willy

 

So riconoscere chi è stato: Gabriele Bianchi, che dapprima gli ha dato un calcio in pancia per il quale Willy si è accasciato. E quando si è rialzato è stato colpito nuovamente da Gabriele. Perdeva sangue dalla bocca, Gabriele l’ha picchiato ancora a terra per qualche istante dopodiché, quando è arrivata la sicurezza dei locali, lui è scappato insieme agli altri. A quel punto abbiamo soccorso Willy e abbiamo chiamato un’ambulanza».

gabriele bianchi

 

Sesso e minacce

I fratelli Bianchi sono noti nella zona per la loro violenza, hanno precedenti di altre risse. Quando i carabinieri vanno a prelevarli non possono negare di essere stati a Colleferro anche se cercano di minimizzare le proprie responsabilità.

 

willy

Il giudice sottolinea che «Marco Bianchi riferiva di essersi allontanato dal pub in compagnia del fratello, di un amico e di tre ragazze delle quali non sapeva riferire il nome e che mentre stavano consumando un rapporto sessuale vicino al cimitero, ricevevano una telefonata da parte del loro amico Michele Cerquozzi che gli chiedeva di intervenire in loro soccorso a Colleferro».

gabriele bianchi

 

Il giovane che sta con loro al cimitero è Vittorio Tondinelli, il quinto indagato, ma estraneo alla rissa. Quando i tre arrivano a Colleferro trovano Belleggia. Dichiara Marco Bianchi: «Io ho spinto Willy perché stava discutendo in gruppo, poi mi sono allontanato. Non ho dato nessun colpo. Pincarelli e Belleggia non hanno dato colpi. Willy è caduto sotto la mia spinta ma poi si è alzato e io sono andato via... C’erano tante persone, non ho visto chi ha colpito Willy».

 

Belleggia fornisce una versione diversa: «Marco Bianchi va verso Willy gli tira un calcio lui cade all’indietro. Gabriele Bianchi picchia l’amico di Willy... Willy era poca distanza, Marco Bianchi gli sferra un calcio sul petto diretto. Willy cade indietro sulla macchina e Gabriele si dirige verso l’amico di Willy picchiandolo». È la conferma che serve a convalidare gli arresti. Ma Belleggia aggiunge anche un dettaglio importante: «Prima di essere presi i fratelli Bianchi mi hanno consigliato di non parlare di quello che avevano fatto».

gabriele bianchi gabriele e marco bianchigabriele bianchi fratelli bianchiMARCO BIANCHIGABRIELE BIANCHIfrancesco belleggiamario pincarelliwilly 2gabriele bianchi gabriele bianchi in umbria

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