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CHE SPERANZE CI SONO PER IL BAMBINO A CUI È STATO TRAPIANTATO UN CUORE LESIONATO? PER L’OSPEDALE “MONALDI” DI NAPOLI, IL PICCOLO DI DUE ANNI RESTA IN LISTA PER UNA NUOVA OPERAZIONE, NONOSTANTE DAL “BAMBINO GESÙ” DI ROMA ABBIANO DETTO CHE NON È PIÙ TRAPIANTABILE – UN’ALTERNATIVA POTREBBE ESSERE QUELLA DI UN CUORE MECCANICO, UN DISPOSITIVO ARTIFICIALE CAPACE DI SOSTITUIRE TEMPORANEAMENTE LA FUNZIONE CARDIACA E OFFRIRE PIÙ TEMPO RISPETTO ALL’ECMO, IL MACCHINARIO CHE ATTUALMENTE TIENE IN VITA IL BIMBO – LA PROCURA DI NAPOLI HA INDAGATO SEI TRA MEDICI E INFERMIERI CON L'IPOTESI DI LESIONI COLPOSE – L'ERRORE DEL GHIACCIO PER CONSERVARE L’ORGANO, IL DANNO TENUTO SEGRETO PER UN MESE: TUTTE LE TAPPE DI UN DISASTRO INACCETTABILE

1. SCONTRO TRA MEDICI SUL BIMBO "NON È PIÙ OPERABILE". "PER NOI SÌ"

Estratto dell’articolo di Antonio Di Costanzo e Dario Del Porto per “la Repubblica”

 

patrizia mercolino la mamma e il figlio a cui e stato trapiantato il cuore bruciato

Trapiantabile per il Monaldi di Napoli, ma non per il Bambino Gesù. È scontro tra ospedali sulla possibilità di sottoporre a un nuovo intervento chirurgico il bambino di due anni e mezzo al quale, il 23 dicembre scorso, nel presidio di eccellenza del capoluogo campano, è stato impiantato un cuore risultato gravemente danneggiato.

 

Il piccolo lotta per la vita attaccato a un macchinario in condizioni definite «stabili in un quadro di grave criticità», mentre in Italia e nel resto d'Europa si continua a cercare un organo compatibile. A meno di «eventuali peggioramenti», è la linea del Monaldi, i presupposti per una seconda operazione ci sono ancora e dunque il bimbo rimane inserito nella lista trapianti, in cima alla graduatoria nazionale e continentale per il suo gruppo sanguigno.

 

Questa scelta contrasta con il parere espresso dall'ospedale Bambino Gesù di Roma che, secondo quanto riferito dall'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bimbo, ritiene al contrario la situazione del bambino «ormai compromessa».

 

[…]

 

trapianto di cuore

L'avvocato Petruzzi spiega di aver appreso solo verbalmente, venerdì pomeriggio, nel corso di un incontro con i vertici aziendali del Monaldi, l'esito della second opinion chiesta già la scorsa settimana da Napoli ai colleghi della capitale. Durante il colloquio, si legge nella denuncia, sarebbe stato chiesto ai parenti del piccolo di «non rendere pubblico» il parere del Bambino Gesù per evitare l'estromissione dalla lista di attesa.

 

Adesso il penalista sollecita il presidio partenopeo a rilasciare «copia integrale» del documento redatto dai medici romani e ha presentato ai carabinieri un'integrazione all'esposto presentato l'11 gennaio scorso.

 

Nel supplemento di denuncia, il legale riferisce della disponibilità manifestata dallo stesso primario che aveva eseguito il trapianto del cuore deteriorato ad operare con la sua équipe il bambino anche una seconda volta, se necessario con l'assistenza dei colleghi del Bambino Gesù.

 

 

ospedale monaldi di napoli

Ipotesi sulla quale però l'avvocato della famiglia esprime riserve anche alla luce della sospensione del professionista decisa in via amministrativa dall'azienda come conseguenza dello stop al programma dei trapianti.

 

L'azienda ospedaliera, da parte sua, ribadisce di aver «prontamente e con fermezza adottato tutti i provvedimenti necessari a tutela del piccolo» […]

 

Sul caso hanno disposto ispezioni il ministero della Salute e la Regione Campania. La Procura di Napoli indaga con l'ipotesi di lesioni colpose. Il pool coordinato dal procuratore aggiunto Antonio Ricci ha iscritto nel registro degli indagati i nomi di sei tra medici e infermieri delle due équipe del Monaldi che si sono occupate dell'espianto del cuore a Bolzano e del trapianto. […]

 

2. UN CUORE ARTIFICIALE PER SALVARE IL PICCOLO TOMMASO,

Estratto dell’articolo di Giovanni Ruggiero per www.open.online

 

trapianto di cuore

Una possibile alternativa per il bambino di Nola, ricoverato al Monaldi di Napoli dopo il trapianto fallito del 23 dicembre, potrebbe arrivare da Milano. Come riporta Il Messaggero, l’ipotesi è quella di un cuore meccanico, un dispositivo artificiale capace di sostituire temporaneamente la funzione cardiaca e offrire più tempo rispetto all’Ecmo, il macchinario che attualmente tiene in vita il piccolo e che non potrà essere utilizzato ancora a lungo.

