sting e la produzione di vino in toscana

CIN CIN CON STING (MEJO ENOLOGO CHE CANTANTE) - “FINO A 20 ANNI HO BEVUTO SOLO BIRRA POI MI CONVERTÌ IL BRUNELLO DI MONTALCINO. A 66 ANNI SONO IN FORMA PERCHE’ FACCIO ATTENZIONE A QUEL CHE MANGIO, CAMMINO E MEDITO. OGNI ANNO VENDIAMO SESSANTAMILA BOTTIGLIE. DOPO TANTI INVESTIMENTI, I RISULTATI SONO ARRIVATI E ANCHE IL CONTO ECONOMICO È POSITIVO…”

Luciano Ferraro per il “Corriere della Sera”

 

STING E LA PRODUZIONE DI VINO IN TOSCANA

La doppia vita di Sting: la musica e il vino. Nell'ultimo tour, ai piedi del palco c'era un caravan per le degustazioni e la vendita delle sue bottiglie. Il cantante figlio di un lattaio e di una parrucchiera, cresciuto all'ombra di un cantiere navale di Newcastle, educato dai gesuiti, è pronto a partecipare questa settimana al Festival di Sanremo con Shaggy, superstar reggae (sono in uscita il loro l'album «44/876» e il singolo «Do not Make Me Wait», un inno alla cultura e alla musica giamaicana).

 

Dopo la musica al Festival, Sting si dedicherà al vino: sarà a Montalcino il 17 febbraio, a Benvenuto Brunello. Affiggerà sul Palazzo comunale la sua piastrella celebrativa con le stelle assegnate all'annata 2013. A 66 anni Sting, con a fianco, come sempre, la moglie Trudie, è pieno di nuove energie.

 

Come fa ad essere così in forma?

«Faccio molto esercizio fisico, pongo attenzione a quello che mangio e mi godo un buon bicchiere di vino quando ne ho voglia».

 

Quanto cammina ogni giorno?

STING E LA PRODUZIONE DI VINO IN TOSCANA

«Ovunque mi trovi nel mondo cerco sempre di camminare almeno mezz'ora. Questo mi permette anche di meditare».

 

Scrive musiche e testi dopo le camminate a Central Park?

«Central Park è un luogo fantastico per liberare la mente da qualsiasi pensiero, godendosi uno dei paesaggi più belli di New York. Penso molto mentre cammino, poi torno a casa, mi siedo sul nostro balcone al freddo e compongo. Trudie spesso ascolta le mie canzoni mentre stanno nascendo. Rispetto molto la sua opinione».

 

Quando ha bevuto il primo bicchiere di vino?

«Non ho bevuto vino fino ai vent'anni. In Inghilterra bevevo birra. Credo che sia stato il Brunello di Montalcino a convertirmi».

 

sting

Vent' anni fa ha acquistato la sua tenuta in Toscana, vicino a Firenze, Il Palagio. La ricomprerebbe? La Toscana è cambiata?

«Assolutamente sì, la ricomprerei. Siamo arrivati al Palagio nel 1997, quasi 21 anni fa. Ora c'è un atteggiamento molto più internazionale in Toscana».

 

È soddisfatto del suo vino?

«Quella del 2017 è stata l'undicesima vendemmia al Palagio. Abbiamo avuto stagioni con andamenti climatici e caratteristiche diverse, ma la qualità dei nostri vini è sempre stata ottima. Ed è apprezzata anche dal mercato, con richieste da tutto il mondo. Il Palagio sta consolidando la sua immagine di azienda di qualità. Se all'inizio c'era curiosità per i nostri vini, perché prodotti da Trudie e Sting, oggi vengono acquistati perché sono buoni. Questo ci rende orgogliosi. Sappiamo che la ricerca della qualità non si ferma mai, con la pazienza necessaria in agricoltura. Dai nostri vigneti ci aspettiamo ancora qualche miglioramento anche per aumentare la quantità del nostro vino di punta».

tupac madonna sting

 

Quante bottiglie vendete? Guadagnate o perdete?

«Sessantamila bottiglie. Dopo tanti investimenti, i risultati sono arrivati e anche il conto economico è positivo. L'obiettivo è ottenere sempre qualcosa in più da poter reinvestire per crescere».

 

Com'è stata la vendemmia del 2017? E la raccolta di miele e di olio di oliva?

«La vendemmia, come sanno bene i nostri colleghi produttori toscani e non solo, è stata caratterizzata da una riduzione della produzione significativa (-30/40 per cento), a causa del meteo. Alle gelate primaverili ha fatto seguito la siccità che ha portato anche a un anticipo della raccolta. Fortunatamente non compromettendo la qualità. È accaduto lo stesso per olio e miele: meno quantità ma altissima qualità».

STING PAVAROTTI

 

Tra i vostri sei figli qualcuno è attratto dall'idea di lavorare in futuro nella produzione di vini in Toscana?

«I nostri figli hanno al momento passioni diverse, la musica, la regia, la recitazione e lo studio. Può darsi che un giorno arriveranno al vino. A loro piace stare al Palagio, quando possono. Vivere in campagna aiuta a rispettare la natura e a capire quanto lavoro ci sia dietro ogni singolo prodotto, dal vino all'olio. Trudie e io cerchiamo di trasmettere ai figli la nostra dedizione e passione verso il Palagio».

 

Quale vino toscano preferisce?

STING

«In ogni parte della Toscana ci sono grandi vini, dal Chianti Classico al Nobile di Montepulciano fino a Bolgheri. Il Brunello è un vino unico, anche per il suo collegamento con il territorio, questa è probabilmente la ragione per la quale ha un grande successo in tutto il mondo. Ma amo anche i nostri vini e berrei volentieri un bicchiere di When We Dance ogni giorno della settimana».

 

Quale sarà il suo messaggio sulla piastrella di Montalcino?

«Un messaggio che rifletta l'amore e la luce unica della Toscana, ricorderà alla gente che la musica e la Toscana vivono in armonia».

 

È riuscito a vendere il suo vino durante l'ultimo tour in contemporanea ai concerti?

sting 2013

«Abbiamo avuto una risposta eccezionale con il Palagio tasting tour. È stato bellissimo incontrare i fan che non sapevano che produciamo vini e farglieli assaggiare assieme a noi».

 

sting da sempre invita al sesso tantrico

A Sanremo farà un omaggio alla canzone italiana. Quali sono i cantanti che l'hanno ispirata di più?

«Luciano Pavarotti, Zucchero, Vittorio Grigolo, Mina, Nek, Paolo Conte, Andrea Bocelli e Gianna Nannini».

sting foto di terry oneill

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