“SIETE LADRI, QUESTA CASA NON VE LA GODRETE” E LA VECCHINA OTTANTENNE, APPENA SFRATTATA, FA SALTARE IN ARIA IL PALAZZO: UN MORTO E 22 FERITI A ROMA

Federica Angeli per “la Repubblica”

 

Un palazzo che si squarcia ed esplode nel cuore della notte a Roma. Inquilini che si lanciano dalle finestre, un boato, il fumo, le fiamme e il panico che paralizza un intero quartiere. Un uomo che cerca la salvezza dal rogo chiudendosi nel bagno del suo appartamento ma resta intrappolato e muore.

 

Ventidue persone, tra cui due bambini, che finiscono in ospedale e auto che saltano in aria una dopo l’altra sotto pezzi di calcinacci che si staccano come schegge impazzite dagli appartamenti dello stabile. «È la guerra», «hanno fatto l’attentato», gridano dai palazzi di via Galati, Colli Aniene, periferia sud est della capitale. Poteva essere una strage. Ed è proprio per strage e omicidio che la procura di Roma ha aperto un fascicolo e sta procedendo nei confronti di una donna di 82 anni, rintracciata e arrestata nel tardo pomeriggio di ieri.

ROMA ESPLOSIONE PALAZZOROMA ESPLOSIONE PALAZZO

 

Non è ancora arrivata l’alba, le tre sono passate da una manciata di minuti, quando un boato fa saltare improvvisamente l’intero stabile. Pochi minuti dopo, tra le grida disperate degli inquilini intrappolati nelle loro case e quelle dei residenti del quartiere che pensano a un attentato, via Galati è una distesa di lampeggianti blu. Polizia, vigili del fuoco, ambulanze: l’inferno.

 

Il rogo è partito dall’appartamento al primo piano, completamente crollato e mangiato dalle fiamme. L’abitazione era disabitata da un paio di giorni perché l’unica inquilina che vi abitava, un’anziana di 82 anni, è stata sfrattata. Che non si è trattato di un corto circuito o di un incidente gli inquirenti lo capiscono subito, non solo dalla violenza dell’esplosione ma da una lettera lasciata sul tergicristallo di una Smart parcheggiata sotto il palazzo. «Il signore la casa non ve la farà godere, perché siete ladri. Ladri».

 

I poliziotti del commissariato San Basilio, cui vengono affidate le indagini, dopo aver salvato decine di vite, tranne quella di un muratore napoletano di 50 anni morto nell’appartamento sopra quello esploso, hanno ricostruito quanto accaduto. Qualcuno aveva lasciato aperta la valvola della bombola del gas e chiuso tutte le finestre. Voleva provocare quello che, non appena l’ambiente è stato saturo, si è verificato.

ROMA ESPLOSIONE PALAZZO 1ROMA ESPLOSIONE PALAZZO 1

 

L’indiziata numero uno è stata da subito l’ex inquilina dell’appartamento al primo piano. L’anziana infatti occupava quella casa malgrado avesse ricevuto quattro ingiunzioni di sfratto dal tribunale. Domani avrebbe dovuto lasciare l’appartamento per sempre. Viveva lì, fino a tanti anni fa, col suo compagno poi deceduto; la casa era stata ereditata dai figli che l’uomo aveva avuto da un precedente matrimonio.

 

Dopo la sua morte l’appartamento fu venduto e i nuovi proprietari avrebbero voluto entrarne in possesso, ma l’ultraottantenne non ha mai voluto lasciarla, non avendo altre alternative dove andare. Il momento invece era arrivato. E lei si è vendicata pianificando l’esplosione, provocando la morte di un uomo e mandandone in ospedale 22. Ci aveva già provato lo scorso 3 gennaio a far saltare in aria tutto, annunciando il suo gesto persino di fronte all’ufficiale giudiziario. Aveva, anche allora, aperto il gas, ma gli inquilini si erano accorti del forte odore e avevano dato l’allarme. L’italgas le chiuse l’impianto e lei comprò in alternativa una bombola del gas, proprio quella che la scorsa notte ha lasciato svuotare nel suo appartamento.

 

Undici le abitazioni giudicate inagibili, alle cui famiglie il Campidoglio ha offerto un alloggio. E dopo la paura in via Galati serpeggia la rabbia. «Abbiamo rischiato la vita a causa di una pazza — dice una donna, ancora scossa, che abita al terzo piano — Io ho dei bambini piccoli e non ci voglio neanche pensare a cosa poteva succedere loro. Uno non può progettare una strage e passarla indenne. Meglio che la trovi prima la polizia di noi». Così è stato. E ora l’anziana è in arresto.

 

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