 

A muovere i primi contatti è stato Giovanni Gravili, fondatore dell’associazione «Nodi d’Amore», che ha messo in collegamento la famiglia con un trapiantologo del Niguarda, l’unico specialista in cuore meccanico in Italia per pazienti adulti.

 

patrizia mercolino la mamma del bimbo a cui e stato trapiantato il cuore bruciato

«Quando è arrivata la richiesta di aiuto ho provato a costruire un ponte tra la famiglia e un medico del Niguarda di Milano che conosco. Forse può fare qualcosa anche per questo bambino. Ma servono le cartelle cliniche», ha spiegato Gravili.

 

L’ospedale milanese ha confermato di avere «le competenze tecniche e scientifiche per trattare situazioni di questo tipo», precisando però che al momento «non c’è una richiesta formale». Il primario coinvolto si sarebbe comunque reso disponibile a esaminare tutta la documentazione clinica per valutare se esistano le condizioni per l’impianto. […]

 

 

3. I SILENZI DELL'OSPEDALE: PER UN MESE HA TACIUTO LA VERITÀ SUL TRAPIANTO

Estratto dell’articolo di Michele Bocci per “la Repubblica”

 

patrizia mercolino con il figlio in attesa del trapianto di cuore

«Organo congelato durante il trasporto». L'ospedale Monaldi ha spiegato così il problema che ha impedito la riuscita del trapianto di cuore al bambino di due anni che oggi vive attaccato al macchinario Ecmo.

 

Lo ha fatto però molto dopo l'evento, con una segnalazione che sarebbe arrivata al Centro nazionale trapianti (Cnt) quasi un mese dopo l'intervento.

 

Come mai si è aspettato tanto a rendere noto quello che era successo? Sarà probabilmente uno degli interrogativi ai quali risponderanno la procura e gli ispettori del ministero alla Salute, che si stanno occupando della ricostruzione.

 

trapianto di cuore

Il trapianto avviene il 23 dicembre, grazie al cuore di un bambino di quattro anni che una équipe del Monaldi è andata a prendere a Bolzano. L'intervento non va bene a causa di problemi nel trasporto i cui effetti, il congelamento di parte dell'organo, appaiono subito chiari nella sala operatoria dell'ospedale campano. Da Napoli, però, quel giorno non segnalano particolari errori al Cnt.

 

[…]

 

Non risultano altre comunicazioni, almeno per molti giorni, anche se i protocolli prevedono che i cosiddetti "eventi avversi" debbano essere comunicati entro 24 ore al Cnt, che tra l'altro può assistere i vari centri nel lavoro di ricostruzione delle cause.

Anche la famiglia del bambino resta per giorni all'oscuro di quanto accaduto.

 

Quando capisce che potrebbero esserci stati errori, decide di fare un esposto. È l'11 di gennaio. Sarebbe proprio l'atto presentato dall'avvocato della madre e del padre a spingere il Monaldi ad avviare un audit, cioè a fare una verifica interna su tutte le fasi del trapianto, dalla partenza dei medici da Napoli per Bolzano alla conclusione dell'intervento in sala operatoria. […]

 

il bimbo a cui e stato trapiantato il cuore bruciato

La segnalazione di "evento avverso" parte il 21 gennaio, praticamente un mese dopo l'intervento. Nel documento si parla, appunto, del problema del congelamento dell'organo durante il trasporto. Non si specifica cosa sia successo di preciso. Filtra, comunque, che l'équipe con il chirurgo prelevatore parte da Napoli con il contenitore per il cuore, come da prassi.

 

Una volta raccolto l'organo ci si accorge che non c'è abbastanza ghiaccio per assicurare una conservazione sicura e viene chiesta un'aggiunta al personale di Bolzano (c'è una macchina per produrlo in molte sale operatorie). […]

 

Comunque sia, quando l'équipe rientra al Monaldi ci si rende conto che il cuore si è in parte congelato. L'intervento di espianto dell'organo malato al bambino però è già iniziato e non è possibile tornare indietro. Il trapianto viene fatto anche se l'organo non funzionerà mai, rendendo appunto necessario l'uso del macchinario che assicura la circolazione extracorporea.

 

trapianto di cuore

Quello che accade al Monaldi viene classificato nell'audit dell'ospedale come rischio 5, cioè il più grave. La conseguenza, si spiega nel documento dell'ospedale è la «mancata ripresa funzionale dell'organo». Ci sono indicazioni anche sulle possibili cause, che vengono indicate come problemi organizzativi.

patrizia mercolino la mamma del bimbo a cui e stato trapiantato il cuore bruciato

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